L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 25 DICEMBRE 2025 www.italoamericano.org 28 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | Giocare per l'Italia è un traguardo raggiunto per la cestista bergamasca già adocchiata dalla Florida LUCA FERRARI D ecisa, grintosa e con le idee chiare su ciò che vuole realizzare. Adele Maria Cancelli, bergamasca clas- se 2004, ha cominciato a farsi strada nel basket professionistico. Nel giro di pochi mesi ha esordi- to in serie A1 con il Geas Sesto San Giovanni, in EuroCup e con le Azzurre. "L'obiettivo più gran- de che mi ero prefissata, era arri- vare a giocare con la Nazionale maggiore, perché non c'è nulla di più importante del rappresentare il tuo Paese. Certo, ho appena ini- ziato, ma spero che questo sia solo l'inizio di un lungo percorso. Mi piacerebbe diventare una pre- senza fissa. A marzo ci sarà il pre-Mondiale e poi, in caso di qualificazione, il Mondiale a Berlino: arrivarci sarebbe fanta- stico, vediamo! Un altro traguar- do che avevo, era riuscire a gio- care in Serie A1, e ci sono riusci- ta. Guardando più avanti, mi pia- cerebbe mettermi alla prova in Eurolega e se ne avrò la possibi- lità, anche in un campionato este- ro; mi attira molto quello spagno- lo e ovviamente anche la Wnba. Insomma, ho un po' di obiettivi sparsi qua e là. Non mi do limiti". La stragrande maggioranza delle giocatrici e dei giocatori ini- zia l'attività cestistica in tenera età, seguendo la trafila delle cate- gorie juniores, spesso e volentieri con la spinta decisiva di qualche "presenza appassionata" tra le mura domestiche. Non lei. Adele al basket non ci pensava proprio e nessuno della sua famiglia lo aveva mai praticato. Giocava a calcio e le piaceva assai. "A 11 anni sarei dovuta passa- re alla squadra femminile ma era troppo lontana, così ho provato altri sport: pallavolo, ma ho smesso quasi subito, quindi è arrivato il basket. Sono andata avanti un anno senza nessun par- ticolare trasporto, anzi, non vole- vo neanche continuare. Ero già alta ma poco coordinata rispetto alle mie compagne, inoltre ero agli inizi. Come se non bastasse, non mi ero trovata per niente bene con l'allenatore", racconta Adele. Fu allora che accadde qualcosa: Carmen Farinotti, la vice-allenatrice, la convinse a restare un altro anno, assicuran- dole che ci sarebbe stato un nuovo coach: suo marito Guido. "Prova, e se non ti piace, cambi disciplina", mi disse. "L'ho ascoltata e sono andata avanti. Già il secondo anno di basket fu più interessante e da allora mi sono sempre più appas- sionata e non ho mai smesso". La scintilla era ormai scoccata. Adele muove i primi passi nella pallacanestro che conta a Bergamo con l'Ororosa, club col quale disputa la serie A2 nel 20/21 con la maglia di Albino. Il professionismo? Un sogno, come per tante altre arrembanti ragaz- ze. Le doti non le mancano, i cen- timetri nemmeno: 190. Sarà suf- ficiente? Inizia a prendere confi- denza anche con la maglia azzur- ra. Disputa un Mondiale U19 e l'Europeo U20 nel 2023. Di lì a poco la sua vita cambia radical- mente. A 18 anni lascia la comfort zone bergamasca e si tra- sferisce a Udine, sempre in A2. L'anno successivo conquista la medaglia di bronzo ai 2024 Fiba U20 Women's EuroBasket insie- me, tra le altre, alle gemelle Eleonora e Matilde Villa, Caterina Piatti, Carlotta Zanardi e Cristina Osazuwa (oggi sua com- pagna al Geas). Più di qualcuno comincia ad accorgersi di lei. "Quando ho finito la scuola e mi sono trasferi- ta in Friuli, ho iniziato a prendere maggiore consapevolezza di ciò che volevo realizzare. Durante il secondo anno poi, migliorando sempre di più, ho capito che vole- vo diventare una giocatrice pro- fessionista. Poi è successo l'inim- maginabile. Avevo appena firmato con Udine quando fui contattata per studiare al college in Florida e disputare il campionato universi- tario NCAA. Mi avevano visto giocare all'Europeo e volevano che mi trasferissi subito negli Stati Uniti. Fino a quel momento, anche solo pensare di vivere un'espe- "Come accade nel mondo accademico, anche nella pallaca- nestro sempre più talenti scelgo- no di espatriare, sebbene l'espe- rienza riguardi soprattutto gli anni del college. Negli ultimi tempi la presenza di nostre con- nazionali andate a studiare e gio- care oltreoceano è notevolmente aumentata. Anche se Adele è lan- ciatissima nella sua carriera cesti- stica, gli States non sono un capi- tolo chiuso, tutt'altro. "Se tornassi indietro, sceglie- rei comunque Udine al 100%. Però, visto che adesso c'è la pos- sibilità che i college possano prendere atlete che stanno già giocando a livello professionisti- co anche solo per un anno, come sta facendo Martina Fantini (pas- sata dalla casacca blu di Faenza in A1 a quella giallonera delle Sun Devils di Arizona State, ndr), chi lo sa, vedremo. Ogni tanto mi sento con Vittoria Blasigh, in Florida con le Miami Hurricanes. Sia lei che le altre ragazze si trovano tutte super bene". Il mondo americano conti- nua a essere un Eldorado per i cestisti e le cestiste di tutto il mondo. Pur con i propri limiti (il campionato WNBA conta appena 13 squadre al momento), il pro- fessionismo che si respira a livel- lo universitario è di un altro pia- neta rispetto all'Italia: palazzetti stracolmi e la possibilità di stu- diare, portando avanti la carriera rienza negli Usa era qualcosa di lontanissimo e invece un attimo dopo, me la sono trovata lì, a un passo da me. Fu una decisione molto difficile ma alla fine scelsi di cominciare in Italia e ne sono davvero felice. Del mio periodo friulano ho solo bei ricordi e tanto calore umano, nonostante alcuni problemi societari. Alle volte ci trovavamo a bere un caffè col coach Massimo Riga che abitava vicino a noi (io e altre compagne di squadra, ndr). È stata una seconda casa lontana da casa". Dopo l'approdo in Nazionale, il primo obiettivo della cestista di Bergamo è il pre-Mondiale (Ph courtesy Italbasket) Adele Maria Cancelli insieme al coach della Nazionale Andrea Capobianco (Ph courtesy Italbasket) CONTINUA A PAGINA 27 NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT

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