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S e trascorrete un po' di tempo cam- m i n a n d o s e n z a fretta in una città – o in campagna! – in Italia, prima o poi il v o s t r o s g u a r d o p o t r e b b e cogliere qualcosa di partico- lare sui muri o lungo la stra- d a . P o t r e b b e e s s e r e u n a Madonna dipinta dietro una vetrata, una piccola statua in una nicchia, un'immagine incorniciata con una candela che tremola sotto, o un picco- lo pilastro affrescato con un piccolo tetto e dei fiori sotto. Tendono ad apparire in luo- ghi dove le persone rallenta- n o n a t u r a l m e n t e , c o m e a l l ' a n g o l o d i u n a s t r a d a , sopra un portone, vicino a una fontana o lungo una stra- da di campagna dove due sentieri si incrociano e, se siete del posto, è probabile c h e o r m a i n o n l e n o t i a t e quasi più. Eppure, una volta che ini- ziate a cercarle, sembrano essere ovunque. Qui in Italia, chiamiamo questi modesti altarini edicole votive e ci piace pensarle come qualcosa a metà tra devozione, memo- ria e vita quotidiana. Ora, non pensate a nulla di gran- dioso, poiché un'edicola voti- va raramente è altro che una nicchia poco profonda incor- niciata in pietra, mattoni o i n t o n a c o , c h e p r o t e g g e un'immagine della Vergine M a r i a , d i C r i s t o o d i u n santo. Per quanto semplice possa essere, l'idea in sé risale a molto tempo fa, se si pensa che, nell'architettura romana, una struttura simile esisteva già: si chiamava aedicula, let- teralmente "piccolo tempio", e veniva utilizzata per espor- re statue di divinità o perso- naggi importanti all'interno di una cornice protettiva. Q u a n d o i l C r i s t i a n e s i m o rimodellò gradualmente il panorama religioso dell'Ita- lia, quelle piccole strutture architettoniche non scompar- vero, ma furono semplice- mente riadattate, come spes- so accadeva, in quei secoli, con edifici, tradizioni e cele- brazioni pagane. I cristiani cambiarono semplicemente le figure collocate all'interno delle nicchie: al posto delle divinità romane, lo spazio ini- ziò a ospitare immagini di devozione cristiana. Poiché questi santuari non f u r o n o m a i c o n f i n a t i a l l e chiese, divennero rapidamen- te parte della routine quoti- diana. Non era insolito, ad esempio, che un contadino che camminava verso i campi si fermasse un attimo davanti a una piccola immagine lungo la strada e recitasse una pre- ghiera, o che un viaggiatore che entrava in città alzasse lo s g u a r d o v e r s o u n ' e d i c o l a posta vicino alla porta. In alcuni casi, l'origine delle edi- cole era personale: potevano essere fondate da una fami- glia in segno di gratitudine p e r l a g u a r i g i o n e d a u n a malattia, il ritorno sano e salvo da un viaggio o l'adem- pimento di un voto. A volte, ancora, apparivano agli incro- ci o vicino a pozzi e fontane, l u o g h i d o v e l e p e r s o n e s i radunavano naturalmente o esitavano prima di proseguire il cammino. In tutti i casi, nel tempo, queste piccole e sem- plici edicole si accumularono fino a diventare esse stesse parte della geografia di un vil- laggio o di una strada. Se si viaggia attraverso l'I- talia, è facile notare che la tradizione ha assunto molte forme locali, con ogni regione che ha il proprio nome e stile per queste piccole strutture. I n V e n e t o , s o n o c h i a m a t i capitelli e sono spesso sem- plici edicole lungo la strada che ospitano santi dipinti. In Lombardia si preferisce il termine "santella", mentre in Piemonte il termine "pilo- n e v o t i v o " s i r i f e r i s c e a strutture simili a pilastri che si ergono lungo i sentieri di c a m p a g n a . I n T o s c a n a s i incontrano tabernacoli o marginette, molti decorati c o n a f f r e s c h i . L ' E m i l i a - Romagna ha le sue "mae- stà", mentre in Sicilia e in altre parti dell'Italia meridio- nale si parla di "coni voti- vi". Il vocabolario può cam- biare, ma la fede che vi sta dietro – e talvolta le caratte- ristiche fisiche delle edicole – rimangono le stesse. A n c h e l e c i t t à h a n n o assorbito questa usanza, con Roma forse come esempio più famoso; se vi prendete il tempo di esplorare i quartieri più antichi della Città Eterna, noterete qua e là immagini della Vergine, poste in alto sugli angoli degli edifici, a sorvegliare gli incroci sotto- stanti. La gente del posto le chiama "madonnelle", e molte risalgono al XVII e X V I I I s e c o l o , q u a n d o l a devozione alla Madonna era particolarmente viva. È inte- ressante notare che, a quei tempi, le edicole votive a volte svolgevano anche una funzione pratica: di solito, sotto di esse venivano instal- late lampade in modo che l'immagine sacra illuminasse l'angolo circostante di notte, creando un piccolo cerchio di luce nelle strade altrimenti buie. Centinaia di queste edi- cole esistono ancora oggi, tanto che storici e autorità comunali ne hanno cataloga- te e restaurate molte come elementi del patrimonio storico di Roma. Spostandosi più a sud, le cose iniziano a cambiare un po'; a Napoli, ad esempio, l'edicola votiva non viene mai percepita come una reliquia del passato, o qualcosa da preservare esclusivamente dal punto di vista artistico. Qui, le edicole sono ancora parte integrante della strada, alcune più elaborate, con teche di vetro, luci intense e s t a t u e d i s p o s t e c o n c u r a , altre più semplici, piene di candele, fotografie o piccole offerte lasciate dai vicini. Qualcuno del quartiere di solito se ne prende cura e pulisce le vetrate, sostituisce i fiori e accende una candela nei giorni di festa. In que- st'ottica, l'edicola si trasfor- m a i n u n v e r o e p r o p r i o punto di contatto non solo per la fede locale, ma anche per il quartiere. È facile pensare a questi s a n t u a r i c o m e a s i m b o l i puramente religiosi, eppure i l l o r o s i g n i f i c a t o s p e s s o abbraccia più della semplice fede. Molti contengono pic- cole opere d'arte create da pittori o artigiani locali i cui nomi sono raramente men- z i o n a t i ; a l c u n i a f f r e s c h i mostrano una notevole abi- lità, altri sono di una sempli- cità affascinante. In entram- b i i c a s i , l a d i m e n s i o n e artistica nasce dallo stesso impulso che ha prodotto il santuario stesso: qualcuno voleva lasciare un segno di gratitudine o protezione, e l'immagine è diventata il mezzo attraverso cui espri- mere quel sentimento. A pensarci bene, queste piccole strutture quasi pro- saiche rivelano un lato inte- r e s s a n t e , s e p p u r u n p o ' nascosto, della vita culturale italiana: tendiamo ad asso- ciare il Paese alle sue catte- drali e ai suoi musei, a capo- lavori che attirano visitatori da ogni angolo del mondo, eppure la devozione ha tro- vato espressione anche in queste creazioni sorprenden- temente umili. Apparivano agli angoli delle strade, lungo i sentieri tra i villaggi e sui muri delle case comuni, in luoghi dove la fede non era mai separata dalla vita quoti- diana. Forse è per questo che le edicole votive non sembrano fuori luogo, nemmeno oggi. A l c u n e s o n o c u r a t e c o n attenzione, altre segnate dal tempo, i cui colori sbiadisco- no sotto il sole e la pioggia, e p p u r e a n c h e q u e l l e c h e sembrano dimenticate conti- nuano ad attirare la nostra attenzione. A volte, accanto a loro, può esserci una candela accesa, o un piccolo mazzo di fiori sotto, un gentile prome- moria per noi passanti che questi spazi hanno ancora un p r o f o n d o s i g n i f i c a t o p e r qualcuno. Piccoli altarini, lunghe tradizioni: edicole votive in tutta Italia 17 GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Un'edicola votiva dedicata alla Vergine Maria in un vicolo di Bari Vecchia, esempio della tradizione italiana di portare immagini sacre negli spazi quotidi- ani delle città (Photo: Onlyfabrizio/Dreamstime.com)
