L'Italo-Americano

italoamericano-digital-3-5-2026

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GIOVEDÌ 5 MARZO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C la versione da cartolina del santo. L'arte della città ne è un ottimo esempio. Lungi dal limitarsi a "raffigurare" Fran- cesco, l'arte di Assisi lo interpreta, a volte con sor- prendente durezza. Nei gran- di cicli della Basilica, France- sco è scomposto in scene nettamente prive di senti- mentalismo: rinuncia, incon- tro, rischio, rifiuto, consola- zione e morte. Si vede un giovane che non "trova se stesso", ma perde ciò che un tempo lo rendeva leggibile a g l i a l t r i e c o n t i n u a comunque a camminare. E non fraintendete, l'arte visiva è centrale qui, perché la vita di Francesco è una sto- ria di azioni: non ha mai pre- dicato la pace come teoria; l'ha messa in pratica, spesso in modi che mettono a disa- gio anche i lettori più com- prensivi. Ha baciato i lebbro- s i . H a r i n u n c i a t o a l l a protezione di un cognome. H a s c e l t o l a p o v e r t à n o n come un travestimento, ma come una perdita di potere. Si è allontanato dalla logica dell'accumulazione e, con essa, dai sottili permessi che l'accumulazione concede: il diritto di dominare, il diritto di punire, il diritto di decide- re chi debba soffrire. E poi, c'è l'episodio che c o n t i n u a a r i p r e s e n t a r s i , soprattutto ora: Francesco che attraversa le linee di guerra per incontrare il s o v r a n o m u s u l m a n o durante la Quinta Cro- ciata. I dettagli ci giungono attraverso l'agiografia e il contesto: entra, disarmato, in u n o s p a z i o c o s t r u i t o p e r costruire nemici e si rifiuta di comportarsi come tale, in quello che è l'esempio più potente di diplomazia spiri- tuale francescana: capisce che la pace non si ottiene dichiarandosi innocui, ma imparando a non aver biso- gno del far male come stru- mento. Ecco perché è importante che le iniziative di quest'anno ad Assisi siano descritte dagli stessi frati in un linguaggio che includa istituzioni civiche e persone che non necessa- r i a m e n t e c o n d i v i d o n o l a stessa fede. Il comunicato stampa parla di un "momen- to storico" che unisce fedeli, pellegrini e istituzioni "nello spirito di fraternità universa- le", e insiste sul fatto che Francesco rimane "un dono per tutti". Si può prendere questa affermazione come retorica, oppure come un'osservazio- ne sulla fame che questi mesi rivelano. E se i primi dati offerti sul mese di venerazio- ne delle spoglie mortali di Francesco sono attendibili, la seconda opzione è la più con- v i n c e n t e . I l 2 1 f e b b r a i o , primo giorno di venerazione, c i r c a 3 7 0 . 0 0 0 p e r s o n e s i erano già registrate per pre- gare davanti alle reliquie, la maggior parte dall'Italia ma molte dall'estero; circa 400 volontari di decine di asso- ciazioni stanno sostenendo l'iniziativa. E se è vero che i numeri non sono mai la sto- ria, in questo caso, certamen- te la suggeriscono. La gente vuole ancora stare vicina alla d o m a n d a c h e F r a n c e s c o incarna: come resistere senza diventare lo specchio di ciò contro cui vogliamo combat- tere. C'è un altro punto essen- ziale da sottolineare su Fran- cesco, che forse lo rende più rivoluzionario di tutti i rivo- luzionari, e per questo la sua rappresentazione artistica è c o s ì i m p o r t a n t e : n o n h a lasciato un manifesto politi- co, ma un modello di vita che doveva essere tradotto in forme che altri potessero vedere. Le mani aperte, il volto in ascolto, il rifiuto di considerare il potere come elemento centrale della vita. Gli artisti tornano a lui per- ché il problema rimane irri- solto: come si raffigura qual- cuno la cui forza deriva dalla rinuncia? È qui che entra in gioco Christian Bobin, un incredibile scrittore francese contemporaneo; nella sua meditazione lirica su France- sco, spesso nota con il titolo francese Le Très-Bas, Bobin fa qualcosa che gli storici non riescono a fare del tutto e che la scrittura devozionale spes- so rovina: trova un linguag- gio per la "bassezza" di Fran- c e s c o c h e n o n è n é umiliazione né inquadramen- to estetico, ma una deliberata riduzione. Il Francesco di B o b i n n o n è u n s a n t o d i gesso, è un'interruzione; e la sua santità non significa tra- s c e n d e r e l ' u m a n o , m a u n modo di vivere l'umano senza la solita corazza. Ecco perché i lettori non religiosi possono comunque riconoscersi nel libro: Bobin non discute di dottrina, quanto piuttosto rivela cosa succede quando una persona smette di consi- derare il dominio come nor- male. Quando si scrive di Fran- cesco e della pace, si è tentati di concludere con un'eleva- zione, ma non è questo che offre. Offre chiarezza: la pos- sibilità che una vita umana possa essere riorganizzata attorno a qualcosa di diverso dalla paura, e che la gentilez- za non è debolezza quando è scelta, educata e difesa dalla disciplina. Ad Assisi nel 2026, si può entrare nella Basilica e non si può fotografare ciò che si vede. Ci si può registrare, aspettare il proprio turno, sostare di fronte a ciò che resta di lui e poi bisogna andarsene. Niente di questo processo consente di tenere Francesco come oggetto. Al massimo, consente di portare con sé una domanda o una preghiera. E forse questo è il messag- gio più forte di questo anni- versario: non che Francesco appartenga all'Italia, alla Chiesa o al passato, ma che la sua pace si rifiuta ancora di essere una mera decorazione. Rimane ciò che è sempre stata: un insistere sul fatto che la fraternità è reale solo quando diventa pratica, e che la pace non è un sentimento che proviamo, ma una disci- plina che scegliamo di segui- re. NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Francesco imparò a non reagire automaticamente agli insulti, alle minacce e, forse soprattutto, alla paura. Non rispose all'umiliazione con l'umiliazione. Non trasformò la paura in aggressività. Non finse che il mondo fosse innocuo, ma si rifiutò di imitarlo. CONTINUA DA PAGINA 5 "Corpus Sancti Francisci:" la semplicità del latino cela il profondo significato dell'ostensione delle reliquie francescane (Image courtesy of Sala Stampa Sacro Convento di San Francesco) Il Cardinal Ángel Fernández Artime, Legato Pontificio per le basiliche papali di Assisi, durante la traslazione in Basilica (Image courtesy of Sala Stampa Sacro Convento di San Francesco)

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