L'Italo-Americano

italoamericano-digital-11-27-2025

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GIOVEDÌ 27 NOVEMBRE 2025 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ L a cucina italiana s t a v i v e n d o u n momento impor- tante: la decima e d i z i o n e d e l l a Settimana della Cucina Italiana nel Mondo è in corso in tutto il mondo (l'ab- biamo celebrata a Los Ange- les proprio la scorsa settima- na) e l'Italia attende la tappa finale del processo UNE - SCO che potrebbe ricono- scere la sua cultura culinaria nazionale come patrimo- nio immateriale. Questi due eventi evidenziano come il cibo italiano sia diventato un punto di riferimento glo- b a l e , m a a p r o n o a n c h e l e porte a una narrazione più ampia iniziata quasi un seco- lo fa. Perché l'idea di "cucina italiana" non è nata dall'oggi al domani: ha preso forma attraverso i media, le prati- che domestiche, l'imprendi- torialità, i movimenti culina- r i , i c o n t r i b u t i d e l l e comunità in Italia e all'este- ro, e l'attuale candidatura all'UNESCO si colloca al ter- mine di un lungo percorso costruito da cuochi, editori, agricoltori, immigrati e con- sumatori. La nozione moderna di cucina italiana iniziò a con- s o l i d a r s i a l l a f i n e d e g l i anni '20, quando i cambia- menti sociali ed economici stavano trasformando la vita quotidiana. L'urbanizzazio- n e , l e n u o v e t e c n o l o g i e domestiche e l'evoluzione dei ruoli delle donne crearo- n o s p a z i o p e r u n n u o v o approccio alla cultura dome- stica. In questo contesto, nel 1929, Delia Pavoni Notari fondò La Cucina Italiana a Milano insieme al marito, Umberto Notari; ne guidò la pubblicazione come direttri- ce e organizzatrice e la tra- sformò in uno spazio inno- vativo che interpretava il cibo come parte dell'identità culturale italiana. La rivista conteneva ricette, ma la sua ambizione era più ampia: si r i v o l g e v a a l l a m a s s a i a moderna, la casalinga che si c o n f r o n t a v a c o n n u o v e aspettative in termini di effi- cienza, gusto e conoscenza. Riunì anche scrittori, artisti e intellettuali pubblici, tra- sformando la cucina in un campo connesso alla lettera- tura, al design, all'etichetta e all'industria. Questo approc- cio contribuì a consolidare l'idea che la cucina italiana non fosse solo una pratica familiare, ma un prodotto culturale con riferimenti e valori condivisi. Negli anni successivi alla Seconda Guerra Mondiale, il progetto si espanse. La pub- b l i c a z i o n e d e l l a c o l l a n a "Cucina Italiana" di Anna e Maria Luisa Gosetti della Salda negli anni '50 e '60 offrì ai lettori un insieme di ricette strutturato, pratico e sempre più standardizzato. Le procedure di fotografia e di sperimentazione divenne- ro più sistematiche e gli edi- tori mirarono a presentare i piatti in modo coerente, di cui i lettori potessero fidarsi e che potessero replicare. Questi sviluppi ebbero effet- ti a lungo termine, poiché influenzarono il modo in cui i cuochi casalinghi percepi- v a n o i p i a t t i r e g i o n a l i , i l modo in cui adattavano le ricette alle cucine moderne e il modo in cui l'idea di "cibo tradizionale italiano" si legò a formati che potevano esse- r e s t a m p a t i , r i p r o d o t t i e condivisi. La cucina italiana trasse beneficio da questo processo, ma dovette anche affrontare una tensione che r i m a n e r i l e v a n t e a n c o r a oggi: lo sforzo di definire u n ' i d e n t i t à c u l i n a r i a nazionale preservando le differenze regionali. Allo stesso tempo, la cre- scita industriale del dopo- guerra cambiò il modo in cui gli italiani si rapportava- n o a l c i b o . L a d i f f u s i o n e degli elettrodomestici, le nuove tecnologie di confe- z i o n a m e n t o e l e g r a n d i aziende di pasta, latticini e prodotti in scatola resero alcuni piatti più uniformi in tutto il Paese. I marchi indu- striali hanno contribuito a c o s t r u i r e u n r e p e r t o r i o nazionale distribuendo gli stessi prodotti da Nord a Sud e trasformando alcuni ingredienti in prodotti di uso quotidiano. Ciò ha con- t r i b u i t o a u n ' i d e a p i ù coesa di "cucina italiana", ma ha anche sollevato inter- rogativi su come la produ- zione industriale interagisca con la tradizione, l'autenti- c i t à e l a d i v e r s i t à l o c a l e . Questi temi sono rimasti in secondo piano per decenni, per poi tornare alla ribalta a t t r a v e r s o u n p e r c o r s o diverso: l'attivismo ali- mentare. Un passo decisivo nell'e- v o l u z i o n e d e l l a c u l t u r a g a s t r o n o m i c a i t a l i a n a s i verificò negli anni '80 e '90 con la crescita del movi- mento Slow Food. Fonda- to a Bra nel 1986 e ufficial- mente riconosciuto a livello i n t e r n a z i o n a l e n e l 1 9 8 9 , Slow Food rispose ai rapidi cambiamenti nei sistemi ali- mentari globali. Promosse i principi del "buono, pulito e giusto", sostenendo che il gusto dovesse essere legato alla sostenibilità ambientale, Settimana della Cucina Italiana e il futuro del patrimonio culinario italiano CONTINUA A PAGINA 7 I classic della nostra cucina: pomodoro, basilico, parmigiano, pasta … (Photo: MarianVejcik/iStock)

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