L'Italo-Americano

italoamericano-digital-1-8-2025

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 8 GENNAIO 2026 L 'abbiamo ormai lasciata alle spal- le l'ultima festa cristiana che, ini- ziata la notte del 24 dicembre, la Vigilia, pro- seguita il 25, Natale e poi il 26, Santo Stefano, conclude il periodo delle celebrazioni religiose natalizie con l' Epi- fania. "La Befana vien di notte / con le scarpe tutte rotte / con le toppe alla sottana / V i v a , v i v a l a B e f a n a ! " Già! In Italia la festività del 6 gennaio viene chiamata anche "Befana" che altro non è che il lessico corrotto e profano di Epifania di alcune regioni italiane, assunto poi d a t u t t a l a p e n i s o l a . I Greci utilizzavano il termi- ne per indicare il manife- starsi di una qualsiasi divi- nità attraverso segni, visioni o altro. Per i Cristiani è la l u c e d i v i n a c h e s i m o s t r a a t t r a v e r s o u n a s t e l l a , l a cometa, che è anche la più splendente, la luce di Dio. Le origini del mito di questo i n t r i g a n t e p e r s o n a g g i o s i fanno risalire al culto anti- chissimo del raccolto, addi- rittura ai riti propiziatori pagani che furono poi adot- tati dai Romani. Il bisogno, d u n q u e , a n c e s t r a l e d i u n rituale per raccogliere i frutti d i u n a b u o n a s e m i n a c h e v e d e p e r s o n i f i c a t a n e l l a donna – madre terra – la prosperità. Secondo queste leggende, figure umane di s e s s o f e m m i n i l e , g u i d a t e dalla dea della caccia, Diana, sarebbero state solite volare sui terreni per renderli più fertili. Sarebbe stata presen- te, talora, al posto di Diana, Sàtia, dea minore ma legata al senso di sazietà. Ma per- ché la Befana è rappresenta- ta sempre come una donna m o l t o v e c c h i a d a l n a s o adunco, vestita di stracci ? E perché vola a cavallo di una scopa? Secondo una usanza n o n s o l t a n t o i t a l i a n a m a anche diffusa in gran parte dell'Europa, essa rappresen- ta il superamento dell' anno appena trascorso, tanto che in molte zone del vecchio continente, dieci giorni dopo il Natale, per festeggiare l'E- pifania, si dà fuoco a pupazzi v e s t i t i c o n a b i t i l a c e r i e dismessi in una atmosfera propiziatoria per auspicare prosperità nel nuovo anno. Secondo la tradizione cri- stiana, la Befana – che nulla ha che vedere con la figura della Strega, popolare nel- l ' E u r o p a s e t t e n t r i o n a l e e simili tra loro solamente nel- l ' a s p e t t o e s t e r i o r e , n o n s a r e b b e a l t r o s e n o n u n a vecchietta affettuosa, dive- nuta molto generosa dopo a v e r r i f i u t a t o l ' i n v i t o d e i Magi a unirsi al loro pelle- grinaggio al seguito della stella cometa fino alla grotta di Betlemme. Manifestazio- ne, apparizione è il significa- to non soltanto etimologico dell'epifania: è la prima uffi- cializzazione della venuta al mondo del Cristo, del Salva- tore e i Re Magi accolgono subito l'invito ad andare a scoprire la meraviglia, a por- tare doni e omaggi al piccolo Gesù di Nazareth, figlio di Dio. T o r n a n d o a l l a B e f a n a , divenuta quasi una semplice figura folkloristica italiana, r i f i u t a t a d a l l a C h i e s a d e i Papi e condannata la sua rappresentazione fin dal IV secolo d.C., continuò tutta- via a esistere sotto figure rituali diverse. Nel mondo c o n t a d i n o , d o p o i g i o r n i d e t t i " d e l l a m e r l a " , i p i ù freddi dell'anno che cadono alla fine di Gennaio ma che f a n n o i n t r a v e d e r e g i à l a rinascita perché è già stato s u p e r a t o i l m o m e n t o p i ù b u i o d e l l ' a n n o , i n i z i a u n nuovo ciclo. La Befana, dun- que, ha purificato con la sua scopa volante, ha fatto puli- zia, ha liberato dalle impu- rità le abitazioni che ha visi- t a t o , i n v i s t a d e l l a i m m i n e n t e r i n a s c i t a c o n l'arrivo della primavera. E i regali che, secondo la tradi- zione, essa porta ai bimbi buoni, dimostrano la sua generosità mentre il carbo- ne, lasciato nella calza di q u e l l i c h e l o s o n o s t a t i meno, vuole rappresentare, una volta bruciati i tizzoni, la cenere che renderà più fertile il terreno su cui verrà distribuita. A dispetto, dunque, del suo poco piacevole aspetto, l a B e f a n a è p o r t a t r i c e d i buone novità, di rinascita e vuole sottolineare il passag- gio dal nuovo al vecchio; e il riferimento non riguarda solo l'anno. A Gratteri, piccolo comu- ne della città metropolitana di Palermo che conta meno di mille abitanti e si trova nella parte settentrionale del P a r c o d e l l e M a d o n i e , l a "Festa della Vecchia", come viene chiamata, è molto par- tecipata e non si celebra il 6 gennaio bensì la Notte di San Silvestro. Un "processo" virtuale detto "Vanniata di festi di l'annu"(richiamo ad alta voce dei festeggiamenti a n n u a l i ) , r e l a t i v o a f a t t i sociali e storici appartenenti alla cronaca dell'anno appe- na trascorso, viene allestito e il prolungato suono di un corno (strumento utilizzato dai pastori e ottenuto da un corno di bue) segna l'inizio del dibattimento. Una sfilata per le vie del paese da parte degli "imputati" che sono stati protagonisti della vita sociale lungo il corso dell'an- no passato, precede il pro- cesso che li vedrà alla sbar- ra. Quando la "Vecchia" sarà uscita dalla grotta Grattara che si trova nella parte più antica della cittadina si darà il via al dibattimento. Quasi fosse un fantasma, la Befana, coperta da un len- zuolo bianco, a dorso di un asino attraversa le strade del paese fino ad arrivare alla piazza principale accompa- gnata da un corteo di ragazzi vestiti con i tipici costumi siciliani che portano torce e campanacci. La "Vecchia", lungo il percorso per arriva- re al luogo del "processo", dispenserà, tra gli altri, i "turtigliuna"(simili al buc- cellato), tipici dolci locali a base di mandorle, nocciole, n o c i e f r u t t a s e c c a . N o n mancheranno, al suo arrivo i n p i a z z a , s c o p p i e t t a n t i petardi e mortaretti. U n ' a l t r a i n t e r e s s a n t e manifestazione dei festeg- giamenti della Befana la si riscontra a Bordonaro, vil- l a g g i o d i s t a n t e 4 K m d a Messina e situato nella valla- t a f o r m a t a d a l l ' o m o n i m o torrente, oggi in parte coper- to. Il 6 gennaio vi si svolge la festa più importante dell'an- n o : " U p a g g h i a r u " ( i l p a g l i a i o ) . I n t r o d o t t a d a i Padri Basiliani nell'XI secolo che la portarono dalla tradi- zione armena, vuole rappre- sentare, con riti solenni, la festività sotto un albero a forma di capanna. Rivestito il tronco di rami di corbezzo- lo, arance, limoni, mandari- ni, cotone e pane azzimo a forma di ciambella, porta in c i m a u n a c r o c e a l t a d u e metri anch'essa ricoperta di frutta, nastri e dolciumi e desta una tale curiosità e fascino che ogni anno richia- ma turisti provenienti da varie parti d'Italia. Dopo la c e l e b r a z i o n e d e l l a M e s s a serale, i giovani si arrampi- cano sull' albero e chi riesce a prendere la croce è portato in trionfo. Segue la pantomi- m a d e " u c a v a d d u z z u e l'omu sabbaggiu"(il cavallino e l'uomo selvaggio)che narra l'eterna lotta tra l'uomo e la natura nelle sue insidie e si conclude con l'accoglienza alle due maschere con uno sparo. A P a l e r m o i l t e t t o d e l Palazzo Reale, fa da palco- scenico a cielo aperto per spettacoli intrisi di comicità, poesia ed evoluzioni funam- boliche mentre la Befana fa la sua discesa acrobatica e le altre Befane regalano una performance teatrale esila- rante. Befane in fila per "portar via" le celebrazioni di Natale (Photo: Giorgio Rossi/Dreamstime) Il fascino dell' Epifania che tutte le feste si porta via SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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