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P er molti america- ni, la storia degli italiani negli Stati Uniti inizia all'i- n i z i o d e l X X secolo, con i piroscafi, Ellis Island e l'improvvisa com- parsa di quartieri italiani in città come New York, Boston e Chicago. Questa narrazione è p o t e n t e e i n g r a n p a r t e accurata, ma non racconta tutta la storia. Molto prima delle migrazioni di massa, singoli italiani erano già pre- senti in Nord America, arri- vando non come parte di una comunità unita, ma come commercianti, soldati, missionari e specialisti che si spostavano attraverso i mondi coloniali di altri imperi europei. La loro presenza era reale, documentata e storica- mente significativa, eppure spesso sfuggiva alle crepe della memoria collettiva. Uno dei primi esempi più c h i a r i è P i e t r o C e s a r e Alberti, ampiamente consi- derato il primo residente italiano documentato di Nuova Amsterdam. Nato a Venezia nel 1608, Alberti arrivò nella colonia olandese nel 1635, in un'epoca in cui l'insediamento era ancora un fragile avamposto sul confine atlantico dell'impero colonia- le olandese. Documenti d'ar- chivio lo mostrano impegnato come commerciante e inter- prete, ben inserito nella vita commerciale della colonia. Q u a n d o N e w A m s t e r d a m divenne in seguito New York sotto il dominio britannico, perdemmo quasi ogni traccia di Alberti, che finì per sposar- si con gente del posto, inte- grandosi completamente e scomparendo nella più ampia popolazione coloniale. La sua storia rimane, tuttavia, molto importante anche quando non è più attivamente visibi- le, perché illustra un modello chiave: i primi italiani in America erano presenti come individui, non come un grup- po etnico autocosciente, e furono quindi rapidamente assorbiti in altre identità. Questo modello diventa ancora più chiaro quando la lente geografica si allarga oltre la costa atlantica; nella valle del Mississippi, la pre- senza italiana emerge attra- verso la figura di Henri de Tonti, nato Enrico Tonti a Gaeta nel 1649. Dopo essere emigrato in Francia, Tonti divenne una figura centrale n e l l ' e s p a n s i o n e c o l o n i a l e francese in Nord America, fungendo da stretto collabora- tore di René-Robert Cavelier, Sieur de La Salle. Tonti ebbe un ruolo chiave nelle spedi- zioni lungo il fiume Mis- sissippi e nella fondazione di p r i m i i n s e d i a m e n t i c o m e Arkansas Post, una delle più antiche comunità europee nell'entroterra del continente. Sebbene il suo nome soprav- viva nei toponimi e nei docu- menti storici, è raramente ricordato come italiano, poi- ché la sua carriera si svolse sotto l'autorità francese, al servizio dei francesi e all'in- terno di un contesto coloniale francese. Ancora una volta, non fu una comunità, ma sin- goli individui a "portare il Bel- paese" nel Nuovo Mondo. L a s t e s s a d i n a m i c a s i r i s c o n t r a n e i t e r r i t o r i d e l N o r d A m e r i c a c o n t r o l l a t i dagli spagnoli, in particolare in Florida e lungo la costa del G o l f o . Q u i , d o v r e m m o aggiungere una breve nota: nel XVI e XVII secolo, l'Italia non esisteva come nazione unitaria, ma molti stati italia- ni erano politicamente o eco- nomicamente legati all'Impe- r o s p a g n o l o e , d i conseguenza, marinai, inge- gneri, cartografi e artigiani italiani entravano frequente- mente nelle Americhe come sudditi o appaltatori spagnoli. A St. Augustine, il più anti- c o i n s e d i a m e n t o e u r o p e o occupato ininterrottamente in quelli che oggi sono gli Stati Uniti, la ricerca d'archivio rivela la presenza di specialisti italiani che lavoravano all'in- terno della società coloniale spagnola, tra cui Giovanni Battista Boazio, un artista e cartografo italiano le cui inci- sioni dettagliate di St. Augu- stine della fine del XVI secolo rimangono tra le prime testi- monianze visive della città. La sua opera, commissionata da editori inglesi ma radicata nella conoscenza diretta della Florida spagnola, è anche un i n t e r e s s a n t e s p e c c h i o d e l carattere transnazionale delle prime competenze coloniali. Ciò che rende questi casi del periodo spagnolo partico- l a r m e n t e i n t e r e s s a n t i è i l modo in cui l'identità italiana funzionava ai margini della documentazione ufficiale: gli italiani sono agenti tecnici, persone apprezzate per le competenze piuttosto che per le origini o la rilevanza comu- n i t a r i a , e t r a c c e d i l o r o sopravvivono in mappe, pro- getti ingegneristici, registri di spedizione e resoconti di mis- sione, piuttosto che nelle nar- razioni dell'insediamento. La religione fornì un'al- tra via duratura per la pre- senza italiana, in particolare attraverso le reti francesca- ne; frati nati o formati in Ita- lia erano attivi in tutto il Nord America spagnolo, dalla Flo- rida al Sud-ovest, e partecipa- vano a missioni che combina- vano evangelizzazione con istruzione, documentazione linguistica e amministrazione territoriale. Queste comunità religiose produssero docu- menti scritti, mappe e reso- c o n t i c h e i n f l u e n z a r o n o profondamente e plasmarono la conoscenza europea delle Americhe e, sebbene le pro- spettive moderne critichino giustamente il sistema mis- sionario coloniale, il ruolo s t o r i c o c o m e c a n a l e d i influenza intellettuale e cultu- rale italiana è difficile da ignorare. Molto prima che gli immigrati italiani costruisse- ro chiese nelle città america- ne, il clero italiano stava già plasmando la vita religiosa ed educativa nei contesti colo- niali. C'è forse un'altra caratteri- stica, oltre alla geografia o alla professione, che accomu- na queste storie: l'invisibi- lità storica. I primi italiani in America non formarono comunità dense e autosuffi- cienti; arrivarono sotto ban- diere straniere, parlavano più lingue e furono registrati negli archivi come sudditi olandesi, ufficiali francesi o servitori spagnoli della coro- na. Senza uno stato-nazione alle spalle (l'Italia non sareb- be diventata un paese unifi- cato per altri duecento anni) e senza un'infrastruttura etnica condivisa, la loro iden- t i t à i t a l i a n a r a r a m e n t e sopravvisse oltre una genera- zione. Questo spiega perché la storia italoamericana sem- bra iniziare bruscamente alla fine del XIX secolo, quando la migrazione di massa creò f i n a l m e n t e l e c o n d i z i o n i d e m o g r a f i c h e e c u l t u r a l i necessarie per la memoria collettiva. Vista da questa prospetti- va, la successiva esplosione della vita italoamericana, dalle società di mutuo soc- corso ai giornali, alle parroc- chie e alle organizzazioni p o l i t i c h e , f u q u a s i u n a "ricomparsa", un momento in cui gli italiani in America poterono rimanere italiani insieme, piuttosto che indivi- dualmente. La fase preceden- te, al contrario, appartiene a una logica storica diversa, plasmata dall'impero piutto- sto che dalla migrazione, e dalla mobilità professionale piuttosto che dall'insedia- mento familiare. Il recupero di queste prime storie, ovvia- m e n t e , n o n s m i n u i s c e i l significato di Ellis Island; anzi, sembra approfondirlo, dimostrando che la presenza italiana in America ha una preistoria più lunga e com- plessa di quanto comune- mente si creda, una preisto- r i a c h e r i s p e c c h i a l a frammentata realtà politica dell'Italia preunitaria stessa. Per noi oggi, soprattutto se interessati alla natura strati- ficata dell'identità, questa storia offre un utile prome- moria del fatto che l'apparte- nenza non riguarda sempli- c e m e n t e i n u m e r i o l a visibilità, ma le strutture – sociali, politiche e culturali – che permettono alla memoria di durare, e le tante vite che la storia registra solo di sfug- gita, ma senza le quali la sto- r i a p i ù a m p i a s a r e b b e incompleta. Prima di Ellis Island: i primi italiani in America 17 GIOVEDÌ 5 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Pietro Cesare Alberti, il primo italiano a vivere a New York City, quando era ancora chiamata New Amsterdam (By Unknown author - https://www.theitalianamericanalliance.com/. Wikicommons. Public Domain). In basso a destra, una delle mappe compilate da Giovanni Battista Boazio (By Giovanni Battista Boazio - Library Of Congress - Jay I. Kislak Collection. Wikicommons. Public Domain)
