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C 'è un momento d u r a n t e u n o spettacolo operi- s t i c o i n c u i l a magia del teatro diventa profonda e comples- sa. È il momento in cui il coro canta ma rimane invisi- bile. Le voci arrivano come un'eco lontana che sembra provenire direttamente dalle p a r e t i d e l t e a t r o . I n q u e i momenti, la responsabilità di tutto ciò che il pubblico sente ricade sulle spalle di u n a p e r s o n a c h e l a v o r a nell'ombra, circondata da m o n i t o r e c u f f i e , a p o c h i metri dalle quinte. Per la San Francisco Opera, quel- l'uomo è Fabrizio Corona, Maestro del Coro Asso- c i a t o , i l c u i r u o l o è u n a lezione magistrale di dualità: in parte rigoroso educatore, in parte pilota tecnico di alto livello. La San Francisco Opera ha recentemente presentato la sua Stagione 2026-2027, un importante 104° anno che vedrà la continuazione del ciclo del "Ring" con Das R h e i n g o l d d i W a g n e r , l a prima produzione del Simon B o c c a n e g r a d i V e r d i e l a prima americana di The Gal- loping Cure di Missy Mazzo- l i . M e n t r e l ' i s t i t u z i o n e s i prepara a queste monumen- tali produzioni, il ruolo del dipartimento del Coro e di esperti come Corona diventa più vitale che mai per man- tenere gli elevati standard d e l W a r M e m o r i a l O p e r a House. La storia di Fabrizio inizia nei primi anni '70, nell'era dei giradischi portatili e di una passione per la musica che lo teneva incollato agli altoparlanti per ore. "I miei g e n i t o r i n o t a r o n o q u e s t a attrazione e mi permisero di iniziare a prendere lezioni di pianoforte all'età di cinque anni. Quello che era iniziato come un gioco d'infanzia si t r a s f o r m ò i n u n r i g o r o s o percorso accademico, culmi- nato con una laurea al Con- servatorio di Firenze", rac- conta. Tuttavia, il destino di Fabrizio non era quello di un p u r o s o l i s t a . D u r a n t e g l i studi, iniziò a collaborare con cantanti, scoprendo un profondo amore per la voce l i r i c a e p e r i l c a n t o . S i descrive come una persona con una mentalità toscana e radici romane, un mix che ha plasmato il suo approccio diretto ma appassionato alla musica. La svolta è arrivata nel 1991, quando un amico pia- nista fu costretto a rifiutare un incarico al Festival Pucci- ni di Torre del Lago e propo- se il nome di Fabrizio. Non a v e n d o m a i e s p l o r a t o a fondo l'opera prima di allo- ra, Fabrizio si lanciò in que- st'avventura. Quell'estate cambiò tutto: incontrò Nico- la Luisotti, una figura chiave che sarebbe diventato un mentore a lungo termine. Il viaggio di Fabrizio lo portò poi a Catania, un luogo che ricorda per il suo panorama c u l t u r a l e e l i n g u i s t i c o p r o f o n d a m e n t e d i v e r s o r i s p e t t o a l l a s u a T o s c a n a natale. Dopo otto anni al Teatro Bellini, seguì il tra- s f e r i m e n t o a l l ' O p é r a d e Monte-Carlo, dove vinse un concorso internazionale per il ruolo di assistente. Fu da lì che finalmente attraversò l ' A t l a n t i c o n e l 2 0 1 0 p e r u n i r s i a l l a S a n F r a n c i s c o Opera, ancora una volta su invito del Maestro Luisotti. Il ruolo di Fabrizio come Maestro del Coro Associato s i d i v i d e i n d u e a n i m e distinte ma complementari. La prima è quella di prepa- ratore: per settimane, Fabri- zio accompagna il coro al pianoforte, suonando ridu- zioni orchestrali per consen- tire ai cantanti di memoriz- z a r e p a r t i c o m p l e s s e i n italiano, francese o tedesco. La seconda anima emerge durante l'esecuzione, ed è qui che la sfida diventa tec- nica. È responsabile della direzione del coro quando canta dal backstage, ma poi- c h é i l s u o n o i m p i e g a d e l t e m p o p e r p e r c o r r e r e l a distanza fisica da lì al pub- blico, se Fabrizio seguisse e s a t t a m e n t e i l r i t m o d e l d i r e t t o r e p r i n c i p a l e s u l podio, il coro suonerebbe in ritardo per gli spettatori. Per compensare questa "latenza", deve anticipare leggermente il ritmo. "Devo essere in anticipo rispetto a ciò che vedo sul monitor. Attraverso uno schermo che mostra il maestro principale e delle cuffie che trasmetto- n o l ' a u d i o d e l l a b u c a i n tempo reale, posso tradurre il tempo del coro, assicuran- domi che ogni nota raggiun- ga il pubblico con precisione chirurgica. È un esercizio di equilibrismo in cui una fra- zione di secondo può infran- gere l'illusione della perfor- mance", spiega. Un aspetto fondamentale del lavoro di Fabrizio a San Francisco riguarda la salva- guardia della lingua italiana. In un teatro internazionale, la dizione è il fondamento del canto stesso. L'italiano è u n a l i n g u a n a t u r a l m e n t e a d a t t a a l c a n t o p e r c h é l e vocali hanno una definizione precisa e sono costantemen- te supportate. "La transizio- ne fluida tra le note è l'ani- ma della scuola italiana. Per un cantante americano, la sfida è portare il suono "in a v a n t i " , e v i t a n d o i s u o n i "schwa" neutri e i dittonghi tipici dell'inglese che posso- no confondere la linea voca- le". L'attenzione della scorsa s t a g i o n e s u o p e r e c o m e R i g o l e t t o e v i d e n z i a i l profondo apprezzamento di Fabrizio per Giuseppe Verdi. Crede che Verdi avesse un eccezionale senso del teatro e del tempo, una qualità che sarà celebrata nuovamente nell'opera inaugurale della s t a g i o n e 2 0 2 6 - 2 7 , S i m o n B o c c a n e g r a . P e r C o r o n a , Verdi è come Shakespeare. "Sapeva esattamente come m a n t e n e r e l a t e n s i o n e drammatica senza un solo momento sprecato", ci dice. Oltre a Verdi, è particolar- mente stimolato dalle sfide w a g n e r i a n e . D e s c r i v e l a musica del Parsifal e dell'A- nello come sublime, sottoli- neando come Wagner usi il coro per creare tessiture e "colori" com- p l e t a m e n t e n u o v i , c h e s i discostano significativamen- te dall'attenzione melodica dei maestri italiani. La por- t a t a d i q u e s t e o p e r e , c h e spesso durano dalle quattro alle cinque ore, richiede un l i v e l l o d i c o n c e n t r a z i o n e raro persino nel mondo d'é- lite dell'opera. Avendo vissuto in Califor- nia per quasi quindici anni, Fabrizio ha riflettuto profon- damente sulle differenze tra il sistema lavorativo italiano e q u e l l o a m e r i c a n o . P u r rimanendo profondamente legato alle sue radici e alla sua residenza a Trieste, pro- fessionalmente trova l'am- biente americano incredibil- m e n t e s a n o . L a f o r z a s t a nella pianificazione; il siste- ma funziona per evitare l'im- previsto o per avere sempre un piano di riserva. "In Italia - osserva - c'è spesso una cultura dell'emergenza, dove le cose si risolvono all'ultimo minuto attraverso il talento e l'improvvisazione. A San Francisco, il talento è sup- portato da una macchina che pianifica con anni di antici- po". Questo rigore ha cam- biato la sua mentalità, por- tandolo ad abbandonare il "modo italiano dell'attesa", dove ci si orienta a vista. Anche il pubblico di San F r a n c i s c o g i o c a u n r u o l o f o n d a m e n t a l e i n q u e s t o scambio culturale. Fabrizio li descrive come un pubblico " f r e s c o " e " s p o n t a n e o " , meno vincolato dalle aspet- tative formali, a volte rigide, t i p i c h e d e i t e a t r i d ' o p e r a europei. Quando apprezzano uno spettacolo, lo dimostra- no con un entusiasmo aper- t o c h e s i e s t e n d e f i n o a l backstage. Questo calore è essenziale, soprattutto per u n m a e s t r o d e l c o r o c h e raramente vede i volti delle persone per cui si esibisce. Al termine della conversa- zione, Fabrizio riflette sulla fortuna della sua carriera. Da una sostituzione dell'ulti- mo minuto a Torre del Lago alle vette della San Francisco O p e r a , i l s u o p e r c o r s o è stato un continuo crescendo e adattarsi. Il Maestro Invisibile: Fabrizio Corona e l'anima ital- iana della San Francisco Opera Una scena dal Rigoletto 2025 (Photo: Cory Weaver/San Francisco Opera) 27 GIOVEDÌ 19 FEBBRAIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | LA COMUNITÀ DI SAN FRANCISCO
