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15 GIOVEDÌ 19 MARZO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | I n m o l t e t r a d i z i o n i cattoliche, i giorni tra il Giovedì Santo e l a D o m e n i c a d i Pasqua sono segnati da un sorprendente cambia- mento nel panorama sonoro delle chiese. Dopo il canto del Gloria durante la Messa della Cena del Signore il Giovedì Santo, le campane tacciono e il silenzio continua per tutto il Venerdì Santo e il Sabato Santo, a testimonianza del periodo di lutto che comme- mora la Passione e la morte di Cristo. In innumerevoli città italiane, soprattutto in passato, questa improvvisa assenza di campane creava sia una pausa simbolica che un problema pratico: le cam- pane scandivano normal- mente il ritmo della giornata, annunciando i momenti di preghiera, le processioni e le celebrazioni comunitarie. Al l o r o p o s t o c o m p a r v e u n o strumento molto più sempli- ce, il cui suono secco e tintin- nante poteva propagarsi per strade e piazze. Questo stru- mento era la raganella. La raganella non è uno s t r u m e n t o m u s i c a l e n e l senso convenzionale del ter- mine, poiché non produce melodia o armonia, e la sua costruzione è estremamente semplice. Solitamente realiz- zata interamente in legno, è c o m p o s t a d a u n m a n i c o attaccato a u n a p i c c o l a ruota girevole dentata, insieme a una sottile lin- guetta o martelletto di l e g n o . Quando si gira la manovella, la linguetta colpi- sce i denti della ruota in rapi- da successione, creando un suono acuto e sferragliante. Il suono è meccanico e ritmico, simile a quello di un cricchet- to, e può essere sorprenden- temente forte. Proprio per la sua semplicità e solidità, lo s t r u m e n t o e r a i d e a l e p e r l'uso all'aperto, dove il suo caratteristico tintinnio pote- va essere facilmente udito in tutto il quartiere. Strumenti di questo tipo e s i s t o n o i n d i v e r s e p a r t i d'Europa, spesso legati a rituali religiosi o celebrazioni stagionali, ma in Italia la raganella ha sviluppato un l e g a m e p a r t i c o l a r m e n t e stretto con la Settimana Santa, diventando parte di una lunga tradizione legata al temporaneo silenzio delle campane. Quando le campa- ne smettevano di suonare d o p o i l G i o v e d ì S a n t o , l a raganella ne assumeva la funzione pratica, segnalando m o m e n t i c h e a l t r i m e n t i sarebbero stati scanditi dal familiare suono del campani- le. Storicamente, il compito di usare la raganella spettava s p e s s o a i b a m b i n i o a i chierichetti. Nei giorni in cui le campane tacevano, gruppi di giovani partecipan- ti percorrevano le strade por- tando i sonagli di legno, fer- m a n d o s i i n d i v e r s e z o n e della città per annunciare le imminenti funzioni religiose o processioni. In alcuni luo- ghi, il suono era accompa- gnato da brevi annunci vocali che ricordavano agli abitanti gli orari di preghiera o le riu- nioni in chiesa. Q u e s t a p r a t i c a a v e v a anche una forte dimensione educativa e sociale, poiché il coinvolgimento dei bambini nel rituale significava che la tradizione veniva tramandata di generazione in generazio- ne in modo molto diretto. Imparare a usare la raganel- la, quando suonarla e come accompagnare gli eventi reli- giosi della settimana faceva parte di una più ampia espe- r i e n z a d i p a r t e c i p a z i o n e comunitaria. Per molte per- sone cresciute nelle città ita- liane durante il XX secolo, il r i c o r d o d e l l a S e t t i m a n a Santa include non solo pro- cessioni e funzioni religiose, ma anche il caratteristico suono di questi strumenti di legno che riecheggiava per le strade. La raganella era partico- larmente diffusa nell'Italia centrale e meridionale, con tradizioni documentate i n r e g i o n i c o m e L a z i o , A b r u z z o , C a m p a n i a , Puglia, Basilicata e Sici- lia. In molti luoghi, veniva utilizzata durante le proces- sioni della Passione che si svolgono il Venerdì Santo, dove gruppi di partecipanti producevano un accompa- gnamento ritmico costante utilizzando più sonagli con- temporaneamente. L'effetto poteva essere al contempo solenne e suggestivo, raffor- zando la sensazione che quei giorni fossero diversi dal resto dell'anno liturgico. Col tempo, tuttavia, l'uso della raganella è diminuito in molte aree urbane, soprattut- to a causa dei cambiamenti nella vita quotidiana, della crescita delle città e del cre- scente utilizzo di moderni impianti audio, che hanno ridotto la necessità pratica di tali strumenti. In alcuni luo- ghi, la tradizione è sopravvis- suta principalmente come gesto simbolico all'interno di specifiche processioni, men- tre in altri è quasi del tutto scomparsa. E p p u r e l a r a g a n e l l a sopravvive, perché in diverse città e villaggi, in particolare dove le celebrazioni della Settimana Santa rimangono fortemente radicate nella cul- tura locale, lo strumento è ancora in uso oggi. Gli arti- giani continuano a produrre i sonagli di legno e, nei giorni t r a i l G i o v e d ì S a n t o e l a Pasqua, il familiare suono tintinnante si può ancora udire ad accompagnare le processioni o a scandire i momenti di preghiera. L a s o p r a v v i v e n z a d e l l a raganella dimostra qualcosa di importante sul modo in cui le tradizioni religiose sono radicate nella vita quotidiana. Lo strumento in sé è sempli- ce, quasi primitivo nel suo design, eppure rappresenta una lunga catena di pratiche che legano suono, rituale e comunità. Quando le campa- ne tacciono, il sonaglio di legno interviene a colmare il vuoto, mantenendo il ritmo acustico della celebrazione. In definitiva, la raganella ruota attorno all'idea di pre- senza. Il suo suono secco e ripetitivo non compete con la grandiosità delle campane della chiesa, ma serve a uno scopo diverso. Il suo suono secco e ripetitivo non regge il confronto con la maestosità delle campane delle chiese, ma assolve a una funzione diversa. Per un breve periodo ogni anno, segna il solenne passaggio tra il lutto e la cele- brazione, tra il silenzio del Venerdì Santo e il ritorno delle campane la mattina di Pasqua. In quei momenti, il tintinnio acuto del legno con- tro il legno diventa un picco- lo ma riconoscibile segno che la Settimana Santa ha rag- giunto i suoi giorni più solen- ni. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI La raganella: il suono legnoso della Settimana Santa
