L'Italo-Americano

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19 GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | For US and Canadian Residents – Full Representation in the Italian Legal and Financial Systems, both at the Federal Level and Across All 20 Regions of Italy Our Rome-based Italian Family Law Practice Includes: - Estate Probate - Inheritance - Real Estate - Family Succession - Trusts - Bank Accounts - Power of Attorney - Taxes - Dual Citizenship 100% Fluency in English. US-based Senior Business Manager. No cost/ no obligation telephone consultations. Fixed cost "total fee" engagement pricing. Please visit our website at www.ItalyLawyerforAmericans.com for a full profile of our firm and the services we offer, or call 267.500.1807 to speak with our US-based Business Manager between 900am-500pm ET. Relocation-to-Italy: Legal, Financial, Logistical Support Full coordination between local realtors, title-notary- deed services, banks, local contractors (electricians, plumbers, carpenters, etc.) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI " Sognare è importan- te, è una delle cose più belle della vita, ed è gratuito". È con q u e s t a f r a s e c h e Franco Nero sembra volere racchiudere l'intero arco della sua carriera. Con oltre sei decenni di lavoro alle spalle e più di 200 film realizzati tra Europa, Stati Uniti e resto del m o n d o , N e r o n o n h a m a i smesso di sognare né di met- tersi alla prova. A 84 anni, l'attore italiano ha appena raggiunto uno dei traguardi più simbolici di Hollywood: il suo nome inciso tra le cinque punte di una stella lungo la Walk of Fame. La fama arriva prestissi- mo, a soli 25 anni, nel 1966, quando interpreta Django di Sergio Corbucci, dando vita a un eroe cupo e silenzioso, un p e r s o n a g g i o d e s t i n a t o a lasciare un'impronta duratu- ra nell'immaginario cinema- tografico, tanto da rivivere, decenni dopo, nella rilettura d i Q u e n t i n T a r a n t i n o i n D j a n g o U n c h a i n e d , d o v e Nero appare in un cameo for- temente voluto dal regista americano. Da quel momento in poi, la sua carriera si svi- luppa all'insegna della versa- tilità: cinema di genere e pro- g e t t i d ' a u t o r e , d i r e t t o d a registi come Rainer Werner Fassbinder, John Huston, Luis Buñuel, Franco Zeffirel- li, Elio Petri e Giuliano Mon- taldo, firmando anche film come regista, sceneggiatore e produttore. È con questo percorso alle spalle che Franco Nero ha ricevuto la sua stella, al 1611 d i V i n e S t , d i v e n t a n d o i l diciottesimo italiano a essere celebrato a Hollywood. Nel suo discorso, tra ironia e gra- titudine, Nero ha reso omag- gio agli artisti italiani che lo hanno preceduto, da Anna Magnani a Rodolfo Valenti- n o , d a R e n a t a T e b a l d i a Luciano Pavarotti, fino all'a- m i c o G i a n c a r l o G i a n n i n i . N e r o h a a n c h e r a c c o n t a t o come una frase di Laurence Olivier, ascoltata sul set molti anni fa, abbia orientato tutta la sua carriera: scegliere ruoli diversi, correre rischi, accet- tare alti e bassi pur di non annoiarsi mai come attore. Una scelta che, dice oggi, non ha mai rimpianto. Oggi Franco Nero si defini- sce un "cittadino del mondo": h a i n t e r p r e t a t o o l t r e 2 5 0 ruoli, dando il volto a perso- naggi di 30 nazionalità diver- se, dopo essere cresciuto arti- sticamente in un'epoca in cui l'Italia produceva centinaia di film all'anno. E mentre riceve uno dei riconoscimenti più alti dell'industria americana, guarda già avanti, convinto che ciò che ha fatto finora sia s o l o u n p r o l o g o : « I l m i o ruolo migliore — dice — deve ancora arrivare». Durante il suo soggiorno a Los Angeles, Nero ha anche ricevuto un Lifetime Achie- vement Award durante l'un- dicesima edizione di Filming Italy - Los Angeles, organiz- z a t a c o m e o g n i a n n o d a Tiziana Rocca. Sig. Nero, che effetto le fa tornare a Los Ange- les? Ho dei bellissimi ricordi in questa città. Sono venuto q u i l a p r i m a v o l t a s e s - sant'anni fa per fare questo grande musical, Camelot. Sono rimasto qui un anno intero, perché il film è dura- t o u n d i c i m e s i . H o m o l t i amici, e mi fa molto piacere r i v e d e r l i . A n c h e i e r i , a l l a cerimonia, sono venuti in tanti: mi ha fatto davvero molto piacere. A l l ' e p o c a , n e l s u o periodo Hollywoodiano, essere italiano è stato un vantaggio o un limite? È stata un vantaggio. Non dimentichiamoci che prima di allora c'era stato il famoso Rodolfo Valentino, che era un idolo assoluto ed è morto giovanissimo, poco più che trentenne. Quando giravo C a m e l o t , n e g l i s t u d i o s s i facevano tanti film con tutte le grandi star. Il mio set atti- rava molta curiosità: voleva- no tutti venire a vedere que- sto italiano romantico. Poi però ha deciso di tornare in Italia. Come mai? Perché quando il film è finito, mia moglie Vanessa Redgrave mi ha chiesto: "Mi puoi accompagnare a Can- nes?". I miei amici italiani, con cui avevo iniziato facen- do i corti, mi dissero: "Fran- co, torna, possiamo fare il nostro film. Adesso hai un bel nome". Allora sono anda- to da Jack Warner e gli ho detto: Jack, I'm homesick, I wanna go back home. Lui mi ha risposto: "Are you crazy? You're gonna become a big s t a r h e r e " . I o e r o l ' u n i c o europeo ad avere un contrat- to con una major americana e l'ho strappato per tornare in Italia. Non penso che esi- sta un altro caso come il mio. Guardando indietro è felice di quella scelta? Sì. Tra l'altro un giorno v e n n e s u l s e t d i C a m e l o t Clint Eastwood. Mi disse: "Guarda questo italiano gio- vanissimo che fa un grande film americano, mentre io c o n t i n u o a f a r e s p a g h e t t i w e s t e r n i n I t a l i a " . I o g l i risposi: "Clint, molto presto tu diventerai una grande star anche qui, e io tornerò in E u r o p a , p e r c h é i l m i o ambiente naturale è quello". Ed è successo esattamente così. Lei ha una filmografia i m p r e s s i o n a n t e . T r a q u e s t i , c ' è u n r u o l o m a g a r i c o n s i d e r a t o m i n o r e c h e p e r l e i è s t a t o f o n d a m e n t a l e , anche a livello persona- le? Ho fatto molti film piccoli, indipendenti, che non hanno avuto una grande distribu- zione. Sono molto legato a quei lavori. Ce n'è uno che si chiama Angelus Hiroshimae d i G i a n c a r l o P l a n t a : è u n film piccolissimo, senza dia- loghi, un film muto. Ci sono io e un angelo. La musica l'ha fatta gentilmente Ennio M o r r i c o n e . Q u a n d o l o proiettai a Hollywood venne- ro molti grandi registi e dis- sero: "Se questo film va agli Oscar, vince". Ma per arriva- re agli Oscar serve una mac- china enorme, grandi com- p a g n i e , p u b b l i c i t à . U n grande scrittore mi chiese una copia perché insegnava in un'università americana e voleva mostrarlo agli studen- ti. I l F r a n c o N e r o d e l 2026, invece, a livello lavorativo, a cosa è aper- to? Sono aperto a molto. Ho tanti progetti, per fortuna. La prima cosa che farò sarà un film in Australia, ai primi di aprile, diretto da Frank Lotito, di origine italiana. P o i d o v r e i f a r e u n f i l m argentino in Spagna, uno ambientato in Germania che si chiama Parsifal. Non è l'o- pera di Wagner: Parsifal è il nome di un cuoco italiano in Germania che poi scompare e c'è una bellissima storia dietro. Poi dovrei fare un film in Ungheria e uno in G r e c i a . I n s o m m a , l a v o r o tantissimo quest'anno. Fra cent'anni, quando le persone leggeranno il suo nome a Hollywood, c o m e v o r r e b b e e s s e r e ricordato? C o m e u n o d e i g r a n d i . V o g l i o c h e t u t t i p o s s a n o camminarmi sopra, calpe- s t a r m i … m a s e n z a f a r m i male. Una stella per Franco Nero: sessant'anni di cinema tra Italia e Hollywood Franco Nero accanto alla sua stella sulla Walk of Fame (Photo: Silvia Nittoli)

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