Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1544006
www.italoamericano.org 36 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 19 MARZO 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO S p a z i o e t r i d i m e n s i o n a l i t à . A F i r e n z e l a p r i m a antologica con la scultura 'rinnovata' di Ceroli T ornabuoni Arte presenta "Mario Ceroli.. Mito e materia", prima antologica dedicata al maestro allestita in Italia dalla galleria nella sede di Firenze dopo l'importante rasse- gna monografica alla Gnamc a Roma. A Parigi la galleria gli aveva già dedicato due personali nel 2010 e nel 2022. Enrico Crispolti, che aveva curato la retrospettiva del 2010, scriveva: "Ceroli ha presentato un nuovo possibile modo di intendere la scultura, senza rinunciare agli elementi della sua identità storica e sottoponendola al contempo a una trasformazione innovativa sostanziale, e dunque profonda- mente personale. Ceroli ha svi- luppato gradualmente le modalità di un linguaggio plastico che rifiuta sia la continuità strutturale e rappresentativa della scultura tradizionale, sia il conseguente peso e l'unicità avvolgente del- l'evento collocato nello spazio". Partendo da questo assunto, l'esposizione a Firenze ripercorre le tappe principali della carriera di Ceroli, protagonista della scena artistica romana, dagli anni Sessanta al 2000. La mostra riunisce quaranta opere - tra sculture e installazio- ni, insieme alle classiche silhouettes in legno, materiale prediletto dall'artista - significati- ve del suo percorso, caratterizza- to da una grande libertà immagi- nativa e dalla sua ricerca creativa. All'interno della mostra Squilibrio, del 1988, in una ver- sione più piccola in bronzo, ispi- rata al celebre disegno dell'Uomo NICOLETTA CURRADI FABRIZIO DEL BIMBO Ceroli 55, Squilibrio, 1988 (Ph courtesy Ufficio stampa Davis&Co) vitruviano di Leonardo da Vinci, una delle invenzioni più emble- matiche di Ceroli, quasi un suo "logo", esplicita dichiarazione di tridimensionalità. Realizzate tra gli anni Ottanta e i primi anni Novanta, si trovano una serie di opere in tavolato ligneo (pino di Russia), protagonisti delle quali sono gli eroi del mito greco e i guerrieri, in particolare i cicli ispirati ai celebri Bronzi di Riace, emersi dal mare della Calabria nel 1972, come il bellissimo Interno tempio (I Bronzi di Riace), 1981, o dello stesso anno, Ritratto di guerriero, tecnica mista e foglia d'oro su legno, che conferma il suo costante riferi- mento all'antichità e alla grande tradizione classica. Due sculture in legno, Le tale- bane - più recenti, del 2002, una bianca e l'altra azzurra, di circa due metri ciascuna - si stagliano con la loro presenza muta: simu- lacri misteriosi e raffinati, origi- nati da suggestioni di cronaca politica che l'artista ha rielabora- to con grande forza evocativa, un omaggio alle ricercate tradizioni d'Oriente. Del 1972 è il monu- mentale retablo in legno e bronzo intitolato Gloria eterna ai caduti per la pittura, che contiene epi- graficamente i nomi di critici d'arte, collezionisti e mercanti, con un intento ironicamente com- memorativo. Sono gli anni, tra il 1972 e il 1975, in cui la 'scrittu- ra' diventa elemento ricorrente nel lavoro di Ceroli. Nel percorso espositivo figura anche Eleusi, del 1979, immagi- ne di forte suggestione che evoca i Grandi Misteri Eleusini, riti agrari esoterici: raffigurazione di un campo di frumento maturo che testimonia l'interesse dell'ar- tista verso la natura vegetale, attraverso l'utilizzo di rami, paglie o spighe, come in questo caso, inseriti all'interno dei fondi delle consuete tavole. L'interesse per la natura trova le sue radici nell'Arte Povera, movimento con il quale Ceroli ha condiviso, soprattutto all'inizio, alcuni ideali poetici, mantenendo tuttavia una posizione distante dalle declina- zioni di area torinese, rappresen- tate da artisti quali Merz o Penone, sviluppando un suo per- sonalissimo linguaggio. Ma qual è il percorso artistico di questo scultore e scenografo classe 1938 e originario di Castel Frentano (in Abruzzo)? Noto per aver rivoluzionato l'uso del legno grezzo nell'arte contemporanea, si è formato a Roma con Leoncillo e Fazzini, ha introdotto le iconiche sagome umane seriali, allontanandosi dal "tutto tondo" tradizionale. Esponente di spicco tra Pop Art italiana e Arte Povera, è famoso per opere come la Cassa Sistina (1965) e il Cavallo alato. Studia all'Istituto d'Arte di Roma, vincendo nel 1958 il premio per la giovane scultura. Dalla fine degli anni '50, il legno grezzo diventa il suo mate- riale d'elezione, usato per creare sagome ripetute in serie che esplorano lo spazio. Rielabora icone del passato come l'Uomo Vitruviano di Leonardo e crea ambienti immersivi. Ha collabo- rato con il Teatro Stabile di Torino e La Scala di Milano, oltre a lavorare per il cinema. Opere iconiche sono La Cina (1966), Io, piramide di ghiaccio (1969), La nuda verità (2007). Nuova monografia curata da Acidini per la collana d'arte del Gruppo Menarini (Ph di Nicoletta Curradi) Michelangelo e il suo genio: non solo potenza creativa ma un linguaggio capace di essere sempre attuale P er celebrare i 140 anni di storia iniziata nel 1886 a Napoli e poi trasferita a F i r e n z e n e l 1 9 1 5 , i l G r u p p o Menarini, primo gruppo farma- ceutico italiano con 4,9 miliardi di euro di fatturato, ha organizza- to eventi celebrativi nel 2026 focalizzati su eredità, innovazio- ne e legame con Firenze. Per celebrare la bellezza e la cultura, ha presentato una mono- grafia su Michelangelo, festeg- giando i 70 anni della sua collana d'arte, spesso presentata in luo- ghi iconici di Firenze. Il testo c u r a t o d a l l a s t o r i c a d e l l ' a r t e Cristina Acidini è un'opera che approfondisce la vita e le opere del genio rinascimentale, eviden- ziando il legame tra la sua evolu- zione artistica e la sua persona- lità. Dopo Raffaello e Botticelli, l'ex soprintendente dei musei d'arte di Firenze, propone un'in- terpretazione focalizzata sulla perenne attualità dell'artista, descrivendo la sua capacità di risolvere contraddizioni profonde attraverso una potenza creativa unica. L'opera esplora il percorso di Michelangelo attraverso la scultura, la pittura e l'architettu- ra, descrivendo l'idea artistica che scaturisce dalla pietra grezza e l'amore sublimato nell'eros pla- tonico. La trattazione si sofferma sugli anni giovanili, evidenzian- do come Michelangelo a soli 12 anni si distinse nella bottega del Ghirlandaio e successivamente nel giardino di San Marco sotto Lorenzo il Magnifico, studiando l'antico e dimostrando una padro- nanza tecnica precoce. Acidini ha anche approfondito il tema del disegno in Michelangelo e le sue origini artistiche, conferman- do la sua figura come quella di un artista capace di rivoluzionare il linguaggio formale. FABRIZIO DEL BIMBO
