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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 2 APRILE 2026 S e l'Appia è la via r o m a n a c h e v i e n e s u b i t o i n mente, simbolo d i g r a n d e z z a , memoria e autorevolezza, la Via Salaria appartiene a un registro completamente diverso. Meno conosciuta, eppure affascinante, se pen- sate che sia solo una versio- ne minore della sua sorella più famosa, vi sbagliate. La Via Salaria è una piacevole sorpresa, da scoprire lenta- m e n t e , c h i l o m e t r o d o p o chilometro, villaggio dopo villaggio. Se vi prendete il tempo necessario, vi rende- rete conto che questa strada vi condurrà a un'idea di Ita- lia completamente diversa, legata al movimento, alla g e o g r a f i a e a u n a l e n t a a c c u m u l a z i o n e d i l u o g h i c h e s i r i v e l a n o u n o d o p o l'altro. Persino il suo nome indi- c a q u e s t a d i r e z i o n e : V i a Salaria significa "Via del Sale" ed era stata concepita come la via per il trasporto del sale da Ostia verso l'in- terno; il suo utilizzo origi- nario è importante perché conferisce alla strada un'i- dentità pratica, quasi vigo- rosa, fin dall'inizio: il suo s c o p o n o n e r a q u e l l o d i esaltare la grandezza del- l'Impero, ma, molto prosai- c a m e n t e , d i g a r a n t i r e l a disponibilità di sale ovun- que. Questo scopo originario è ancora visibile nello svilup- po del percorso: non si trat- ta di una strada che offre un solo tipo di bellezza, ma che cambia costantemente regi- stro, passando dalla mae- stosità di Roma alla tran- quilla bellezza provinciale di Rieti, Cittaducale, Antro- doco, fino ai territori segna- ti dal terremoto di Accumo- li e Amatrice. E poi entra n e l l e M a r c h e a t t r a v e r s o Arquata del Tronto, Acqua- santa Terme, Ascoli Piceno, Offida e infine San Bene- detto del Tronto. È questa varietà di paesaggi e culture che rende la Via Salaria così interessante: un continuo mutamento di atmosfere ed estetiche. Q u e s t o , i n u n c e r t o senso, è il primo vero argo- mento a favore dello scrive- r e s u l l a S a l a r i a . L ' A p p i a possiede una qualità iconica che rischia quasi di render- la statica nell'immaginario collettivo: si pensa alle rovi- ne, ai pini, alle tombe e a quell'inconfondibile peso romano. La Via Salaria, al contrario, dà la sensazione di attraversare un territorio vivo, una strada che per- mette di comprendere come l'Italia sia stata plasmata n o n s o l o d a l p o t e r e , m a anche dal commercio, dal cibo, dalla transumanza, dal lavoro e dalla necessità. In un recente articolo online, il blog di viaggi TheWom la definisce esplicitamente un itinerario da slow-travel, che attraversa "paesaggi in continua trasformazione", da colline e valli a strade antiche e piccoli borghi ric- chi di carattere, una varietà perfettamente incarnata dal suo susseguirsi tra paesaggi c o l l i n a r i , a n t i c h i b o r g h i , piccole città, scenari mon- tani, ruscelli, boschi e tratti rocciosi. Rieti è un ottimo esem- p i o d e l l a p a r t i c o l a r e r i c - c h e z z a d i q u e s t a s t r a d a , perché sarebbe facile tra- s c u r a r l a s e s i c e r c a s s e r o s o l o i s o l i t i c i r c u i t i p i ù famosi. Eppure, non è solo una cittadina molto piace- vole, ma l'Umbilicus Ita- liae , il centro geografico d'Italia, con la sua cripta cattedrale che custodisce una pietra miliare della Via S a l a r i a e i l s u o p e r c o r s o sotterraneo che conserva ancora i resti del viadotto romano costruito per l'anti- ca via. A Rieti, la Via Salaria fonde storia stradale, storia urbana e identità locale in un unico spazio. Più avanti, il paesaggio si fa aspro e si apre allo stesso t e m p o . A n t r o d o c o e l e Gole del Velino sono i punti i n c u i l a s t r a d a i n i z i a a mostrare quanto della sua bellezza dipenda dal pae- s a g g i o p i u t t o s t o c h e d a i monumenti, e come le anti- che infrastrutture acquisti- no ancora più significato se si osserva il tipo di territo- rio che hanno dovuto attra- versare. In questo tratto di strada, si possono ancora scorgere i resti dell'inge- g n e r i a s t r a d a l e r o m a n a , m e n t r e i p e r c o r s i i n t e r n i raccontano scenari montani di straordinario impatto, con ruscelli che scorrono l u n g o l e s t r a d e e b o s c h i verdi che si alternano a pae- saggi rocciosi. Questa è, in effetti, l'esperienza che la Via Salaria sembra offrire m e g l i o : n o n u n a s i n g o l a immagine da cartolina, ma una sequenza di paesaggi a s p r i e m u t e v o l i i n c u i i l percorso umano diventa più leggibile perché il territorio circostante è così imponen- te. Ma la Via Salaria non è solo antica e panoramica, a t t r a v e r s a a n c h e l u o g h i dove il passato recente ha l a s c i a t o f e r i t e v i s i b i l i ; A b b i a m o m e n z i o n a t o A c c u m o l i e A m a t r i c e , due luoghi che ci ricordano che questa non è una strada museale, ma un percorso c h e a t t r a v e r s a c o m u n i t à segnate dal terremoto del 2016 e dal più lento e diffi- cile lavoro di ricostruzione. La strada è antica, sì, ma è anche una via attraverso l'I- talia contemporanea, attra- verso territori dove la resi- lienza non è una metafora e dove viaggiare, se fatto con consapevolezza, può ancora a r r i c c h i r e i l v i s i t a t o r e e s o s t e n e r e l a p o p o l a z i o n e locale. Q u a n d o l a s t r a d a r a g - giunge le Marche, cambia n u o v a m e n t e c a r a t t e r e . A r q u a t a d e l T r o n t o e Acquasanta Terme, note fin dall'antichità per le loro acque sulfuree, suggerisco- no già che la Salaria si sta s p o s t a n d o v e r s o u n ' a l t r a zona culturale e fisica; e poi arriva Ascoli Piceno, che n o n è c e r t o u n a t a p p a secondaria nella gerarchia d e l l e b e l l e z z e i t a l i a n e d i nessuno. Città di travertino, torri, piazze e uno dei centri urbani più raffinati dell'Ita- lia centrale, Ascoli cambia l a s c a l a d e l p e r c o r s o m a non ne spezza il forte senso di continuità. È un'ulteriore ragione per cui la Salaria merita di essere maggior- m e n t e c o n s i d e r a t a : n o n conduce semplicemente a graziosi borghi o a panora- mi montani, ma a un'im- p o r t a n t e c i t t à s t o r i c a e , o l t r e a q u e s t a , a l l a c o s t a adriatica stessa. Quel finale adriatico è importante per- ché completa la logica ini- ziata con il sale. La verità è che l'antica funzione di collegamento della strada non è mai del tutto scomparsa. Continua a plasmare il territorio, a organizzare i movimenti, a collegare la costa e l'entro- terra in modi che sembrano più antichi del turismo, ma anche più rivelatori di esso. Questo, infine, potrebbe e s s e r e i l m o t i v o m i g l i o r e per scrivere della Via Sala- r i a p r o p r i o o r a . N o n h a bisogno di competere con l'Appia alle sue condizioni. La Salaria merita di essere p e r c o r s a p r o p r i o p e r c h é suggerisce un'altra mappa d'Italia, una mappa in cui il commercio era importante quanto il trionfo, i piccoli borghi contano quanto le rovine famose e la bellezza non si manifesta in un'uni- ca, travolgente affermazio- ne, ma in una catena di pae- saggi, storie e luoghi abitati che continuano a modifica- re il significato della strada man mano che la si percor- re. Alcune strade sono cele- brate perché simboleggiano il passato, ma la Salaria è d i v e r s a , p e r c h é è a n c o r a una via viva che attraversa il Paese. L a V i a S a l a r i a e l ' I t a l i a c h e s i s c o p r e solo percorrendola HERITAGE MEMORIA IDENTITÀ STORIA RADICI Porta Pinciana, inserita nelle Mura Aureliane ai margini di Villa Borghese, deve il suo nome all'antico colle Pincio e con- tinua a segnare uno degli ingressi storici di Roma (Photo: S Billingham/Dreamstime); in basso a destra, il nome Via Salaria compare su una targa in marmo a Roma (Photo: Cineberg Ug/Dreamstime)
