L'Italo-Americano

italoamericano-digital-1-22-2025

Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel

Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1542800

Contents of this Issue

Navigation

Page 34 of 35

GIOVEDÌ 22 GENNAIO 2026 www.italoamericano.org 35 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | NOTIZIE SPORTIVE CALCIO MOTORI ALTRI SPORT strando di volerla fare a tutti i costi questa esperienza, è Candy Edokpaigbe, napoletana classe 2005. Fresca del bronzo conti- nentale U20 conquistato la scor- sa estate, è passata dalla piovosa Seattle all'assolata San Francisco. Pronta e agguerrita più che mai nella sua seconda stagione americana, ha le idee chiare su ciò che vuole ottenere. "Sono molto carica e concen- trata. Ho aspettative molto alte e obiettivi da raggiungere, primo di questi, essere il più efficiente possibile per la mia squadra da qualsiasi punto di vista, dal difensivo all'offensivo. Dobbiamo crescere insieme e implementare la chimica tra di noi in campo. Sai, siamo in 11 nuove". Negli ultimi tre anni Candy ha giocato in altrettante squadre diverse, dimostrando una notevo- le attitudine al cambiamento. Nella stagione 2022–2023 mili- tava in A2 con la Pallacanestro Vigarano, quindi l'anno succes- sivo è passata in A1 giocando per la Faenza Basket Project, arrivando 11° in campionato e contribuendo alla salvezza della squadra ai playout. L'annata suc- cessiva, 2024-25, è stata quella del grande salto. Abbandonata la comfort zone italiana, si è iscritta alla Seattle University, giocando da freshman nella squadra uni- versitaria dei Redhawks. Un anno nel Nord Ovest e poi la decisione di spostarsi più a sud, in California, studiando Comunicazione alla University of San Francisco e indossando la casacca delle Dons. "Da un punto di vista cestisti- co, mi sento più sicura di me stessa e del mio gioco. Sto migliorando il mio tiro e quel che mi resta da fare è lavorare sodo perché non è mai abbastan- za. Devo inoltre integrare il mio sistema di gioco con quello ame- ricano. La cosa più importante è non perdere mai la fiducia in se stessi. Fa parte della vita avere alti e bassi, ma è importante come si risponde in certi momenti. Dal punto di vista accademico, c'è meno rigidità rispetto all'Italia o all'Europa in generale. In America i professori ti vengono incontro. Sanno che sei uno studente-atleta e che rap- presenti l'università. Comunque si deve studiare e prendere molto sul serio la scuola. Come dicono le mamme – prima la scuola e poi il basket –. Vale anche per gli allenatori. Dopo tutto non si può giocare a basket per tutta la vita, quindi è essenziale avere un piano B". Sono in USA anche Emma Zuccon (Albany Great Danes), Laura Di Stefano (Tulsa Golden Hurricane), Greta Ramon e Sofia Ceppellotti (North Alabama Lions), Laura Toffali (Morehead State Eagles), Emma Arcà (Stonehill Skyhawks), Promise Keshi (Stetson University Athletics) e Ndack Mbengue (UTEP Miners) e Fiamma Serra (Hawaii, Rainbow Wahine). Il basket femminile è in crescita ovunque, Italia inclusa e di sicu- ro esperienze come queste che stanno facendo molte ragazze italiane, contribuiranno ad allar- gare l'immagine di questa disci- plina che necessita ancora di sinergie a tutti i livelli, dalle palestre e i settori giovanili ai salotti decisionali più alti. Il basket azzurro, sempre par- lando di giovanili, è ovviamente anche maschile. Nel 2025 i giovani U20 hanno dato prova della loro forza, dominando l'Europeo di catego- ria e conquistando una medaglia d'oro, la terza della loro storia, superando in semifinale e finale squadroni come Serbia e Lituania. La voglia di mettersi alla prova c'è, eccome. Una vera e propria armada di talento azzurro è operativa negli States: Dame Sarr (Duke Blue Devils), Gabriel Pozzato (Xavier Musketeers), Rene D'Amelio (California Baptist), Emmanuel Innocenti (Gonzaga Bulldogs), Timothy Van Der Knaap (Bradley Braves), Niccolò Moretti (Florida Atlantic), Leonardo Bettiol (Massachusetts Minutemen), Giovanni Emejuru (East California Pirates), Andrew Osasuyi e Achille Lonati, entrambi alla St. Bonaventure Bonnies. Giusto il tempo di ambientarsi per quest'ultimo, ed è subito un cambio di prospettiva, tanto nello studio quanto nel basket. "L'impatto con gli Stati Uniti è stato strano. Dal punto di vista scolastico mi sto trovando molto bene. I professori sono molto disponibili. Le classi sono picco- le (circa 20 studenti), quindi c'è molta vicinanza tra docenti e stu- denti" racconta Achille. "Dal punto di vista sportivo, tutto è molto diverso. Rispetto all'Italia, qui gli allenamenti sono più lun- ghi: 3 ore solo di parte giocata sul campo, senza contare pesi e video, quindi a livello fisico è molto impegnativo. La preseason è stata infinita. Allenarsi così tanto senza mai giocare è abba- stanza stressante ma finalmente abbiamo iniziato, quindi adesso mi sto finalmente godendo la parte divertente". Se la WNBA è un mondo che si sta facendo conoscere sempre di più, l'NBA è sempre stata la Mecca per qualsiasi cestista europeo, anche se ormai le cose sono un po' cambiate e lo strapo- tere americano non è certo quello del leggendario Dream Team. Basta vedere la nazionalità degli MVP negli ultimi anni per capire come i campioni più forti vengo- no anche dall'Europa, dal Canada e non solo. Il fascino che esercita il campionato professio- nistico americano però, è indi- scutibile. "Il mio idolo è sempre stato LeBron James" ammette Lonati, "però non ho un giocato- re vero e proprio a cui mi sono ispirato per plasmare il mio gioco. Cerco di prendere quello che mi piace un po' da chiunque e farlo mio nel miglior modo possibile". Achille ha esordito lo scorso 3 novembre contro i Bradley Braves, giocando 5 minuti senza segnare. "Onestamente ero un po' teso perché non conoscevo il livello e lo stile di gioco di una partita NCAA". La strada e il campionato sono lunghi ma Achille Lonati non ha dubbi sulla sua scelta e su chiunque volesse seguire il medesimo per- corso. "A un ragazzino gli consi- glierei sicuramente di allenarsi ogni giorno duramente, di diver- tirsi sempre che quella è la base e infine di cercare di uscire dalla propria zona di comfort, buttan- dosi in esperienze nuove. E soprattutto, studiare". Nulla è veramente impossibi- le nella vita, non è un luogo comune né una frase fatta. Lì fuori le sfide sono all'ordine del giorno. I giovani hanno il diritto di inseguire i propri sogni e guai a pensare che la meta più folle non possa essere raggiunta. Più che la citazione jobsiana "Stay hungry, stay foolish", a tutti i giovani italiani ardenti di voglia La napoletana Candy Edokpaigbe (Ph courtesy University of San Francisco Athletics) Eleonora Villa è alla sua terza stagione in America (Ph courtesy Washington State University Athletics) L'Italia alla conquista della NCAA con tante giovanissime promesse da Eleonora Villa a Candy Edokpaigbe CONTINUA DA PAGINA 34

Articles in this issue

Links on this page

Archives of this issue

view archives of L'Italo-Americano - italoamericano-digital-1-22-2025