L'Italo-Americano

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 O g n i a n n o , dopo il 6 gen- naio, sembra che l'Epifania "tutte le feste si porta via" e invece ciò non accade. Sono pochi i giorni di attesa di altri eventi, di altre ricorrenze e già, tra le altre anche precedenti, il 29 gennaio di quest'anno, si festeggia il novecentesimo anniversario della traslazio- ne delle reliquie di Sant'A- gata, Patrona della città di Catania, da Costantinopoli. I fedeli ripercorrono il pelle- g r i n a g g i o p e n i t e n z i a l e a cominciare dalla chiesa di Sant'Agata la Vetere - prima cattedrale della città - per continuare nei luoghi del m a r t i r i o . N o n m a n c a l a sosta al Santuario di Sant'A- gata al Carcere e quella alla c h i e s a d i S a n t ' A g a t a a l l a Fornace per arrivare infine in Cattedrale per la celebra- zione liturgica penitenziale celebrata dall' Arcivescovo. Non mancano le undici can- delore nel difficile quartiere di Librino per inaugurare il " R o s e t o " d e d i c a t o a l l a Patrona e voluto dalla Fon- dazione del mecenate Anto- nio Presti. Intanto, mentre a Catania continuano i festeggiamenti in onore di Sant'Agata che si protraggono fino ai primi di febbraio, non molto lontano dal capoluogo, ad Acireale dal 31 gennaio sino al 17 feb- braio si accende la magia del Carnevale che è considerato il più bello di Sicilia. E le strade del centro storico si trasformano in un teatro a cielo aperto dove si esibisco- no, sfilando, carri allegorici, carri infiorati, gruppi di per- s o n e i n m a s c h e r a c h e s i m u o v o n o a l r i t m o d e l l e m u s i c h e c h e s i s p a n d o n o per le vie insieme a una fan- tasmagoria di luci che intan- to illuminano le cascate di coriandoli multicolori che invadono tutto il centro sto- rico e tutto ciò poco differi- sce da uno spettacolo tea- trale a cielo aperto. E tra un sorriso e una riflessione cui portano la satira, l'attualità e l ' a l l e g o r i a d e i c a r r i , s i ammirano - e se ne è parte- cipi – queste macchine inge- gnose e gigantesche, opere di grandi artigiani che, men- t r e d a n n o m a t e r i a l m e n t e vita ai movimenti dei perso- naggi e delle storie rappre- s e n t a t e i n c a r t a p e s t a , affrontano temi contempo- ranei importanti e a volte, o f o r s e s o p r a t t u t t o , a n c h e scabrosi come la politica, la cultura, il costume, il sociale oppure raccontano un fatto di cronaca. Ma al Carnevale si perdonano sberleffi, sati- ra, ironia perché questo ne è lo spirito. Potrebbe sembrare che cotanta festa potesse bastare al popolo per dare allegria nelle grigie giornate inver- nali ed ecco che il carattere gioioso degli acesi non si accontenta del classico Car- nevale, così arriva "Lavica", b a c c a n a l e t i p i c a m e n t e invernale e che interpreta l'incarnazione della forza, del vigore del vulcano, l'Et- na – 'a muntagna – come è chiamato familiarmente ed è tutta una passione di luci e musica. In primavera ecco la Festa dei Fiori con la sua mascotte "Zagara" vestita di fiori e profumi che sanno di Mediterraneo e la cittadina diventa tutta un giardino in movimento grazie alle sfila- te dei Carri Infiorati. Infine, sarà "Ionica" a rappresenta- re il Carnevale Estivo che si lascerà avvolgere dalla fre- scura del mare e dal calore del sole con la leggerezza che farà della festa un insie- me di spettacolo, allegria e gusto. Insomma, si potrebbe dire che ad Acireale il Car- nevale è sempre presente p u r a v e n d o t r e d i v e r s i aspetti e diverse stagioni ma un'unica voglia: quella di vivere e lasciarsi trascinare dall'arte, dalla gioia e dalla magia che soltanto questa festa può dare. La sua storia inizia nel XVI secolo e se ne ha notizia dal documento, il più antico del 1594, che ne attesta l'esi- s t e n z a ; u n ' a l t r a t e s t i m o - n i a n z a d o c u m e n t a l e d e l 1612 racconta l'usanza di l a n c i a r e a r a n c e e l i m o n i durante la festa, tradizione oggi appartenente al Carne- vale di Ivrea che fa parte della città metropolitana di Torino. Anche alcune maschere sono tipiche del Carnevale siciliano e tra queste non possiamo non citare l'Abba- t u z z u , d e t t o a n c h e P u e t a minutizzu (piccolo abate, poeta di piccola taglia)poi- ché è rappresentato con un grande libro dal quale finge di attingere ai versi satirici, che declama, indirizzati a nobili e rappresentanti del clero. Il 1693 fu segnato da un t e r r i b i l e t e r r e m o t o c h e interruppe ogni celebrazio- ne che tuttavia ripresero nel XVIII secolo e allora vengo- n o a l l a r i b a l t a i B a r u n i , maschere caricaturali che m i r a n o a s b e f f e g g i a r e g l i a r i s t o c r a t i c i e i M a n t i , costumi parecchio elaborati per garantire l'anonimato a chi li indossa. Il Carnevale acese visse un'altra trasformazione tra i l X V I I I e i l X I X s e c o l o quando vide sfilare per le vie di Acireale le "cassaria- te" ovvero le carrozze dei nobili che generosamente lanciavano confetti al popo- lo – costituito prevalente- m e n t e d a b a m b i n i – c h e seguivano il corteo. Il cam- biamento definitivo si ha nel 1880 quando nella cittadina d e l l a p r o v i n c i a c a t a n e s e nascono i primi carri di car- tapesta. Il Carnevale diviene "istituzionale" nel 1929 e vedrà, l'anno seguente, il 1 9 3 0 , s f i l a r e a u t o m o b i l i adorne di fiori che saranno i prodromi dei carri infiorati. I mini-carri lilliput fecero il loro ingresso intorno agli anni '50-'60 del secolo scor- so ed erano guidati da bam- bini. Quindi, mentre a Catania si festeggia Sant'Agata, ad A c i r e a l e i l C a r n e v a l e , a d A g r i g e n t o – d i t u t t ' a l t r o respiro - torna la Festa del Mandorlo in Fiore. Sarà lo spirito di pace e fratellanza la cifra che - dal 7 al 15 feb- braio – la contraddistin- guerà anche in questo 2026. Lo spirito pacifista e inter- nazionale, anche quest'an- n o , p e r v a d e r à c o n i s u o i simboli di pace, con le sue musiche, con i suoi costumi, con le sue danze, con le sue tradizioni, la Valle dei Tem- pli che – spettacolo teatrale ineguagliabile – farà da pal- coscenico, insieme alle stra- de della città, alle piazze, ai t e a t r i , d u r a n t e t u t t a l a manifestazione. Cornice unica, insieme ai Templi della Valle, saranno i fiori dei mandorli nella con- s u e t a a n t i c i p a z i o n e d e l l a primavera, sbocciati prima degli altri, nella loro candi- da e profumata fioritura che avvolgeranno, inebrian- doli, tutti i gruppi parteci- p a n t i e t u t t o i l p u b b l i c o . Sarà, come ogni anno, una festa all'insegna della pace, della fratellanza e dell'armo- nia che crede nell'unità dei popoli del mondo. Nata nel 1934 come festa agricola e culturale del terri- torio, nel tempo ha assunto un respiro globale e, data la precoce fioritura, ben si pre- sta a rappresentare la rina- scita e la speranza cui tutti i popoli aspirano. Affiancano ormai da parecchi anni la kermesse, il Festival Inter- nazionale del Folklore, la Fiaccolata dell'Amicizia, il F e s t i v a l d e i B a m b i n i d e l mondo che vede la conclu- sione dell'intera festa con la cerimonia nella Valle dei Templi che, al tramonto del giorno 10, vedrà l'accensio- ne del Tripode dell'Amicizia d a v a n t i a l T e m p i o d e l l a Concordia e la consegna del Tempio d'Oro, riconosci- mento tra i più prestigiosi n e l l a s c e n a m o n d i a l e d e l folklore. Catania, Agrigento, Acireale: tre luoghi, tre cele- brazioni diverse SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Un carro del Carnevale di Acireale (Photo: Solosergio/Dreamstime)

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