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GIOVEDÌ 8 GENNAIO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C ordinarie sul campo. Se le Olimpiadi spingono l'Italia verso l'esterno, l'an- no de L'Aquila Capitale I t a l i a n a d e l l a C u l t u r a riporta l'attenzione all'inter- no dei nostri confini. A più di quindici anni dal terre- moto del 2009, la città vive ancora le sue conseguenze di distruzione e ricostruzio- n e e d è p e r q u e s t o c h e , forse, la sua selezione per il 2026 è stata ampiamente intesa più come una respon- sabilità che come un vero e proprio premio, un ricono- scimento che la cultura può contribuire a ricucire i lega- mi sociali e a dare nuova vita a un luogo. L ' a p p r o c c i o è , i n f a t t i , molto chiaro nella struttura stessa del programma de L'Aquila 2026, che si artico- la attorno a centinaia di ini- ziative diffuse in città e nei suoi dintorni, piuttosto che attorno a un singolo grande evento: concerti, mostre, produzioni teatrali e proget- ti di arte contemporanea si affiancano ad attività educa- tive, iniziative di comunità e collaborazioni con univer- sità e centri di ricercar. Al centro di tutto, i visitatori troveranno molti degli spazi restaurati dopo il terremoto, un modo per riportare in vita edifici che per anni sono rimasti silenziosi promemo- ria di perdite e tragedie. È i n t e r e s s a n t e n o t a r e c h e molti dei progetti sono rivol- ti alle giovani generazio- ni, attraverso residenze per artisti e ricercatori, work- shop legati alla cultura digi- tale e all'innovazione e part- n e r s h i p c o n i s t i t u z i o n i europee. Altri si concentra- n o d i r e t t a m e n t e s u l l a memoria e sulla ricostruzio- ne, utilizzando la fotografia, l e s t o r i e o r a l i e i l l a v o r o d'archivio per ripercorrere i cambiamenti della città dal 2009. Il filo conduttore è il rifiuto di trattare la cultura come qualcosa di importato dall'esterno. Al contrario, viene concepita come qual- cosa che nasce dall'esperien- za vissuta e rimane legata al l u o g o s t e s s o . L ' A q u i l a è quasi uno specchio silenzio- so della narrazione olimpi- c a , p o i c h é s i c o n c e n t r a meno su velocità, portata ed esposizione internazionale, e più su continuità, pazienza e coinvolgimento locale. La sua presenza nel calendario 2026 riflette una diversa visione del progresso, che s p o s t a l ' a t t e n z i o n e d a l l o spettacolo verso il più lento e irregolare lavoro di ripara- zione sociale e territoriale. Il 2026 sarà anche l'an- no di San Francesco, con commemorazioni in onore dell'ottocentesimo anniver- sario della sua morte che si svolgeranno non solo nella "sua" Assisi, ma in tutto il Paese. Enti locali, istituzioni culturali e associazioni sono stati incoraggiati a sviluppa- re iniziative ispirate ai temi francescani, dalla pace e dal dialogo alla responsabilità ambientale e all'inclusione sociale, in una varietà di idee ed espressioni che sono molto in linea con la figura di Francesco, un uomo di fede ma anche di coerenza pragmatica, grinta, sempli- cità, forza e attenzione per l'ambiente. E, a dire il vero, in un periodo segnato da un t a l e l i v e l l o d i i n s t a b i l i t à internazionale, avere l'op- portunità di guardare più da vicino e di familiarizzare c o n u n u o m o c h e e r a a l tempo stesso pratico e spiri- tuale, incentrato sull'anima e impegnato nel mondo che lo circondava, può anche essere fonte di riflessione personale sulla nostra con- dizione di esseri umani oggi. Visti uno accanto all'al- tro, questi momenti resisto- no a essere condensati in u n ' u n i c a n a r r a z i o n e , m o s t r a n d o c o m e i l 2 0 2 6 collocherà l'Italia in ruoli diversi e contrastanti allo stesso tempo: una Repubbli- ca che rivisita i suoi fonda- menti democratici, un Paese ospite globale ma sotto una pressione logistica, un Paese che investe in una rigenera- zione culturale a lungo ter- mine e una società che rein- t e r p r e t a f i g u r e s t o r i c h e attraverso le sfide contem- poranee. Per noi italiani, d'Italia e del mondo, questa convergenza offre una pro- s p e t t i v a p a r t i c o l a r m e n t e rivelatrice, poiché collega i momenti fondativi dell'Ita- l i a m o d e r n a c o n l a s u a attuale presenza internazio- nale, rendendo al contempo visibili le fratture e le conti- nuità che influenzano la vita quotidiana. L ' I t a l i a i n m o s t r a n e l 2026 non sarà un'immagine fissa, ma un insieme di sto- rie sovrapposte, ciascuna delle quali indicherà priorità diverse e questioni irrisolte. Ecco perché ritengo che, in definitiva, il significato del 2026 risieda nel contrasto: nel divario tra ideali e prati- ca, tra memoria e condizioni p r e s e n t i , e c o m e q u e s t e saranno visibili nel corso dell'anno. Se questa esposi- zione condurrà alla riflessio- n e o c o n f o n d e r à i n u n a sequenza di eventi scollegati dipenderà dalle scelte con- crete che si faranno rispetto a inquadramento, finanzia- mento e follow-up, ma una cosa è certa: il 2026 non passerà in silenzio. Chiederà all'Italia – e a chi la osserva da vicino – di riflettere non solo su ciò che il Paese è stato, ma su come si perce- pisce oggi. NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ È difficile liberarsi dalla sensazione che quest'anno l'Italia sia quasi indecisa tra onorare il suo passato e mettere in scena uno spettacolo per il mondo; tra guardare dentro di sé per riflet- tere o fuori per condividere la propria storia CONTINUA DA PAGINA 5 La basilica di Santa Maria di Collemaggio, all'Aquila, è considerata uno degli esempi più alti di architettura abruzzese (Photo: Sergio Feola/Dreamstime) Assisi onorerà quest'anno gli 800 anni dalla morte di San Francesco, il patrono d'Italia (Image created with DALL-E 2)
