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25 GIOVEDÌ 30 OTTOBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | O g n i a u t u n n o , s u i b a n c h i d i frutta in tutta Italia, piccoli c e s t i d i u v a viola scuro compaiono tra mele e fichi; il loro nome, uva fragola, suona inno- cuo, quasi giocoso, eppure quest'uva profumata ha una storia curiosa. P r o v i e n e dagli Stati Uniti, ha con- tribuito a salvare i vigneti europei dal disastro e il vino che se ne ricava, un tempo comune nelle case italiane, ora è tecnicamente illegale da vendere: pochi alimenti i n c a r n a n o u n t a l e m i x d i ammirazione, praticità e... beh... ribellione, quanto l'uva fragola. La sua storia inizia lonta- no dai mercati italiani, nel M a s s a c h u s e t t s d i m e t à Ottocento, dove Ephraim Wales Bull, un contadino della città di Concord, tra- scorse anni cercando di col- tivare un'uva che potesse sopravvivere ai freddi inver- ni del New England. Le viti europee importate continua- vano a morire, così si rivolse alle varietà selvatiche locali, piantando e testando più di ventimila piantine nel suo cortile finché una finalmente si dimostrò quella giusta: dolce, resistente e produtti- va. Lo chiamò "Concord", dal nome della sua città natale, e lo introdusse nel 1849. Il frutto si diffuse rapidamente in tutta l'America, diventan- do la base per il succo d'uva, la gelatina e il vino da chiesa dal colore viola intenso che spesso riempiva i calici. Nel giro di pochi decenni, questa stessa varietà e i suoi c u g i n i s i d i r e s s e r o v e r s o l'Europa per ragioni molto diverse. Alla fine del 1800, i vigneti dalla Francia all'Ita- lia venivano distrutti da un a f i d e m i c r o s c o p i c o n o t o come fillossera, un insetto arrivato dall'America che attaccava le radici della Vitis vinifera, la specie che pro- duceva le uve da vino tradi- zionali europee. Le uniche radici che resistevano erano q u e l l e d i v i t i a m e r i c a n e c o m e C o n c o r d , I s a b e l l a e C l i n t o n , c o s ì i v i t i c o l t o r i europei iniziarono a inne- stare le loro viti su que- sti portainnesti america- ni più resistenti, salvando l'industria vinicola dal col- lasso. Oltre a questa soluzio- ne tecnica, alcuni agricoltori piantarono semplicemente le viti americane perché erano facili da coltivare, resistenti alle malattie e tolleranti al freddo, una caratteristica m o l t o i m p o r t a n t e n e l l e regioni settentrionali più fredde d'Italia. Per le fami- glie che desideravano uva da tavola o vino fatto in casa, erano perfette. M a p e r c h é c h i a m i a m o l'uva Concord "uva fragola"? Il nome si riferisce al suo profumo dolce e profumato, che ricordava le fragole e deriva dal metil antranilato, un composto che conferisce al Concord il suo inconfon- dibile sapore di "caramella all'uva". Ma mentre negli S t a t i U n i t i q u e s t a n o t a è diventata sinonimo di gelati- na d'uva e bevande analcoli- che, in Europa i viticoltori t r a d i z i o n a l i l a t r o v a v a n o spesso troppo intensa e la descrivevano come "volpi- no", ovvero rustico e poco s o f i s t i c a t o . E p p u r e , p e r molte famiglie italiane, il vigore e la semplicità dell'u- v a c o n t a v a n o p i ù d e l s u o pedigree: cresceva bene su una siepe, produceva grap- poli ogni anno e il suo colore i n t e n s o e i l s u o p r o f u m o donavano a marmellate, sci- roppi e dessert un sapore di fine estate deliziosamente caratteristico. Inoltre, pote- va anche essere utilizzata per produrre un vino sem- plice ma molto apprezzato, il fragolino. O r a , i l f r a g o l i n o è u n argomento un po' controver- so: è dolce, spesso legger- mente frizzante, e immedia- tamente riconoscibile per il s u o c a r a t t e r e a r o m a t i c o , quasi caramellato; divenne un modesto vino locale nel XX secolo, servito freddo d ' e s t a t e , f a t t o i n c a s a i n damigiana e condiviso tra vicini. Il problema è che la legge italiana, e le successive normative dell'Unione Euro- p e a , n o n l o r i c o n o s c o n o come vino: dagli anni '30, l'Italia richiede che tutto il vino commerciale provenga da Vitis vinifera, la classica specie di uva europea, ma l'uva fragola, come le varietà Concord e Isabella da cui discende, appartiene invece alla Vitis labrusca. Qualsiasi cosa fatta con essa può esse- r e d e l i z i o s a , m a n o n p u ò essere legalmente venduta come vino. I primi divieti citavano potenziali rischi per la salute, sostenendo che la fermentazione di queste uve a v r e b b e p o t u t o p r o d u r r e livelli più elevati di metanolo se gestita in modo impro- prio, ma i produttori moder- ni considerano tale giustifi- cazione esagerata e ritengo- no che il vero motivo fosse economico e culturale, ovve- ro proteggere l'immagine della viticoltura europea da quello che i funzionari consi- d e r a v a n o u n c o n c o r r e n t e rustico, dolce e eccessiva- mente profumato. P e r d e c e n n i , q u e s t a norma ha spinto il fragolino in una zona grigia tra folklo- re e legge: la gente ha conti- nuato a produrlo in casa e alcuni piccoli produttori lo hanno imbottigliato silenzio- samente per la vendita loca- le, ma ufficialmente non era più un vino. Negli anni '80, quando i turisti iniziarono a vedere bottiglie con l'eti- chetta "Fragolino" nei negozi di souvenir, la maggior parte di loro beveva qualcosa di c o m p l e t a m e n t e d i v e r s o : vino normale aromatizzato c o n z u c c h e r o e d e s s e n z a artificiale di fragola. Quella versione commerciale, ven- duta ancora oggi, ha poca s o m i g l i a n z a c o n l a v e r a bevanda fatta in casa che un tempo riempiva le cucine italiane. Il fragolino origina- le sopravvive principalmente Concord: l'uva americana che l'Italia a m a m a c h e n o n p u ò l e g a l m e n t e trasformare in vino LA BUONA TAVOLA RICETTE PIATTI TIPICI STORIE DI CUCINA nella memoria e nelle canti- ne private, simbolo di una tradizione artigianale mai del tutto scomparsa. Nonostante il suo status d i o u t s i d e r , l ' u v a f r a g o l a rimane comune nei mercati italiani, con molte famiglie che la acquistano per man- giare o cucinare, il suo pro- fumo da solo basta a segnare il passaggio dalla stagione calda all'autunno. Quest'uva è un ottimo ripieno per mar- mellate e crostate, grazie alla sua pectina naturale, e alcu- n i c u o c h i n e r i d u c o n o i l succo in uno sciroppo per d e s s e r t o p e r g l a s s a r e l a carne; online circolano ricet- te che mostrano come pre- parare il mosto cotto analco- l i c o o i l s o r b e t t o d ' u v a , entrambi ottimi modi per mantenerne intatto il sapo- re. V i s t a d a l l a p r o s p e t t i v a odierna, la storia dell'uva fragola la dice lunga su come gli alimenti viaggiano e si adattano: un esperimento del XIX secolo nel Massa- chusetts si trasformò in uno strumento di sopravvivenza per i vigneti europei e poi in una nostalgica tradizione da cortile in Italia. Ogni cultura la plasmò in base alle pro- prie esigenze: gli americani c r e a r o n o u n ' i n d u s t r i a d i succhi e gelatine; gli italiani l a u s a v a n o p e r i l v i n o d i famiglia e i dolci stagionali. Persino il divieto legale, seb- bene frustrante per alcuni, probabilmente contribuì a mantenere il fascino di que- st'uva. C'è anche una certa ironia nel fatto che lo stesso frutto simbolizzi due identità ali- mentari opposte: negli Stati Uniti, l'uva Concord rappre- senta efficienza e modernità – succo pastorizzato, prati- cità e marchi nazionali; in Italia, l'uva fragola evoca lo spirito informale e legger- mente ribelle della produ- zione artigianale. Eppure il l e g a m e t r a l o r o è f o r t e e c h i a r o , p e r c h é e n t r a m b i riflettono la persistenza di u n s a p o r e c h e l e p e r s o n e apprezzano istintivamente, anche quando gli esperti lo liquidano come poco sofisti- cato. L'uva Concord è conosciuta come uva fragola in Italia, ma sapevate che in alcune zone la si chiama anche uva ameri- cana? (Photo: Sarah Charlier/Dreamstime)
