L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-5-2026

Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel

Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1543786

Contents of this Issue

Navigation

Page 28 of 35

29 GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | N el gennaio del 1920, gli Stati Uniti entraro- no nel Proibi- zionismo. A l l ' e p o c a , i g i o r n a l i l o p r e s e n t a v a n o c o m e u n a netta rottura con il passato, u n a r i f o r m a c h e a v r e b b e chiuso i saloon e cambiato le abitudini quotidiane. In m o l t e c a s e i t a l i a n e i n California, tuttavia, il cam- biamento più evidente non fu ciò che scomparve dalla tavola, ma ciò che... entrò in casa. Per capire come e per- ché gli eventi si svolsero in quel modo, dobbiamo spie- gare che il vino, in quelle f a m i g l i e i t a l o a m e r i c a n e , n o n e r a u n a b e v a n d a d a bar; piuttosto, faceva parte dei pasti, spesso diluito con acqua, servito in piccoli bic- c h i e r i e c o n s i d e r a t o u n a c c o m p a g n a m e n t o . C o s ì , q u a n d o l a v e n d i t a l e g a l e cessò, le famiglie modifica- rono le loro abitudini per assicurarsi di non infrange- r e l a l e g g e n é d i d o v e r rinunciare al loro bicchiere di vino a pranzo. Un saggio di storia pub- b l i c a d e l l ' U n i v e r s i t à d i Amsterdam evidenzia quan- to questa continuità fosse in r e a l t à o r d i n a r i a , p o i c h é molti immigrati proveniva- no da regioni in cui l'uva veniva coltivata e lavorata localmente, a volte su picco- la scala, e portavano con sé c o n o s c e n z e p r a t i c h e . I n altre parole, non avevano bisogno di una cantina com- merciale per produrre un semplice vino da tavola. Ciò che contava davvero, d'altra parte, era l'accesso all'uva e a un angolo di spazio – un garage, un capanno in giar- dino, una cantina – dove la fermentazione potesse avve- nire senza essere disturbata. Il risultato era raramente un vino pregiato e raramen- te destinato alla vendita; rientrava nello stesso ciclo stagionale della conserva- zione delle verdure o della passata di pomodoro a fine estate. L'importanza di questa abitudine diventa più chiara nel libro di Simone Cinot- to "Soft Soil, Black Gra- pes", che ricostruisce come gli immigrati italiani abbia- no contribuito a plasmare il mondo del vino californiano attraverso il lavoro familia- re e la cooperazione. L'auto- re dimostra che la viticoltu- ra si è sviluppata non solo a t t r a v e r s o i m p r e n d i t o r i famosi, ma anche attraverso viticoltori, parenti e vicini che condividevano attrezza- t u r e e d e s p e r i e n z e : n e l l e nostre prime comunità, le c o m p e t e n z e e n o l o g i c h e erano collettive e trasmissi- bili. Quando il Proibizioni- smo interruppe la produzio- n e c o m m e r c i a l e , q u e l l a struttura non scomparve, ma semplicemente si spostò all'interno, con famiglie che non avrebbero mai aperto un'attività commerciale ma che mantenevano comun- que la capacità di produrre una modesta quantità per uso domestico. Il quadro giuridico stesso in qualche modo lo permise attraverso una significativa s c a p p a t o i a : i l X V I I I Emendamento vietava la produzione e la vendita per fini commerciali, eppure la legge di applicazione – il Volstead Act – funzionava diversamente nella pratica. Agli americani era ancora consentito produrre bevan- de fermentate in casa entro limiti comunemente rias- sunti in un massimo di 200 galloni all'anno per nucleo familiare. L'uso religioso rimase legale, consentendo a l l e c h i e s e d i a c q u i s t a r e vino sacramentale. I legisla- tori, in sostanza, stavano cercando di eliminare un m e r c a t o c o m m e r c i a l e d i alcolici, non necessariamen- te le abitudini domestiche di milioni di famiglie. Per le famiglie di immigrati abi- tuate a considerare il vino una parte di un pasto, que- sta distinzione era essenzia- le perché capivano che ciò che stavano facendo appar- teneva a una sfera domesti- ca tollerata ed era, quindi, accettabile per legge. Una filiera vitivinicola nazionale italo-americana si sviluppò rapidamente: inve- ce di spedire vino in botti- glia in tutto il Paese, i viti- coltori spedivano l'uva e le linee ferroviarie trasporta- v a n o c a s s e i m b a l l a t e d a i vigneti californiani alle città con una numerosa popola- zione di immigrati. Le eti- chette sulle scatole pubbli- cizzavano il contenuto con n o m i i t a l i a n i , s c e n e d i vigneti o passatempi fami- liari come le bocce, come si può vedere allo Smithso- nian, dove sono conservate alcune casse sopravvissute. Le aziende di confeziona- mento in aree come Lodi addirittura ampliarono la superficie coltivata perché la domanda di uva da vino f a t t a i n c a s a a u m e n t ò durante gli anni '20. Seguendo lo stesso sche- ma, i nostri antenati crearo- n o u n o d e i p r o d o t t i p i ù c u r i o s i d e l d e c e n n i o : i "mattoni di vino" di uva concentrata. Venivano ven- duti come concentrato di f r u t t a e p o t e v a n o e s s e r e acquistati per corrisponden- za o nei negozi di alimentari d i q u a r t i e r e , c o m e d o c u - mentano i musei locali e i progetti di storia regionale in California. Erano accom- pagnati da avvertenze accu- r a t a m e n t e s t a m p a t e c h e consigliavano agli acquiren- ti di "non sciogliere il blocco in acqua e di lasciarlo in un luogo caldo per diverse set- t i m a n e , p o i c h é p o t r e b b e verificarsi la fermentazione" – che era esattamente ciò che era necessario fare per produrre vino. Ma il prodot- to era "legalmente" pulito, perché non veniva venduto per produrre alcolici. Allo stesso tempo, alcune aziende vinicole fondate da italiani sopravvissero attraverso canali del tutto legali. Il vino sacramentale per le parrocchie cattoliche rimase consentito e i pro- duttori si riorganizzarono in b a s e a t a l e d o m a n d a . L a San Antonio Winery di Los Angeles è un esempio ben noto: continuò a opera- r e p e r t u t t i g l i a n n i ' 2 0 rifornendo le chiese e pro- ducendo succo d'uva e toni- ci. I resoconti dell'epoca e le successive mostre museali confermano che la domanda r e l i g i o s a e r a a b b a s t a n z a consistente da mantenere aperte le strutture e i lavo- ratori impiegati, e quando il Proibizionismo finì, queste aziende non dovettero rico- minciare da capo, ma sem- plicemente riorganizzare il lavoro come prima. C o n l ' a b r o g a z i o n e d e l divieto nel 1933, i ristoranti tornarono a servire alcolici all'aperto e le cantine com- merciali ripresero la norma- le produzione; il consumo di vino nella tradizione dome- stica, tuttavia, cambiò ben poco. Alcune famiglie conti- nuarono ad acquistare uva ogni autunno e a produrne p i c c o l e q u a n t i t à p e r u s o interno fino agli anni del dopoguerra inoltrato. Altre si dedicarono alla vinifica- zione professionale, attin- gendo alle conoscenze accu- mulate in un periodo in cui la formazione formale era pressoché assente. C i n o t t o s u g g e r i s c e c h e q u e s t o t r a s f e r i m e n t o d i competenze pratiche dalle cucine e dai cortili all'indu- s t r i a m o d e r n a a b b i a p l a - s m a t o l a v i t i c o l t u r a c a l i f o r n i a n a i n m o d o duraturo. Le celebri regioni vinicole che si svilupparono i n s e g u i t o n o n n a c q u e r o solo da investitori e tecnolo- gia, ma anche da abitudini preservate quando vendere vino era illegale, ma produr- lo in casa era accettato. Se guardiamo la cosa da questa prospettiva, il Proi- bizionismo non cancellò la cultura del vino tra gli ita- loamericani; ne modificò solo leggermente la struttu- ra. Invece di taverne e nego- zi, l'attività si spostò nelle case, nelle chiese e nelle reti agricole. L'uva viaggiava su rotaia anziché in bottiglia su camion, le etichette pubbli- cizzavano la frutta anziché le annate, e piccole presse c o m p a r i v a n o a c c a n t o a lavatoi e capanni da giardi- no. Il divieto rimase in vigo- re, ma la pratica quotidiana si adeguò di conseguenza, spesso grazie alle tradizioni e alla routine familiare. La cena, alla fine, prevedeva ancora una bevanda, e per molte famiglie italoamerica- ne, quella bevanda rimase il vino. Gli anni del barile casalingo: la California italiana sotto il Proibizionismo I "grape brick" erano un modo per ottenere quel che serviva per produrre vino in casa, senza infrangere la legge (Image created with DALL-E 2) LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA

Articles in this issue

Links on this page

Archives of this issue

view archives of L'Italo-Americano - italoamericano-digital-3-5-2026