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ci. Il "Poverello di Assisi" fu rivoluzionario anche in que- sto: ammoniva 8 secoli fa a v i v e r e i n a r m o n i a c o n i l creato, in una versione ante litteram del moderno con- cetto di One Health. Non si tratta di imporre una fede citando il suo pensiero. La sua "visione" promuove un modo di vivere fondato su scelte concrete ma alternati- ve: ridurre le disuguaglian- ze, proteggere l'ambiente, favorire il dialogo. La sua idea che tutti siamo "fratelli" richiama una responsabilità condivisa verso l'umanità e il pianeta. È un messaggio c h e p a r l a a l l e c o s c i e n z e , i n d i p e n d e n t e m e n t e d a l l e appartenenze religiose, pro- p o n e n d o u n a r i v o l u z i o n e s i l e n z i o s a d e i c o m p o r t a - menti. Lettera dell'editore NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C on San France- s c o , l a n o s t r a copertina vuole essere un appel- lo alla pace. Una pace che serve sempre ma c h e è u r g e n t e i n q u e s t o momento drammatico in cui ogni giorno sembra aprirsi un nuovo fronte di guerra. A quella che Papa Francesco chiamava la "terza guerra mondiale a pezzi" vorremmo contrapporre un approccio di speranza e un'etica laica. I valori di rispetto, giustizia, sobrietà, attenzione ai più deboli, dignità di ogni perso- na e cura del creato di cui il "Poverello di Assisi" si fece promotore nel XIII secolo, scavalcano i confini religiosi e "intaccano" il nostro vivere collettivo. Una pace che non è solo un invito a deporre le armi ma è una disciplina che chie- de di usare strumenti diver- si, di usare parole nuove e comportamenti altri rispetto a quelli mainstream. France- sco non offriva "soluzioni" perché si approcciava ai pro- b l e m i c o n q u e l l o c h e potremmo considerare un pensiero laterale, alternati- vo: aveva una visione che cambiava le regole comuni. Andò controcorrente come il s u o g e s t o p i ù e c l a t a n t e dimostra: quel suo spogliarsi di tutto, famiglia, averi, pia- c e r i , è u n a m e t a f o r a n o n solo spirituale, è un cambio di registro. Così come il suo "Pace e bene", con cui anco- ra oggi salutano i confratelli dell'Ordine che fondò nel 1209, sintetizza l'ideale di vita di San Francesco: è un augurio di pace interiore ed e s t e r i o r e , u n i m p e g n o a compiere il bene che è stru- mento di riconciliazione e conversione, associato alla fratellanza e al bene comu- ne. Quello di San Francesco fu (e continua a essere) un gesto rivoluzionario perché non cercava potere, ricchez- za, superbia, riconoscibilità e fama. Ma un bene che era, e d è , p r o f o n d a m e n t e p i ù importante. F r a n c e s c o v i s s e i n u n tempo di violenze e crociate, eppure scelse di rispondere non con le armi ma con l'in- contro. Celebre è il suo dia- logo con il sultano durante la quinta crociata: un gesto che dimostra come la pace non sia passività, ma corag- gio di riconoscere nell'altro u n e s s e r e u m a n o p r i m a ancora che un nemico. Qui il senso della "pace francesca- na" che invita a superare l'i- dea dello scontro inevitabile e a costruire relazioni basate sulla comprensione. Tornando ai nostri giorni, la cronaca ci ricorda che a 800 anni dalla morte, nel- l'anno dei grandi festeggia- menti in onore del patrono d'Italia, le sue spoglie torna- n o v i s i b i l i . U n s e g n o d i u m i l t à i n t e m p i d i f f i c i l i . "Come un chicco di grano caduto nella terra, il corpo di Francesco d'Assisi è divenu- to seme fecondo capace di germogliare e portare frutto nel tempo". Oggi, dicono i frati, "ogni gesto di apertura, o g n i s c e l t a d i p a c e , o g n i abbraccio di fraternità reca traccia di quel seme che non è rimasto solo, ma ha dato v i t a a u n a s t o r i a n u o v a " . Questo il messaggio dell'o- stensione: seminare. Se in una sola settimana di esposizione dei suoi resti mortali oltre 100mila fedeli s o n o a c c o r s i n e l l a c h i e s a inferiore di Assisi per un momento di raccoglimento qualcosa vorrà dire. C'è un desiderio profondo di spiri- tualità e comunione certa- mente ma anche, come ha d e t t o f r a G i u l i o C e s a r e o , direttore dell'Ufficio comu- nicazione del Sacro Conven- to, "l'esperienza della vene- razione ci ha confermato che l e p e r s o n e a m a n o e s o n o desiderose di vivere frater- nità e accoglienza reciproca. San Francesco risveglia in noi il rispetto per l'altro", m a – h a a g g i u n t o – " g l i eventi internazionali degli ultimi giorni sembrano con- t r a d d i r e t u t t o q u e s t o . D i fronte alle spoglie mortali di Francesco, fratello universa- le, riconosciuto uomo di Dio d a O r i e n t e a O c c i d e n t e , invitiamo coloro che hanno responsabilità di governo delle nazioni ad ascoltare gli a p p e l l i d i L e o n e X I V e i desideri dei popoli: abban- donate la via della violenza per abbracciare quella della diplomazia, del dialogo e della pace". In un mondo segnato da guerre e divisioni, l'invito al dialogo di San Francesco è una riflessione di metodo: la pace non è solo l'assenza di guerra, è un modo di vivere che promuove la compren- sione, il rispetto, la coopera- zione tra individui e comu- nità. Allo stesso modo è un invito a ritrovare un equili- brio con l'ambiente che ci c i r c o n d a e c h e a b b i a m o perso da tempo, anche se neghiamo l'evidenza. Eppu- r e , t r a t e m p e s t e d i n e v e newyorkesi in un inverno ormai agli sgoccioli e uraga- ni che devastano il piccolo Mediterraneo, dovremmo renderci conto che stiamo già vivendo gli effetti dei grandi cambiamenti climati- Il coraggioso appello per la pace di San Francesco, patrono d'Italia
