L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-13-2025

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GIOVEDÌ 13 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | 13 D i c i a m o c e l o , oggi la tenden- za è quella di " p r e n d e r s e l a c o m o d a " e godersi la vita a un ritmo d i v e r s o . D a l l e v a c a n z e a l cibo, ci sono molti movimenti " s l o w " i n c i r c o l a z i o n e , e credo che molti di noi ne conoscano alcuni diretta- m e n t e , m a s a p e v a t e c h e anche le città possono essere "slow"? Originatosi a Orvieto nel 1999 e ispirato dalla filosofia di Slow Food, il movimento Cittàslow è nato come espe- rimento di applicazione del concetto di "buono, pulito e giusto" alla vita quotidiana dei piccoli centri. Inizialmen- te proposto da Paolo Satur- nini, allora sindaco di Greve in Chianti, e formalizzato con i sindaci di Bra, Orvieto e P o s i t a n o i n s i e m e a C a r l o Petrini, fondatore di Slow Food, l'obiettivo era difende- re il carattere locale, i ritmi e l'ambiente dei borghi italiani in un momento in cui anche le aree rurali iniziavano a subire le stesse pressioni delle grandi città. L'iniziativa si è rapidamente evoluta in una rete formale di comuni impegnati a preservare la qualità della vita attraverso politiche e comportamenti concreti. O g g i , C i t t à s l o w c o n t a q u a s i t r e c e n t o c o m u n i membri in più di trenta Paesi, dall'Italia alla Corea del Sud, dalla Polonia agli Stati Uniti. L'adesione è limi- tata ai comuni con meno di cinquantamila abitanti, che devono dimostrare di rispet- tare una serie dettagliata di requisiti che misurano le pre- stazioni ambientali, le infra- strutture, la vita urbana, le politiche agricole, l'ospitalità e la governance. I comuni vengono sottoposti a una valutazione iniziale e a rivalu- tazioni periodiche per confer- mare la loro continua adesio- ne allo statuto, il che significa che far parte della rete com- porta un impegno a lungo termine. L ' e t h o s d i C i t t à s l o w s i esprime attraverso azioni misurabili come la riduzione del traffico, la creazione di aree pedonali e piste ciclabili, la tutela dei centri storici e la promozione delle energie rin- novabili e del riciclo. I comu- ni sono incoraggiati a soste- nere agricoltori, artigiani e mercati tradizionali locali, a vietare le colture genetica- mente modificate e a raffor- zare le iniziative culturali ed educative che promuovono l'orgoglio civico. Piuttosto che rappresentare un model- lo fisso, Cittàslow opera come un quadro flessibile che ogni comunità adatta alla propria geografia e cultura: ciò che le accomuna tutte è la convin- zione che i piccoli centri pos- s a n o e s s e r e l a b o r a t o r i d i sostenibilità, capaci di coniu- gare innovazione e conti- nuità. L'Italia rimane al centro di questa rete, non solo perché è il luogo di nascita del movi- mento, ma anche perché con- tinua a ospitare il maggior numero di comuni certificati – attualmente oltre settanta – con un elenco che spazia da d e s t i n a z i o n i n o t e c o m e Amalfi, Trani e Orvieto a luo- ghi meno noti come Cisterni- no in Puglia, Asolo in Veneto e Todi in Umbria. Ogni caso offre un'interpretazione leg- g e r m e n t e d i v e r s a d i c o s a significhi essere una "città slow": a Greve in Chianti, primo comune ad adottare il marchio, le politiche si con- centrano sulla tutela del pae- saggio rurale, sulla regola- mentazione dei flussi turistici e sulla salvaguardia della pic- cola produzione vinicola. Orvieto, uno dei membri fondatori, ha introdotto limi- tazioni al traffico, promosso la mobilità sostenibile e rivi- talizzato il suo centro storico attraverso la programmazio- ne culturale. In regioni meri- dionali come Puglia e Basi- l i c a t a , il modello è stato collegato alla rinascita del- l'artigianato tradizionale, del- l'agriturismo e dei sistemi ali- mentari locali che rafforzano l e e c o n o m i e c o m u n i t a r i e mantenendone l'autenticità. Come detto, il concetto di Cittàslow è stato adottato in molte parti del mondo, com- presi gli Stati Uniti, dove due città in California – Sonoma e Sebastopol – hanno aderito alla rete, adat- tandone i principi al contesto d e l l ' a m b i e n t a l i s m o d e l l a costa occidentale e alla cultu- r a g a s t r o n o m i c a l o c a l e . Sonoma, entrata a far parte del network nel 2009, ha uti- lizzato il modello di Cittàslow per rafforzare il suo impegno nei mercati agricoli, nelle pic- cole aziende vinicole e nei progetti di biodiversità come Pollinator Pals e la riforesta- zione di Waterboxx. Seba- stopol ha seguito l'iniziativa un anno dopo, integrando l'i- dea di "città slow" con la sua forte identità di comunità artistica, sede di gallerie indi- pendenti e di un festival di documentari. In entrambi i casi, l'enfasi è posta sulla definizione di politiche urba- ne incentrate sul benessere, la sostenibilità e l'impegno civico. A livello internazionale, le città Cittàslow hanno motiva- zioni diverse, ma condivido- no sfide simili. In Polonia e Corea del Sud, l'adesione è stata spesso associata allo sviluppo rurale e alla diversi- ficazione del turismo, mentre nell'Europa settentrionale l'attenzione tende a concen- trarsi sulla progettazione urbana e sull'innovazione ambientale. Nonostante que- ste differenze, il movimento si distingue per il suo equili- brio pragmatico tra identità c u l t u r a l e e g o v e r n a n c e moderna e perché offre una via di mezzo tra approcci puramente conservativi e quelli che trattano le piccole città come beni turistici. Anche l'interesse accade- mico per il movimento è cre- sciuto, poiché i ricercatori hanno iniziato a considerare C i t t à s l o w u n o s t r u m e n t o politico in linea con l'Obiet- tivo di Sviluppo Sosteni- b i l e 1 1 d e l l e N a z i o n i Unite, che promuove città e comunità sostenibili. I suoi principi, l'urbanistica a misu- ra d'uomo, la responsabilità ecologica e l'inclusione socia- le, rispecchiano molti degli obiettivi ora discussi nella pianificazione urbana con- temporanea, dalle città dei 15 minuti alla governance parte- cipativa. È molto interessante notare come l'esperienza ita- liana dimostri come le città di piccole e medie dimensioni possano svolgere un ruolo significativo nelle transizioni di sostenibilità, spesso domi- nate da grandi narrazioni metropolitane. Certo, ci sono delle pre- cauzioni: alcuni studi, ad esempio, osservano che senza un'attenta gestione, le inizia- tive "slow" rischiano di scivo- lare verso l'esclusività, finen- do per servire i visitatori piuttosto che i residenti, un potenziale problema che la carta di Cittàslow, tuttavia, affronta esplicitamente inclu- dendo la coesione sociale, l'accessibilità e la partecipa- zione dei cittadini tra le sue categorie di valutazione. La diffusione globale di Città- slow dimostra che le questio- ni che solleva – come preser- v a r e l ' i d e n t i t à l o c a l e , garantire la vivibilità e bilan- ciare turismo e vita quotidia- na – non sono limitate all'Ita- lia: la stessa tensione tra velocità e qualità, efficienza e benessere, esiste nelle piccole città di tutti i continenti. La differenza è che Cittàslow offre una struttura attraverso la quale queste questioni pos- sono essere affrontate collet- tivamente. Venticinque anni dopo la sua fondazione, l'associazio- ne continua a evolversi, riflet- tendo sia la resilienza che la fragilità del modello di picco- la città che l'ha ispirata. Nata nelle campagne italiane e ora presente praticamente in ogni angolo del mondo, rima- ne un esempio di come le idee plasmate nei contesti locali possano diffondersi ampiamente senza perdere il loro significato. In un pano- rama globale spesso domina- to da velocità e uniformità, la rete rappresenta un piccolo ma persistente promemoria del fatto che il progresso può essere misurato anche nel tempo ben speso, negli spazi ben curati e nelle comunità che sanno valorizzare ciò che le rende speciali. Da Orvieto a Sonoma: come la rete italiana delle Città Slow è diventata globale Città e villaggi, in Italia e in giro per il mondo, sono diventati CittàSlow, per godere di uno stile di vita più rilassato (Photo: Elena999/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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