L'Italo-Americano

italoamericano-digital-2-5-2026

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GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ P e r g r a n p a r t e del passato ita- l i a n o , l ' o r d i n e sociale era più d i u n ' i d e a astratta: era visibile negli abiti, nei discorsi e nei gesti. Ci si aspettava che le persone rimanessero al loro posto, e di solito lo facevano: sia nelle città che nei piccoli paesi, lo status sociale era accompa- gnato da regole su chi poteva p a r l a r e l i b e r a m e n t e , c h i doveva mostrare deferenza e come ci si doveva comporta- re in pubblico. Il Carnevale è cresciu- to in quel mondo. È i l m o t i v o p e r c u i l e descrizioni più antiche del carnevale spesso suonano drammatiche a noi lettori moderni: quando le comu- nità erano stratificate più rigidamente, pochi giorni di maschere, parodie e rumoro- si spettacoli di strada poteva- no davvero sembrare una breccia (pur se controllata) n e l m u r o . O g g i , i n u n a società più informale, dove la trasgressione è un fenomeno che si verifica tutto l'anno, online e nella vita reale, il Carnevale raramente "ribal- t a " l a v i t a q u o t i d i a n a i n senso letterale. Tuttavia, la sua idea più antica e origina- l e r i m a n e v a l i d a , p e r c h é questa manciata di giorni a metà inverno, di solito tra la fine di gennaio e la metà di febbraio, rimane per molti italiani un momento fisso in cui comportarsi diversamen- te in pubblico e in cui l'esa- gerazione diventa il linguag- gio accettato per commenti e critiche. È importante contestua- lizzare il Carnevale, perché – in realtà – non è mai stato solo una festa, e non lo è a n c o r a o g g i . N e l l ' I t a l i a medievale e moderna, era uno dei pochi momenti in cui la gente comune pote- va prendersi il suo spazio, fare rumore e mettere alla prova i propri limiti senza e s s e r e i m m e d i a t a m e n t e punita. E sebbene tale per- messo fosse limitato, spesso negoziato e talvolta revoca- to, era abbastanza reale da richiedere delle regole. Gli a n t r o p o l o g i h a n n o u n a descrizione utile per questo tipo di deviazione autorizza- t a d a l l a v i t a n o r m a l e : u n intervallo delimitato in cui il consueto copione sociale si allenta, per poi tornare al suo posto. Victor Turner definiva tali momenti "limi- nali", sospesi, su una soglia, né tempo ordinario né puro disordine, ma qualcosa di intermedio. Il Carnevale, a l m e n o s t o r i c a m e n t e , s i adatta a questo schema per- ché è un accordo condiviso sulla possibilità di compor- tarsi diversamente e sulla comune consapevolezza che tale accordo sarà tempora- neo. La maschera si trova al centro di quell'accordo, e non perché sia bella in una fotografia, ma perché l'ano- nimato cambia il modo in cui le persone parlano e si m u o v o n o . Q u a n d o i v o l t i scompaiono, il riconosci- m e n t o v a c i l l a , e c o n e s s o alcuni dei controlli automa- t i c i c h e m a n t e n g o n o l a g e r a r c h i a a l s u o p o s t o . Certo, la disuguaglianza non scompare, ma per un breve l a s s o d i t e m p o c a m b i a l e regole. La maschera crea ambiguità, e l'ambiguità crea spazio per mettere in scena v e r s i o n i d i s é c h e l a v i t a ordinaria scoraggia. Guardandola da questa prospettiva, l'"eccesso" del Carnevale si legge come uno specifico stile di esibizione pubblica: appetito, sessua- lità, scherno e rumore diven- tavano leggibili e condivisi; p e r s i n o g l i e l e m e n t i p i ù rozzi che ricorrono ripetuta- mente nelle tradizioni carne- valesche europee – processi farsa, punizioni simboliche, insulti rituali – funzionano trasformando la pressione sociale in teatro. Il risultato può essere catartico, a volte brutto, spesso divertente e q u a s i s e m p r e a l t a m e n t e riconoscibile per le persone coinvolte. Niente di tutto ciò, tutta- via, implica uno scopo preci- so, e sarebbe un errore defi- nire il carnevale come pura resistenza popolare; eppure il modello è abbastanza forte da spingere gli storici della cultura a tornarvi ripetuta- mente. Il classico resoconto di Michail Bachtin sulla cultura del carnevale, ad esempio, lo tratta come uno spazio in cui la gerarchia v i e n e t e m p o r a n e a m e n t e destabilizzata attraverso il riso e il corpo. Una prova pubblica di libertà, messa in s c e n a e n t r o c e r t i l i m i t i . Limiti che permangono, e le autorità lo sanno: il Carneva- le viene tollerato proprio perché ha dei limiti. Questa lunga danza tra permesso e controllo è una delle ragioni per cui il Carnevale è soprav- vissuto. Vietarlo del tutto è risultato spesso irrealistico; contenerlo è più pratico. E poiché il carnevale in realtà modifica il comportamento p u b b l i c o , l e a u t o r i t à l o hanno trattato come qualco- sa da gestire, non da repri- mere. C a r n e v a l e : l a n o s t r a l i c e n z a a n n u a l e p e r infrangere le regole CONTINUA A PAGINA 7 La Battaglia delle Arance al Carnevale di Ivrea. Può sembrare caotico, ma l'evento segue regole storiche molto precise (Photo: Rndmst/Dreamstime)

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