L'Italo-Americano

italoamericano-digital-2-5-2026

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distorte, dissacrate, derise, buttate già dal piedistallo, consente di scorgere una rappresentazione autentica e forse meno filtrata delle dinamiche interpersonali. Mentre ci si lascia trasporta- re dalla corrente festosa, si diventa parte di una narra- zione collettiva che ideal- mente si ricollega con le generazioni passate che hanno dato vita e forma alla cartapesta, alle maschere e ai carri. Si finisce insomma per essere travolti in allegria da un saper fare antico che è sempre stato capace di interpretare la realtà e di saper vedere ben oltre le apparenze. Lettera dell'editore NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | I l Carnevale è una delle manifestazioni più vivaci e colorate della cultura italiana, un momento di festa collettiva che unisce tradi- zioni, folklore e creatività. Tra i suoi aspetti più affasci- nanti c'è l'uso della cartape- sta, un materiale che diventa protagonista nella realizza- zione di maschere e carri allegorici. Leggera e mal- leabile, non è solo carta e colla, stracci e gesso, ma è un materiale "nobile" per la maestria con cui è lavorata. Ha un'origine antica e anche la storia dell'arte la contempla per aver dato vita a opere incredibili. Le rap- presentazioni presepiali napoletane ne sono un esempio classico. Ma il suo impiego artistico è forte- mente documentato. Gian Lorenzo Bernini e Alessan- dro Algardi sono tra i più noti architetti che fecero uso della cartapesta per i loro apparati scenografici. Dona- tello, per citare un altro "big", utilizzava fogli di carta sovrapposti e incollati per dare vita ad alcune sue opere. Allo stesso modo ci sono luoghi che si sono spe- cializzati in questa forma altamente espressiva: a Lecce, tra il XVII e il XVIII secolo, mentre si moltiplica- vano chiese e monumenti, gli artigiani trovarono nel- l'arte della carta, la possibi- lità di realizzare lavori sacri estremamente coinvolgenti, anche se non disponevano di materiali pregiati. Si spe- cializzarono nel "personifi- care" la devozione con sta- tue di santi così espressive e impressionanti da essere capaci di toccare le corde più intime del fedele. Ma anche più tardi, tra Ottocen- to e primo Novecento, quando si era ormai lontani dal fervore barocco, nella città pugliese fiorirono cele- bri botteghe che seppero rinnovare l'arte sacra con statue leggere (e dunque facilmente trasportabili in processione) incredibilmen- te "umane". Per non parlare di Napoli, dove gli artigiani sono arrivati a una tale mae- stria espressiva che della cartapesta di parla in termini di "marmo dei poveri". Nella storia della cartape- sta, l'artigianalità è spesso un prerequisito dove le tec- niche di lavorazione sono tramandate di generazione in generazione come le ricette della miglior torta di mele. Per un motivo: richie- de esperienza e pazienza, dedizione e abilità manuali. Per creare oggetti bisogna essere in grado di trasforma- re un materiale semplice e povero come la carta in un'opera d'arte complessa e dettagliata attraverso una lunga serie di passaggi intermedi. Ma c'è forse un altro valore importante da sottoli- neare. Dietro alla cartapesta non c'è solo il tocco creati- vo di un artigiano ma lavoro collettivo e senso di comu- nità. Durante i mesi che pre- cedono il Carnevale, ad esempio, in molte città ita- liane dove sfilano maschere e carri allegorici, maestran- ze specializzate e intere comunità si riuniscono per mesi nei laboratori per modellare, dipingere e pre- parare tutto il necessario per la sfilata. È in questi momenti che si rinsaldano i legami sociali, che si tra- mandano valori fondamen- tali legati all'identità locale e non solo tecniche e mani- fattura. Le maschere, spesso ispirate a personaggi storici o a figure tipiche della cul- tura popolare, così come i carri che tematicamente ritraggono i momenti salien- ti della vita di un gruppo sociale, diventano simboli di identità culturale, mezzi per capire cosa pensa la gente. Partecipare a queste cele- brazioni collettive – dissa- cranti e divertenti - significa avere l'opportunità di immergersi in una cultura vibrante e vivace, vuol dire capire l'essenza, il pensiero, l'ironia o la sagacia con cui un popolo si rappresenta tra vizi e virtù. Il Carnevale stesso, in questo senso, è molto più di una semplice festa. È un'esperienza che racchiude dentro di sé l'es- senza di una comunità, è un'opportunità unica per riscoprire il valore sociale di un gruppo e di un luogo, un modo per rinsaldare i legami tra le persone. Que- sto tempo sospeso dove le abitudini e le convenzioni vengono accantonate, Il tempo sospeso del carnevale e l'arte nobile della cartapesta italiana

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