L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-5-2026

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13 GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | N ell'entroterra, a c i r c a d o d i c i m i g l i a d a l l a città portuale di P i o m b i n o , nell'angolo meridionale della Toscana, troviamo il borgo di Suvereto, splendidamente circondato da vigneti, uliveti e basse colline boscose. Il Mar Tirreno è raggiungibile in breve tempo, ma l'atmosfe- ra qui è lontana dal traffico costiero e dai terminal dei traghetti. Avvicinandosi al borgo, si vedono mura e torri in pietra che si ergono sulla campagna, il tipo di vista che parla immediatamente di un luogo segnato da secoli di storia. Suvereto è piccola, ma porta con sé il carattere tipico di molti borghi collinari toscani, in parte insedia- mento medievale, in parte comunità agricola e in parte meta di viaggiatori in cerca di una vacanza più lenta. Il suo nome deriva diretta- mente dal paesaggio circo- stante, se è vero che Suvereto deriva dalla parola italiana sughera, che significa "quer- cia da sughero", un albero che cresce ampiamente in questa parte della Toscana. Il termine latino suber si riferi- s c e a l l o s t e s s o a l b e r o , e i primi abitanti probabilmente usavano il termine semplice- m e n t e p e r d e s c r i v e r e u n luogo noto per le sue foreste di sughero. Ancora oggi, le querce da sughero sono spar- se nella campagna intorno al borgo, quasi a ricordare come l'ambiente abbia plasmato l'i- dentità locale per secoli. L e o r i g i n i d i S u v e r e t o affondano le radici nell'Alto Medioevo, quando il territo- rio faceva parte di una rete di insediamenti legati all'agri- coltura, all'attività mineraria e a l l e r o t t e c o m m e r c i a l i lungo la costa toscana. Nel XIII secolo, il borgo crebbe di importanza e si legò alla potente repubblica marinara di Pisa, che controllava gran parte del territorio circostan- te. Mura difensive e torri furono costruite per proteg- gere l'insediamento e la pian- ta del borgo assunse gradual- m e n t e l a f o r m a c h e i visitatori possono ancora visitare e riconoscere oggi. La s t r u t t u r a è s e m p l i c e , c o n strette vie che si snodano in salita, piccole piazze che si aprono tra edifici in pietra e i resti delle antiche mura che segnano il confine del centro storico. N e l p u n t o p i ù a l t o d e l b o r g o s i e r g e l a R o c c a Aldobrandesca, una for- tezza che risale al XII secolo. Un tempo fungeva sia da roc- caforte difensiva sia da sim- bolo delle nobili famiglie che governavano la zona. Osser- vando i dintorni dalle mura, la vista spazia sulla campa- gna fino alla costa, offrendo un'idea di quanto strategica dovesse essere la posizione secoli fa. Non lontano dalla Rocca si trova il Palazzo Comunale di Suvereto, costruito nel XIII secolo e ancora oggi uti- lizzato. Un altro importante punto di riferimento è la Chiesa di S a n G i u s t o , d e d i c a t a a l santo patrono del paese; la chiesa ha origini romaniche e, sebbene il suo aspetto sia cambiato nel tempo, conser- va ancora la solidità tipica delle chiese costruite in quel periodo. Suvereto è anche stretta- mente legata al paesaggio agricolo che la circonda; le dolci colline di questa parte della Maremma sono parti- colarmente adatte alla colti- vazione di vigneti e uliveti, e i produttori locali hanno otte- nuto riconoscimenti sia per il vino che per l'olio d'oliva. Il paese si trova in una zona nota per i suoi vini rossi a base di Sangiovese e altri vitigni tradizionali toscani. In autunno, quando i vigneti iniziano a cambiare colore e si avvicina la raccolta delle olive, la campagna intorno a Suvereto diventa particolar- mente suggestiva. Le tradizioni locali riman- gono una parte importante della vita del paese e uno degli eventi più importanti è il Palio di Santa Croce, una festa storica che si tiene ogni primavera. Durante la celebrazione, i diversi quar- tieri del paese si sfidano in giochi ispirati alle tradizioni medievali, tra cui gare di tiro con l'arco e altre sfide. Gli abitanti indossano costumi storici e le strade si riempio- no di musica, cibo e visitato- ri. Come molte feste toscane, fonde la memoria storica con un forte senso di comunità. I l c i b o , n a t u r a l m e n t e , gioca un ruolo centrale: la cucina di questa parte della Toscana riflette le tradizioni rurali della Maremma, con piatti a base di olio d'oliva, verdure locali e carni cotte a fuoco lento. Cinghiale, pasta fatta a mano e sostanziosi stufati sono piatti comuni, spesso serviti con vini pro- dotti nelle colline vicine. O g n i a n n o , i l V e n e r d ì Santo, la città s i c i l i a n a d i T r a p a n i diventa il palcoscenico di una delle processioni reli- giose più lunghe e suggesti- ve d'Italia: la Processione dei Misteri. L'evento inizia nel primo pomeriggio e pro- s e g u e p e r t u t t a l a n o t t e , durando quasi ventiquattro ore, mentre le statue sfilano l e n t a m e n t e p e r l e v i e d e l centro storico. Per residenti e visitatori, rappresenta uno dei momenti più importanti della Settimana Santa nella Sicilia occidentale. La processione ha radici storiche profonde, che risale agli inizi del XVII secolo, quando la dominazione spa- gnola influenzò molti aspetti della vita religiosa siciliana. Intorno al 1612, artigiani locali e confraternite religio- se iniziarono a organizzare una processione incentrata su gruppi scultorei rappre- sentanti scene della Passio- ne di Cristo. Queste statue, note come Misteri, furono realizzate principalmente in legno, tela e colla dallo scul- tore Andrea Tipa e dalla sua bottega. Nel corso del t e m p o , l a c o l l e z i o n e s i è ampliata fino a comprende- re venti elaborati gruppi, ognuno dei quali raffigura u n m o m e n t o d e l l a s t o r i a della sofferenza di Cristo, dall'Ultima Cena alla Depo- sizione. Ogni gruppo è tradizio- n a l m e n t e a f f i d a t o a u n a diversa corporazione o associazione professio- nale della città, a testimo- nianza del forte legame sto- rico tra la processione e la comunità operaia trapanese. Pescatori, fornai, falegnami e altri mestieri si sono da tempo assunti la responsabi- lità della manutenzione e del trasporto di specifiche sta- tue. Durante la processione, i gruppi vengono sollevati sulle spalle da squadre di portatori e condotti per le strade con un caratteristico m o v i m e n t o o n d e g g i a n t e , n o t o l o c a l m e n t e c o m e "annacata". Il ritmo lento della marcia, accompagnato da musiche in stile funebre suonate dalle bande musica- li, conferisce alla processio- ne la sua solenne atmosfera. Oggi, l'evento rimane una delle espressioni più signifi- cative dell'identità religiosa e culturale di Trapani. Pur a f f o n d a n d o l e s u e r a d i c i nella devozione cattolica, la processione riflette anche secoli di tradizione locale, artigianato e vita comunita- r i a . P e r u n i n t e r o g i o r n o ogni primavera, la città ral- lenta mentre storia, fede e memoria si fondono per le sue strade. La Processione dei Misteri, sentita tradizione trapanese, continua per le strade della città per quasi 24 ore (Photo: Emily Wilson/Dreamstime.com) Suvereto: storia, vino e vita di paese V e n e r d ì S a n t o a T r a p a n i : l a Processione dei Misteri La piazza principale della bella Suvereto, ricca di storia e tradizione (Photo: Roberto Nencini/Dreamstime.com) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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