L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-27-2025

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33 GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | I n tutto l'arco alpino, dalle montagne liguri a l l e A l p i G i u l i e , l e comunità hanno man- tenuto viva una lunga tradizione di conoscenze e r b o r i s t i c h e c h e u n tempo plasmava la vita q u o t i d i a n a : u n t e m p o , l e piante di montagna venivano utilizzate per la cura della persona, come rimedi casalin- ghi, per la conservazione degli alimenti e per gli scambi eco- nomici su piccola scala e, in un secondo momento, anche la religione e le pratiche ritua- li contribuirono a definire il modo in cui alcune erbe veni- vano valorizzate, protette o utilizzate in specifici periodi dell'anno. Oggi, questo patri- monio sta ricevendo una rin- novata attenzione attraverso studi etnobotanici, musei dedicati alla flora locale e associazioni che promuovono la raccolta e la documentazio- ne sostenibili, ma rimane incredibilmente fragile. La ricerca storica dimostra che la pratica erboristica alpi- na si è sviluppata dallo stretto rapporto tra le persone e il loro ambiente. Le comunità montane facevano affidamen- to sulle piante locali perché l'accesso alle cure medi- che formali era spesso l i m i t a t o , m e n t r e l e e r b e potevano essere facilmente raccolte lungo i pascoli, i pen- dii rocciosi e i margini dei boschi e utilizzate fresche o essiccate per tisane, unguenti e cataplasmi. Questa cono- scenza speciale veniva tra- smessa oralmente, solitamen- te da donne anziane, pastori e guaritori che conoscevano i ritmi stagionali, ed è rimasta in gran parte pratica: le pian- te venivano selezionate per scopi concreti come problemi digestivi, febbre, ferite o stan- c h e z z a g e n e r a l e . I r i m e d i venivano adattati all'altitudi- ne e al clima, il che determi- nava la disponibilità delle specie e la concentrazione dei composti attivi. In effetti, l'ambiente stesso gioca un ruolo importante nel plasmare l'identità erboristica alpina. I climi d'alta quota f a v o r i s c o n o p i a n t e c h e s i adattano a lunghi inverni, forte luce solare e brevi sta- gioni di crescita, condizioni che possono produrre mag- giori concentrazioni di com- posti aromatici, che contri- b u i s c o n o a l l ' e f f i c a c i a percepita di alcune erbe. Spe- cie come la Genziana (Gen- t i a n a L u t e a ) e i l G e n e p ì (Artemisia spp.) sono emble- matiche della regione alpina, s e b b e n e a l c u n e , c o m e l e varietà di Genepì vere e pro- prie, siano ora soggette a rigi- di limiti di raccolta a causa della loro scarsità. Le preoc- cupazioni relative alla soste- nibilità sono, infatti, ben documentate: i ricercatori o s s e r v a n o c h e l a r a c c o l t a ripetuta di alcune specie non è più praticabile e raccoman- dano la coltivazione o la rac- colta regolamentata come uniche alternative responsa- bili. Nel corso dei secoli, la tradizione erboristica alpina è stata plasmata anche dalla religione e dalle pratiche rituali, che hanno rafforzato lo status culturale di alcune erbe. In molte valli alpine, le piante venivano raccolte in specifiche festività – soprat- tutto intorno all'Assunta, il 15 agosto – e portate in chie- sa per essere benedette. Que- sti mazzetti (fagottini di erbe) contenevano spesso specie associate alla protezione o alla guarigione, come artemi- sia, menta, salvia o iperico. La pratica era diffusa sia nelle regioni alpine cattoliche che in quelle miste e rifletteva la reale intersezione tra medici- na popolare e simbolismo religioso, al punto che molte cappelle e santuari nelle zone montane includono ancora riferimenti dipinti o incisi a piante medicinali. Questa combinazione di credenze e uso pratico è persistita fino al XX secolo inoltrato e soprav- vive ancora in alcune comu- nità. La modernità, tuttavia, ha p o r t a t o c a m b i a m e n t i . L e indagini etnobotaniche degli ultimi decenni, in particolare uno studio condotto nel 2009 tra le comunità occitane del- l'alta Val Varaita (Piemonte), hanno documentato gli usi tradizionali di 88 taxa vegeta- li raccolti nei prati alpini, nelle foreste e nelle zone d'al- ta quota, con specie come Arnica Montana, Achillea Millefolium, Gentiana Lutea e Juniperus Communis che compaiono costantemente nelle tradizioni erboristiche alpine in diverse aree lingui- stiche. Fondamentalmente, lo studio ha anche rilevato una netta riduzione della trasmis- s i o n e i n t e r g e n e r a z i o n a l e : mentre gli anziani erano in grado di elencare decine di piante e descriverne con pre- cisione i preparati, le genera- zioni più giovani erano in g r a d o d i n o m i n a r e m o l t e meno specie e spesso si affi- davano a prodotti erboristici d i s p o n i b i l i i n c o m m e r c i o invece che alla raccolta spon- tanea. Gli autori hanno con- cluso che le conoscenze tradi- z i o n a l i e r a n o s t a t e "fortemente erose", con una continuità solo parziale nelle famiglie ancora dedite all'agricoltura o alla pastori- zia. Ma, come spesso accade nella vita, tutto e il suo con- t r a r i o p o s s o n o c o e s i s t e r e pacificamente, se è vero che, nonostante l'erosione delle conoscenze segnalata dagli etnografi, l'interesse locale per le piante alpine ha inizia- to ad aumentare contempora- neamente, incoraggiato da una più ampia tendenza euro- pea verso rimedi tradizionali, p r o d o t t i l o c a l i e t u r i s m o sostenibile. In Italia, diverse organizzazioni lavorano ora per preservare e insegnare questo sapere, tra cui la Mai- son des Anciens Remèdes d e l l a V a l l e d ' A o s t a a Jovençan, un museo dedicato all'uso tradizionale delle pian- te medicinali nella regione, che documenta sia le pratiche storiche che le moderne cono- scenze scientifiche, offrendo ai visitatori percorsi guidati, laboratori e materiali didatti- ci. Le mostre presentano le piante per habitat – prati, foreste, zone umide – e spie- gano come le comunità le conservavano e le trasforma- vano durante tutto l'anno. Le associazioni operano a n c h e a l i v e l l o l o c a l e . I n Trentino, gruppi dedicati alle piante officinali organiz- zano dimostrazioni sulle tec- niche di essiccazione, la pre- p a r a z i o n e d i t i s a n e e i l riconoscimento delle specie a diverse altitudini. Le "passeg- giate erboristiche" guidate s o n o d i v e n t a t e u n m o d o comune per avvicinare i visi- tatori ai paesaggi alpini: spes- so gestite in collaborazione con educatori ambientali o agricoltori, queste iniziative incoraggiano la corretta iden- tificazione, evitano la raccolta eccessiva e introducono i visi- tatori al valore ecologico degli h a b i t a t m o n t a n i . I n A l t o Adige e nelle Dolomiti, le escursioni stagionali si con- centrano sia sulle piante sel- vatiche che sulle varietà colti- v a t e u t i l i z z a t e i n i n f u s i , sciroppi e unguenti locali. A n c h e l a d i m e n s i o n e economica delle erbe alpine è in crescita, con piccoli pro- duttori che commercializzano t i s a n e , t i n t u r e e p r o d o t t i c o s m e t i c i l o c a l i a b a s e d i piante regionali, tutti molto apprezzati dai consumatori interessati ai rimedi naturali e all'identità territoriale. La maggior parte dei produttori, tuttavia, non smette mai di sottolineare la necessità di una regolamentazione e di una chiara identifica- zione, poiché alcune specie alpine sono protette e non possono essere raccolte in natura: in altre parole, sì alle erbe, ma attenzione a non distruggere l'ambiente. Ecco perché i progetti di coltivazio- ne sono così importanti e sono stati avviati in diverse valli: riducono la pressione sulle popolazioni selvatiche, in particolare sulle specie più vulnerabili. C i ò d e t t o , l a p e r d i t a d i conoscenza rimane una sfida importante. Molti usi tradi- zionali sopravvivono solo in forma parziale e gli informa- tori più anziani diminuiscono ogni decennio. Gli sforzi di documentazione si basano su interviste, ricerche d'archivio e studi sul campo per regi- strare metodi di preparazio- ne, terminologia e nomi delle piante, che a volte differisco- no tra valli limitrofe. Il cam- biamento climatico aggiunge ulteriore pressione, poiché l'aumento delle temperature e l'alterazione dei modelli di precipitazione influenzano la distribuzione delle specie a l p i n e , s p i n g e n d o a l c u n e piante ad altitudini più eleva- te o riducendo il loro habitat d i s p o n i b i l e . E c c o p e r c h é , oggi, i piani di conservazione devono combinare la conser- vazione culturale con il moni- toraggio ecologico. Nonostante queste proble- matiche, la rinascita della cul- tura erboristica alpina mostra un forte potenziale. La combi- nazione di ricerca, interesse pubblico e coinvolgimento locale sostiene una forma di patrimonio che è sia ambien- tale che sociale; i musei offro- no una trasmissione struttu- rata, le associazioni mettono le comunità in contatto con i paesaggi locali e la produzio- ne su piccola scala dimostra come la tradizione possa esse- re integrata con un'attività economica responsabile. Infi- ne, ma non meno importante, una rinnovata visibilità può offrire l'opportunità di valo- rizzare non solo le piante stes- se, ma anche i paesaggi cultu- rali e le pratiche che le hanno sostenute per generazioni. Erbe alpine e la rinascita dei saperi tradizionali di montagna Per secoli, le erbe alpine sono state utilizzate come medicina su tutto l'arco alpino (Photo: KarpenkovDenis/iStock) LIFE PERSONAGGI RECENSIONI ARTE MODA BENESSERE

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