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GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ N on metto cenni b i o g r a f i c i i n ogni articolo, ma con Fran- cesco d'Assi- si sarebbe disonesto fingere che non ci sia un filo condut- tore. Sono stata battezzata il 4 o t t o b r e , g i o r n o d e l l a s u a festa, e la devozione di mia nonna lo ha messo al centro dei miei primi pensieri su cosa potesse essere la bontà. Col tempo, ho imparato a vedere con quanta facilità Francesco si trasformi in un santo inoffensivo, in un santo che si può ammirare senza cambiare nulla. Ma in questo mese, in cui invita le persone a stare davanti a ciò che resta di lui, Assisi richiama l'atten- zione sulla parte di Francesco meno noto: la fatica quoti- diana, il rifiuto, il lungo lavoro per non diventare ciò a cui ci si opponeva. Ottocento anni sono un lungo periodo per conti- nuare a essere incompre- si. Per molte persone, France- sco d'Assisi è ancora il santo sfocato delle vaschette per gli uccelli e delle statue da giar- dino: il tipo di figura che si può ammirare senza esserne disturbati. Eppure, più ci si avvicina al Francesco storico, più ci si rende conto che ciò che chiamiamo "pace" nella sua vita non era uno stato d'animo e certamente non uno slogan. Era una disci- plina: scelta, esercitata e a v o l t e c o s t o s a . A v e v a u n c o r p o . E q u e l c o r p o , n e l 2 0 2 6 , è a l c e n t r o d i u n momento insolito ad Assisi. Il 21 febbraio, i frati del S a c r o C o n v e n t o hanno annunciato quella che hanno d e s c r i t t o c o m e l a p r i m a venerazione pubblica e pro- lungata delle spoglie mor- t a l i d i S a n F r a n c e s c o , nella cripta della Basilica Papale, nell'ottavo centena- rio della sua morte (1226- 2026). La venerazione prose- guirà fino al 22 marzo, con accesso gratuito ma previa registrazione, e non saranno consentite fotografie all'in- terno. Oltre alle reliquie, il programma di questo mese include una veglia civica il 12 marzo, incontri per i giovani il 14 e 15 marzo incentrati su "Sorella Morte", un convegno alla Domus Pacis dal 20 al 22 marzo e una celebrazione conclusiva il 22 marzo presie- duta dal cardinale Matteo Maria Zuppi. Ad alcuni, potrebbe sem- brare tutto troppo procedura- le, quasi amministrativo, per qualcosa dal così immenso impatto spirituale. Ma forse è meglio così, perché France- sco non è mai stato una mera idea sospesa sopra la vita; non è mai stato solo spirito. Francesco era umano; era un uomo. Era un corpo e una mente che prendevano deci- sioni – a volte piuttosto bru- sche – e ne accettavano le conseguenze. Ecco perché stare di fronte a ciò che resta di lui in questo mondo non consente un'ammirazione superficiale e foto fugaci, per- ché riporta la sua storia alla sua dimensione. I f r a t i h a n n o s c e l t o d i incorniciare l'anniversario con un passo del Vangelo di Giovanni: l'immagine del s e m e c h e c a d e a t e r r a e muore affinché possa portare frutto. È un'immagine auste- ra, certo, ma che Francesco avrebbe capito d'istinto per la sua concretezza: un seme non si "esprime". Scom- pare. Al suo posto cresce qualcos'altro. Francesco – Franciscus – prese quell'idea molto sul serio. Smantellò la sua vita. Ciò che lo rendeva sicuro scom- parve subito, poi abbandonò ciò che lo rendeva rispettabi- le. E infine, ciò che lo rende- va potente. Non sostituì quel- le strutture con altre migliori, continuò semplicemente a camminare senza di esse. Ed è proprio allora che nacque la sua "pace": non come temperamento, non come dolcezza, ma come sot- trazione, perché qualcosa rimase una volta che smise di difendersi a ogni piè sospin- to. Sarebbe allettante chia- marla gentilezza, ma non lo era, era un rifiuto addestrato. Imparò a non reagire auto- maticamente agli insulti, alle minacce e, forse soprattutto, alla paura. Non rispose all'u- miliazione con l'umiliazione. Non trasformò la paura in aggressività. Non finse che il mondo fosse innocuo, ma si rifiutò di imitarlo. Quel tipo di moderazione è fuori dall'ordinario; richiede vigilanza e una forza quasi sovrumana. Ma ad alcuni, forse, può sembrare debolez- za, soprattutto nei momenti in cui la ritorsione sembra giustificata. È lì, tuttavia, che diventa esigente. Ed è qui che la pace di Francesco ci desta- bilizza, perché chiede compo- stezza proprio nel punto in c u i l a r a b b i a s e m b r a p i ù legittima. A s s i s i , q u e l l ' a n g o l o d i Terra che Francesco chiama- va casa e dove – ci piace pen- sare – alberi, terra e uccelli portano ancora dentro di sé la sua immagine, lo ha sem- pre saputo, anche quando il resto del mondo ha preferito Francesco d'Assisi: il lavoro difficile della pace e il coraggio della semplicità CONTINUA A PAGINA 7 I frati del Sacro Convento di San Francesco, in Assisi, durante l'estumulazione del Santo (Image courtesy of Sala Stampa Sacro Convento di San Francesco)
