L'Italo-Americano

italoamericano-digital-12-25-2025

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 25 DICEMBRE 2025 P ercorrendo la stra- da statale che col- l e g a P a l e r m o a d Agrigento, a circa 30 Km dalla capi- tale della Sicilia, ci si trova a Marineo; adagiato su un pog- gio dominato dalla imponente Rocca che i poeti chiamano "Dente canino della Sicilia" o anche "Tomba di Polifemo", deve la sua storia alla famiglia Beccadelli Bologna alla quale venne concesssa – dietro il pagamento di una ingente somma- la "licentia populan- di"(permesso di costruire) dal- l'Imperatore Carlo V. Era il 1552. Fu, dunque, durante la proprietà di Francesco Bolo- gna che vennero edificate le prime cento abitazioni attorno al Castello; la costruzione di altre duecento avvenne grazie al figlio Gilberto il quale si occupò pure della ricostruzio- n e d e l c a s t e l l o d o v e p r e s e dimora e attorno al quale non era più un poderoso bastione bensì alcuni granai e un muro c o n d e l l e f e r i t o i e l u n g o l a rampa di accesso al piano nobile. Ma se alla famiglia Bologna si deve la costruzione del Castello, è ai suoi succes- sori, la famiglia Pilo, a cui bisogna riconoscere il merito di avere abbellito le chiese e di aver donato opere della sua collezione alla Fondazione del Collegio di Maria. Per la natura e la conforma- zione del terreno, si sviluppa su più piani: al piano terreno si trovano i magazzini dove venivano ammassati e poi lavorati i prodotti agricoli mentre al piano nobile ci sono parecchie stanze e tracce di decorazioni ancora permango- no in alcune di esse. Dal 2003 il castello è sede del Museo Regionale della Valle Eleute- rio. Ma se un tempo i capienti magazzini del Castello erano il luogo in cui venivano con- servati i prodotti del territorio e in particolare il grano, oggi invece l'edificio contiene due preziose e vaste collezioni: una archeologica e l'altra di beni etnoantropologici. Il Museo, dunque, oggi custodisce testi- monianze artistiche e docu- mentali, oltre che archeologi- che, dell'intero territorio che g r a v i t a l u n g o i l c o r s o d e l fiume Eleuterio e, inoltre, quelle relative al patrimonio etnoantropologico proprio di Marineo. Di quest'ultimo fa parte anche la festa in onore di San Ciro che cade nel mese di ago- sto ma è la "Dimostranza" che attira parecchie migliaia di persone e viene celebrata ogni quattro-cinque anni. Si onora, rappresentandone la vita, alle- stendo con circa 200 attori amatoriali non professionisti, delle opere teatrali lungo le piazze del paese. Non manca- no le sagre, le degustazioni e i convegni che valorizzano il territorio nel propagandare le principali attività che, pur essendosi modernizzate, non hanno abbandonato la tradi- zione familiare soprattutto della coltivazione dei grani antichi e moderni che, trasfor- mati, danno dell'ottimo pane e dell'ottima pasta; fanno parte di queste attività anche la pro- duzione dell'olio, del vino e del formaggio. La piazza del Castello, il suo g i a r d i n e t t o e g l i a m b i e n t i intorno, nel periodo delle feste natalizie diventano il palcosce- nico per allestire il presepe vivente. La messa in scena m e d i e v a l e l o r e n d e u n i c o . Ambientato nel 1200, vuole riprodurre quello allestito per la prima volta, in un piccolo paese, Greccio, in provincia di Rieti nel Lazio, dove appunto f u r i e v o c a t a , p e r l a p r i m a volta, la nascita del Bambino Gesù di Betlemme. La notte di Natale, personaggi in costu- me, figuranti umani, tutto riproposto in abiti, ambienta- zione, scenografia tradizionali d i u n t e m p o d e c i s a m e n t e ormai lontano, ne fanno una peculiarità non soltanto del territorio ma certamente di tutta la Sicilia. Non manche- ranno le figure di cui si parla nel Vangelo, né quelle del falegname, del pastore con le sue pecore e di tutte quelle classiche di ogni presepe; si potrà assistere alla mungitura delle pecore, alla macina delle olive nel frantoio e ad altre rie- vocazioni degli antichi mestie- ri contadini e artigianali. Ma il Castello, la città di Marineo non hanno da rac- contare soltanto tradizioni popolari, artigianato, sagre e attività che rientrano nell'et- noantropologia. Ha festeggia- to, in questo 2025, cinquanta anni il Premio Internazionale di Poesia "Marineo", fiore all'occhiello delle attività cul- turali grazie anche alla Fonda- zione Gioacchino Arnone che gestisce l'evento e che gode di un prestigio culturale tra i vari concorsi letterari che si svol- gono in Italia. Memoria stori- ca del premio è Ciro Spataro che ne è anche l'anima; poeta anch'egli e vincitore nel 1974 del Premio di poesia "Città di Sciacca"; coautore in diverse pubblicazioni; è stato più volte Sindaco di Marineo. E sono stati moltissimi, in questi cin- quanta anni, i premiati e da ogni parte del mondo: dall'A- merica, dalla Spagna, dalla Francia, dall'Iran, dall'Irlanda, dal Perù;alcuni artisti di fama mondiale, altri meno noti ma tutti scelti dalle varie giurie per la qualità delle loro opere. Ma non soltanto poeti sono stati premiati: Andrej Sinjav- skij, esule russo a Parigi dal 1973 e dissidente del regime; sempre dalla Russia, Evgenij Aleksandrovic Evthusenko; Raphael Alberti, poeta spa- gnolo; tra i giornalisti Bruno Vespa, Piero Angela; e poi gli attori Michele Placido, Giorgio Albertazzi, Pamela Villoresi; perfino il Cardinale Pappalar- do; la grande ballerina Carla Fracci; il musicista e cantante Franco Battiato. Nel 1992 il premio fu attribuito a Luc Montagnier, lo scienziato fran- cese che scoprì il virus del- l'AIDS e che alcuni anni dopo ricevette il Premio Nobel. Per alcuni anni è stata isti- tuita una sezione dedicata ai poeti italiani emigrati che sot- tolineava il rapporto della Sici- lia ma anche, in generale del meridione d'Italia, con gli Stati Uniti. Vinsero, per primo il poeta Mauro Maulini, residen- te a Falls Church negli USA, poi il poeta calabrese Benito Gallilea. La storia del Premio rac- conta che l'idea venne ai gio- vani del Circolo Culturale Cat- tolico di Marineo in seguito alla partecipazione e la vittoria di Ciro Spataro al Premio Città di Sciacca. Fu così che la poe- sia venne assunta come traino per attività culturali e ancora oggi lo dimostra con i suoi cin- quanta anni, i suoi successi. Fin dall'inizio la Rai si interes- sò al Premio Marineo e non mancò di darne notizia attra- verso i suoi canali. Oggi, il concorso, ha grande risonanza tra i cultori della poesia e tra il pubblico che aspetta puntual- mente di assistere alle nuove edizioni e di ritrovare, pun- tualmente, al Castello Becca- delli Bologna, quelle emozioni che una manifestazione così sentita possa riproporre. I suoi 5 gloriosi decenni racchiudono mezzo secolo di avvenimenti, di arte, di poesia, di giornali- smo ma purtroppo, oggi, dob- biamo dire anche di guerre. Ed è proprio in momenti come questi che la poesia potrebbe, anzi dovrebbe venirci incontro parlandoci di pace e di un nuovo umanesimo di cui tanto avremmo bisogno. Riscoprire l'uomo, l'umanità che in parte oggi sembra perduta ma che, forse, con l'aiuto della Musa Calliope, possiamo riconqui- stare. Marineo: storia e memoria di una comunità siciliana GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO

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