L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-27-2025

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17 GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L a storia di Salu- mi Negroni ini- zia a Cremona nel 1907, quando Pie- tro Negroni decise d i a v v i a r e u n s a l u m i f i c i o . Conosceva già bene il settore, avendo gestito la filiale locale di un'azienda di carne bre- sciana, e scelse di trasformare quell'esperienza in un'impre- sa indipendente. Per fare que- sto, Negroni investì in struttu- re alla periferia di Cremona e collaborò a stretto contatto con il Comune per assicurarsi spazi di macellazione adiacen- ti al macello pubblico, segno che l'azienda stava guardando oltre le dimensioni di un sem- plice laboratorio artigianale a conduzione familiare. Con la crescita della produ- zione, aumentò anche l'im- portanza dell'azienda oltre i confini lombardi. Negli anni tra le due guerre, Negroni divenne fornitore dell'Eserci- to e della Marina Italiana, un ruolo che richiedeva affidabi- lità e capacità, e allo stesso tempo i suoi prodotti iniziaro- n o a c i r c o l a r e a l l ' e s t e r o , soprattutto in Francia, Belgio e Svizzera. Il marchio era ancora strettamente legato al territorio d'origine, ma i suoi salami e salumi viaggiavano già con migranti, commer- cianti e viaggiatori, diven- tando parte dell'immagi- n e d e l c i b o i t a l i a n o all'estero. Uno dei capitoli più inte- ressanti della storia di Negro- ni è l'invenzione del Negro- n e t t o , i l p i c c o l o s a l a m e "tascabile" che rimane un prodotto di punta: nel 1931, Paolo Negroni, figlio di Pie- t r o , p a r t e c i p ò a l l a F i e r a Internazionale di Nizza in un periodo in cui le normative francesi non consentivano ai visitatori di assaggiare il sala- me affettato presso gli stand. Invece di rinunciare a offrire assaggi, creò un mini-salame compatto, marchiato indivi- dualmente, che poteva essere distribuito intero e consuma- to in seguito. Quella semplice soluzione risolse un problema pratico, ma produsse anche quello che Negroni presenta c o m e i l p r i m o s a l a m e completamente a mar- c h i o , c o n c e p i t o c o m e u n oggetto riconoscibile a sé stante. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, Negroni capì che la capacità industriale non era sufficiente: era necessaria una forte identità. Nel 1945, l'azienda introdusse il logo a stella, che ancora oggi com- pare su ogni confezione, un simbolo grafico che rese il marchio immediatamente visibile e facile da ricordare. Le campagne pubblicitarie dei decenni successivi svilup- parono ulteriormente questa identità visiva. Uno dei primi manifesti più noti mostrava u n a b a l l e r i n a i s p i r a t a a Josephine Baker, "vestita" con fette di salame, un'imma- gine provocatoria per gli stan- dard dell'epoca. Successiva- mente, la televisione portò Negroni nei salotti italiani con il celebre jingle che molti ricordano ancora: "Le stelle s o n o t a n t e . . . l a s t e l l a d i Negroni vuol dire qualità". La frase fissò l'associazione tra la stella e l'idea di qualità g a r a n t i t a , t r a s f o r m a n d o Negroni in un riferimento nella cultura pop. All'inizio degli anni 2000, N e g r o n i è e n t r a t o i n u n a nuova fase come parte del Gruppo Veronesi, il gran- de gruppo agroalimentare che comprende anche AIA. All'interno di questa struttu- ra, Negroni è diventato il marchio di salumi di riferi- mento, con sede a Quinto di Valpantena, vicino a Verona, e supportato da una rete di stabilimenti specializzati. Cremona continua a essere un punto di riferimento per i salumi, mentre altri siti, in località come Zibello, Correg- gio, Villafranca di Verona, San Daniele del Friuli e Tizza- no Val Parma, si concentrano su prodotti stagionati, salumi e prosciutti rinomati come il Parma e il San Daniele. L'in- tegrazione in un gruppo più ampio ha permesso a Negroni di mantenere la sua immagi- ne storica, beneficiando al contempo di una logistica, di una ricerca e di una distribu- zione più efficienti. L'attuale gamma riflette sia le origini che la sua evolu- zione: oltre ai classici salumi e all'immancabile Negronet- to, il marchio produce pro- sciutti cotti e stagionati, mor- tadelle, wurstel e una varietà d i p r o d o t t i g i à a f f e t t a t i e pronti al consumo, pensati per le famiglie moderne, in risposta alle mutevoli abitudi- ni alimentari e alla crescente domanda di pasti veloci e di alta qualità, che mantengano comunque il sapore della tra- dizione. Attraverso i canali di e s p o r t a z i o n e d e l G r u p p o Veronesi e dei distributori locali, i prodotti Negroni rag- giungono oggi molti mercati europei e diversi extraeuro- pei, presentandosi all'estero come punto di riferimento per gli "autentici salumi ita- liani", una reputazione raffor- zata da controlli di qualità costanti, rigorosi standard di produzione e dall'appeal glo- bale del patrimonio alimenta- re regionale italiano. Q uando pensia- mo a un'am- b u l a n z a , d i solito immagi- niamo un fur- g o n e b i a n c o c o n l a m p e g - gianti e sirene che taglia il traffico; la storia del traspor- to di emergenza organizzato, tuttavia, inizia molto prima di locomotive e barelle su ruote, e lo fa in Italia. Infatti, uno dei primi esempi prese forma nella F i r e n z e d e l XIII secolo, attorno a una confraternita laica che opera ancora oggi: la Misericor- dia di Firenze. La confraternita fu fonda- ta nel 1244, nel clima di rin- novamento religioso inne- scato dal frate domenicano Pietro da Verona. Fin dai suoi primi anni, il gruppo si dedicò alle opere di miseri- cordia, e una delle più visibi- li fu il trasporto dei malati agli ospedali cittadini e la sepoltura dei defunti. Nel tempo, la Misericordia svi- luppò un servizio struttura- to, con i membri organizzati a turno e pronti a interveni- r e i n c a s o d i r i c h i e s t a d i aiuto. Secondo resoconti succes- s i v i , i p r i m i s o c c o r r i t o r i furono facchini che solita- mente trasportavano merci per i mercanti fiorentini. Tra un lavoro e l'altro, iniziarono a usare la loro forza e le loro attrezzature per trasportare gratuitamente feriti e malati in barelle e ceste di vimini. Durante le epidemie, in par- ticolare la peste, questi ano- nimi confratelli trasportava- no pazienti e salme per le strette vie usando carretti a mano, con il volto coperto da lunghi cappucci neri per c o n c e n t r a r e l ' a t t e n z i o n e sull'atto di carità piuttosto che sulla persona. Alcuni autori moderni descrivono q u e s t o s i s t e m a c o m e l a prima ambulanza volon- taria o servizio di pronto soccorso, secoli prima che il termine esistesse. L'esempio di Firenze non rimase isolato, poiché Mise- ricordie simili apparvero in a l t r e c i t t à t o s c a n e c o m e Siena e Volterra e successi- vamente in molte parti d'Ita- lia, eppure la confraternita f i o r e n t i n a m a n t e n n e u n ruolo speciale ed è ancora considerata il modello origi- nale. In senso stretto, la parola "ambulanza" ha radici fran- cesi e latine e solo in seguito arrivò a significare veicolo. Deriva da hôpital ambulant, u n " o s p e d a l e a m b u l a n t e " che seguiva gli eserciti, e si trasformò nel tempo dagli ospedali da campo mobili ai c a r r i c h e t r a s p o r t a v a n o i f e r i t i e i n f i n e a i v e i c o l i a motore. A Firenze, la Miseri- cordia acquistò la sua prima a u t o a m b u l a n z a n e l 1 9 1 1 , quando la città era diventata troppo grande per essere servita solo da barelle e car- retti a mano. I primi ad offrire trasporto per i malati furono i membri della Confraternita della Misericordia, ancora oggi attiva a Firenze (Image created with DALL-E 2 Salumi Negroni: come un salame cremonese è diventato un'icona nazionale La Confraternita della Misericordia di Firenze: gli inaspettati creatori del trasporto di emergenza IMPRESA ITALIA ECONOMIA MADE IN ITALY AZIENDE L'iconica stella Negroni (Photo: Sergiy Palamarchuk/Dreamstime)

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