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15 GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | N e l c u p a - c u p a , i l suono prece- d e l ' o g g e t t o stesso: basso, vibrante, persino leggermen- te comico, solca le voci e i passi dei danzatori con una pulsazione che risulta genui- na, giocosa e un po' comica. Popolare in molte parti del nostro Sud, il cupa-cupa è, v i s i v a m e n t e , p i u t t o s t o dimenticabile, ma rimane immediatamente riconosci- bile una volta ascoltato; lungi dal cercare un posto nell'O- limpo dei raffinati strumenti orchestrali – ma non è mai stato questo il suo obiettivo! – occupa uno spazio in cui ritmo, gesto e partecipazione collettiva contano più di ogni altra cosa. In effetti, ciò che rende speciale il cupa-cupa ha ben poco a che fare con l'eleganza e molto con il suo funziona- mento: appartiene alla fami- glia dei tamburi a frizione, dove il suono non viene crea- to colpendo una superficie, ma sfregandola. Costruire e suonare un cupa-cupa, cre- deteci quando lo diciamo, è più facile di quanto sembri: tutto ciò che serve è un con- tenitore di qualche tipo – tradizionalmente una pento- la, una lattina o un piccolo recipiente di legno – ricoper- to da una membrana tesa, solitamente pelle di animale. Al centro viene fissata una sottile asta, spesso una canna o un bambù. Quando il suo- natore inumidisce una mano o un panno e strofina l'asta su e giù, la vibrazione viaggia direttamente verso la mem- brana, producendo quell'in- confondibile suono ronzante e gutturale. I bravi suonatori di cupa-cupa sanno che pres- s i o n e e v e l o c i t à c o n t a n o molto, perché possono modi- ficare il timbro e la profon- dità dello strumento. Q u e s t a i m m e d i a t e z z a spiega perché il cupa-cupa sia sempre stato strettamen- te legato alla musica infor- male; non è mai stato riser- vato a musicisti esperti o a contesti formali, e in gran parte dell'Italia meridionale, soprattutto in Campania, Basilicata e Puglia, veniva tradizionalmente assemblato in casa. Vecchie pentole, lat- tine di metallo o contenitori di legno venivano riutilizza- te, e le pelli venivano tese e legate a mano; le ance prove- n i v a n o d a i c a m p i v i c i n i . Tutto ruotava non attorno all'artigianato in senso stret- to, ma alla reperibilità: in altre parole, lo strumento proveniva dagli stessi luoghi in cui le persone vivevano e si riunivano ed era facilmen- te realizzabile da mani ine- sperte in casa. Non sorprende che, per uno strumento così semplice e popolare, il cupa-cupa si trovi più spesso in contesti in c u i l a p a r t e c i p a z i o n e e i l d i v e r t i m e n t o s o n o p i ù importanti dell'esibizione; lo si può trovare durante le festività invernali, le celebra- zioni di strada e persino gli eventi legati al Carnevale, q u a n d o c i t t à e v i l l a g g i s i riversano nello spazio pub- blico e la comunità si anima di antiche tradizioni. Natu- r a l m e n t e , h a s e m p r e d e i compagni importanti: tam- burelli e tamburi a cornice vengono comunemente suo- nati insieme a esso, e anche c a n t i e b a l l i f a n n o p a r t e dell'esibizione. Grazie alla sua base ritmica stabile, il cupa-cupa fa sì che tutti suo- nino, cantino e si muovano all'unisono. I suonatori spesso abbrac- ciano la natura pratica del c u p a - c u p a , e s a g e r a n d o i movimenti del braccio con un tocco di spettacolarità, ma non lo fanno solo per divertimento, perché il movi- mento influenza effettiva- mente il suono, caratteriz- z a n d o o g n i n o t a e aggiungendo un tocco visivo vivace all'esecuzione. Alcuni d i c o n o c h e i l c u p a - c u p a suona "buffo" o persino un po' sciocco, ma è proprio questo il punto: la risata che ispira è parte del suo fascino. Questo legame stretto, quasi viscerale, tra lo stru- mento e l'esperienza di suo- n a r e / a s c o l t a r e s i r i f l e t t e anche nel modo in cui il suo nome si è sviluppato e modi- ficato nel Sud Italia, dove viene chiamato in vari modi. Putipù imita il rumore pul- sante prodotto dalla mem- brana vibrante; caccavella si riferisce direttamente alla pentola o al contenitore che ne costituisce il corpo; cupa- cupa affonda le sue radici nell'idea di ripetizione e ha persino un che di onomato- peico. La ricerca etnomusico- l o g i c a , i n p a r t i c o l a r e i n Basilicata, ha documentato il cupa-cupa come presenza ricorrente nei paesaggi sono- r i l o c a l i e h a e v i d e n z i a t o numerose varianti dello stes- so strumento, non solo per la varietà dei materiali utilizza- ti, ma anche per le dimensio- ni e gli stili esecutivi, che spesso cambiano a seconda dell'occasione o del tipo di danza e canto associati alla musica. Tuttavia, la melodia rara- mente è il ruolo del cupa- cupa; anzi, non è mai stato pensato per esserlo. Il suo compito è più basso, sia lette- ralmente che funzionalmen- te: lavorando nel registro basso, fornisce pulsazione e continuità, un ritmo ruvido ma affidabile che fornisce un solido supporto a tutto il resto. Voci e strumenti melo- d i c i s i m u o v o n o s o p r a , a volte liberamente, a volte in modo irregolare, mentre il cupa-cupa mantiene il tempo al di sotto, conferendo in qualche modo unità all'intera esecuzione. Molti, infatti, c o n c o r d a n o s u l f a t t o c h e q u a n d o s i i n t e r r o m p e , i l cambiamento è immediato, e anche gli ascoltatori distratti percepiscono immediata- mente la scomparsa di qual- cosa di essenziale. Ma da dove potrebbe aver avuto origine uno strumento come questo? Beh, non lo s a p p i a m o c o n c e r t e z z a . I tamburi a frizione sono pre- s e n t i i n m o l t e p a r t i d e l mondo, di solito emergendo in modo indipendente ovun- que fossero disponibili mate- riali semplici e ci fosse biso- g n o d i u n a b a s e r i t m i c a stabile, quindi, in questo senso, il cupa-cupa non è insolito. Ciò che lo distingue è il modo in cui ha messo radici nell'Italia meridionale ed è diventato una tradizione familiare. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Il cupa-cupa: il tamburo più insolito del Sud Italia e il suo suono ancestrale
