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GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org 34 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI Ristorazione pilastro del turismo italiano: nel 2025 la spesa estera per l'enogastronomia è salita a 12,7 miliardi Mangiare in Italia è un affare (Ph© Brasilnut | Dreamstime.com) I l settore dell'ospitalità a matrice religiosa e non-profit – che in Italia conta circa 3.000 strutture ricettive per un totale di 200.000 posti letto – tira le somme di questo 2025, anno segnato dall'afflusso straordina- rio dovuto al Giubileo e da un contesto economico ancora com- plesso. Secondo l'Associazione Ospitalità Religiosa Italiana, Roma e provincia registrano un incremento del 14% delle pre- senze rispetto al 2024. "Un risul- tato che conferma la capacità di accoglienza del territorio in occasione dei grandi eventi reli- giosi" ma anche "si tratta di una leggera flessione rispetto alle stime iniziali dei gestori, che ipo- tizzavano per l'Anno Santo una crescita attorno al 24%". Ampliando lo sguardo all'intero Paese, il quadro restituisce comunque un segnale di fiducia. Il comparto della ricettività non-profit chiude il 2025 con un aumento medio delle presenze pari al 9% rispetto all'anno pre- cedente. L'area del Centro Italia è quella che beneficia maggior- mente dell'"effetto Giubileo", L a spesa dei turisti stranieri nei ristoranti, nei bar e nei pubblici esercizi italiani continua ad aumentare. Nel 2024 i visitatori internazionali hanno speso 12,08 miliardi di euro, con un incremento del 7,5% rispetto al 2023. Le anticipazioni del 2025 indicano una crescita ulte- riore e un totale atteso di circa 12,68 miliardi di euro, pari a un aumento del 5%. Parallelamente, i viaggi turistici legati all'enoga- stronomia generano oggi 9 miliardi di euro di spesa diretta, un valore che conferma quanto la cucina italiana sia ormai uno dei principali motivi di scelta della destinazione. È quanto emerge dalle stime di Fiepet Confesercenti su dati Banca d'Italia, Unioncamere e Movimprese. Se la cucina italia- na dovesse essere proclamata patrimonio mondiale, l'impatto sulle presenze turistiche sarebbe immediato. Le valutazioni Fiepet indicano incrementi realistici tra il 6% e l'8% nei primi anni suc- cessivi al riconoscimento, per poi assestarsi su una crescita più moderata, tra il 2% e il 3%, nell'arco dei cinque anni succes- sivi. Complessivamente, secon- do l'associazione, è possibile che la spinta generi circa 18 milioni di presenze turistiche in più in due anni. Oltre all'aumento dei visitatori, si aprirebbe un venta- glio di opportunità economiche e culturali. La dieta mediterranea troverebbe un nuovo slancio internazionale; le tipicità locali e i territori di produzione delle eccellenze potrebbero beneficia- re di un'attenzione rinnovata; crescerebbe la domanda per modelli di alimentazione sana, insieme al potenziale di espan- sione dell'export agroalimentare. Si tratterebbe di una leva promo- zionale di valore incalcolabile per migliaia di imprese della ristorazione, dell'agroalimentare e dell'accoglienza. "Un riconoscimento Unesco agirebbe da moltiplicatore per turismo, economia e immagine del Paese. Ma perché questa spinta si traduca in sviluppo reale - ha osservato Giancarlo Banchieri, presidente nazionale Fiepet Confesercenti - servono politiche lungimiranti: semplifi- cazione amministrativa, sostegno agli investimenti, formazione qualificata e regole stabili per le imprese che ogni giorno rappre- sentano l'Italia. E c'è un tema che non possiamo più eludere: Nei musei italiani quasi 61 milioni di visitatori e 382 mln: record dal 2014 Museo archeologico di Napoli (Ph © Mihail Ivanov | Dreamstime.com) registrando un +11%, mentre Nord e Sud attestano entrambi l'incremento ad un +7%. Un andamento che conferma la fun- zione delle strutture religiose e sociali come rete diffusa di acco- glienza, non solo nelle grandi città, ma anche nei piccoli centri e lungo i cammini di pellegrinag- gio. "Un po' di ossigeno per le attività caritatevoli e missionarie finanziate da questi introiti - commenta Fabio Rocchi, presi- dente dell'Associazione Ospitalità Religiosa Italiana – ma anche una prospettiva che non si chiude con il Giubileo. Le espe- rienze di accoglienza vissute quest'anno non potranno che riverberarsi in future occasioni di incontro, ben al di là del sempli- ce soggiorno. Molte persone hanno riscoperto il valore di una Casa che non è solo un letto per dormire, ma un luogo di ascolto, di condivisione, di vicinanza alle fragilità". Rocchi sottolinea inol- tre come il 2025 abbia rappre- sentato per molte strutture un banco di prova: "il Giubileo ha spinto i gestori a riorganizzare spazi, a migliorare l'accessibilità e la gestione delle prenotazioni". I l 2024 si è chiuso con un grande successo per Musei, Monumenti e Aree archeolo- giche statali. Secondo i datimini- steriali, nel corso dell'ultimo anno i siti statali hanno accolto oltre 60,8 milioni di visitatori, il dato più alto dal 2014. Gli introi- ti raggiungono circa 382 milioni di euro. Il percorso di crescita avviato nel 2022 e proseguito nel 2023 trova così ulteriore confer- ma nel 2024, con risultati che superano sia i livelli pre-pande- m i a s i a q u e l l i r e g i s t r a t i n e l periodo 2014-2019. L ' e v o l u z i o n e d e l l ' u l t i m o triennio (47 milioni di visitatori nel 2022, 57,7 milioni nel 2023, fino ai 61 milioni nel 2024), offre un quadro chiaro di un patrimonio culturale frequentato da pubblici diversi, sostenuto da un'offerta ampliata e da un gene- rale rafforzamento delle moda- lità di visita. Nel complesso, il numero di visitatori è cresciuto del 29,4% tra il 2022 e il 2024, con una cre- scita media annua che si attesta intorno al 13,8%. L'andamento degli ultimi tre anni mostra una crescita di ingressi e di incassi. L'effetto Giubileo aiuta l'ospitalità religiosa un'impresa della ristorazione su due fatica a trovare personale". In dieci anni la ristorazione ha visto un incremento di 1.467 imprese attive, ma il confronto 2024-2023 registra la cessazione di 4.038 attività, con Lombardia, Veneto, Lazio e Sicilia tra le regioni più colpite. Il Sud e le Isole mostrano invece una capa- cità di espansione più robusta, mentre Nord e Centro registrano dinamiche negative. Le imprese individuali restano la forma giu- ridica prevalente, confermando una microimprenditorialità diffu- sa. I dati Istat sul fatturato dei servizi di ristorazione mostrano nel 2025 una crescita dell'1,7%, mentre il confronto europeo 2015–2024 (Eurostat) segnala per l'Italia un aumento del 35,8%, inferiore sia alla media Ue sia ai principali competitor. "La ristorazione italiana resta un simbolo, un presidio cultura- le, un motore economico" ha concluso Banchieri. "Se il mondo riconoscerà ufficialmente il valore della nostra cucina, dovremo essere pronti a trasfor- mare questa occasione in svilup- po duraturo. Le imprese stanno reagendo, ma hanno bisogno di essere accompagnate".
