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13 GIOVEDÌ 2 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C i s t e r n i n o s i erge incantevole s o p r a l a V a l l e d ' I t r i a , q u a s i come se vi fosse sorto per caso e poi avesse deciso di rimanervi. Si trova a c i r c a 4 0 c h i l o m e t r i d a Brindisi, la città e l'aeroporto più vicini, e non lontano da l o c a l i t à c o m e O s t u n i e Locorotondo, pur appa- rendo più isolata di queste. Da lontano, sembra un insie- me di forme bianche com- presse l'una contro l'altra, che emergono da ulivi che si estendono in ogni direzione; da vicino, appare più piccola del previsto, ma anche più intricata, quasi come se il paese fosse cresciuto aggiun- gendo un pezzo alla volta, senza mai seguire un piano preciso. Il nome stesso può rive- larci qualcosa in più sulla storia del luogo, che potreb- be essere nato per ragioni m o l t o p r a t i c h e , p o i c h é Cisternino deriva probabil- mente dal latino cisterna, che si riferisce alle cisterne d'acqua, essenziali in un pae- saggio dove l'acqua non è mai stata garantita. Infatti, prima dei sistemi moderni, raccogliere e immagazzinare l'acqua piovana era fonda- mentale per la sopravviven- za, e il paese, in un certo senso, conserva quel ricordo nel suo stesso nome. Certo, e s i s t o n o a n c h e s t o r i e p i ù avventurose, come quella che lega il nome a una figura chiamata Cisterninus, ma queste appartengono più alla tradizione orale che alla sto- ria documentata. Molto prima di diventare il luogo che i visitatori cono- scono oggi, la zona era abita- ta dai Messapi e successi- v a m e n t e f u a s s o r b i t a d a l m o n d o r o m a n o . N e l Medioevo passò di mano in mano, anche alla Contea di Conversano, e si sviluppò come piccolo centro agrico- lo. Quest'aspetto non è cam- biato molto, perché ancora oggi la campagna circostante – uliveti, muretti a secco, trulli sparsi – sembra uscita da un quadro, ma è anche u n ' e s t e n s i o n e d e l l a c i t t à stessa. Passeggiare per il centro storico significa immerger- si nel ritmo di Cisternino: le strade si restringono, poi si allargano leggermente, poi si r e s t r i n g o n o d i n u o v o ; c i sono scalini dove meno te lo aspetti, piccoli balconi, por- t a l i c h e s e m b r a n o q u a s i nascosti. Tutto è imbiancato a calce, non per decorazione ma per scacciare il caldo, poiché il bianco riflette il sole e mantiene gli interni più freschi. Col tempo, però, è diventato parte integrante dell'identità del paese, pro- p r i o c o m e a O s t u n i o i n molti altri borghi greci, qual- cosa che si riconosce imme- diatamente. Ai margini del centro storico, luoghi come Piazza Vittorio Emanuele si a p r o n o s u p a n o r a m i p i ù ampi, mentre edifici come la Torre Normanno-Sveva e la vicina Chiesa di San Nicola trasmettono un senso del lungo passato del paese. Poi c'è il cibo, che qui è decisamente parte integran- t e d e l l a v i t a q u o t i d i a n a . Cisternino è famosa per i suoi fornelli pronti, un modo di mangiare semplice e t i p i c o d e l l u o g o , d i c u i abbiamo parlato tempo fa in un nostro articolo: si entra in macelleria, si sceglie cosa si vuole – salsicce, spiedini, bombette ripiene di formag- gio – e poi ci si siede mentre viene cotto sulla brace. Non c'è una vera e propria ceri- monia, si mangia semplice- mente quello che si è scelto, spesso su piccoli tavoli all'a- perto, a volte in piedi, a volte condividendo lo spazio con sconosciuti. La sera, soprattutto nei m e s i p i ù c a l d i , l a g e n t e tende a ritrovarsi nelle stes- se zone. Le vie si muovono lentamente, si fermano, le p e r s o n e c h i a c c h i e r a n o , mangiano qualcosa di legge- ro. Ci sono feste, natural- mente, perlopiù legate al c a l e n d a r i o r e l i g i o s o , c o n processioni, luci e musica, ma ciò che colpisce di più è l a n a t u r a l e z z a c o n c u i i l paese si anima di notte: la vita si riversa nelle strade, perché le notti sono miti e la buona compagnia è proprio dietro l'angolo. Cisternino è speciale, a suo modo; non cerca di impressionare con le sue dimensioni o con i s u o i g r a n d i m o n u m e n t i , rimane semplicemente se stessa, fedele al modo in cui è stata concepita, forse con un pizzico di fascino poeti- co. A Cisternino non si "visi- ta" nel senso tradizionale del termine. Ci si trascorre del tempo e, gradualmente, senza sforzo, ci si sente a casa. O g n i a n n o , i n quel momento d i p r i m a v e r a i n c u i l ' a r i a i n i z i a a f a r s i decisamente estiva, Cese- natico rivolge la sua atten- z i o n e a u n a c a t e g o r i a d i pesce tipicamente mediter- ranea e adriatica: il pesce azzurro. Spesso trascurato nell'alta cucina contempora- nea, il pesce azzurro è tra le creature marine più salutari c h e s i p o s s a n o t r o v a r e , quindi non c'è da stupirsi c h e q u e s t o a f f a s c i n a n t e borgo marinaro romagnolo abbia deciso di dedicargli un'intera fiera. A z z u r r o come il pesce, che si svol- ge a fine aprile, trasforma il porto di Cesenatico in uno spazio dove cibo, conoscen- ze locali e tradizioni quoti- diane si fondono e le perso- n e p o s s o n o g u s t a r e dell'ottimo cibo. Il termine pesce azzurro non si riferisce a una singola specie, ma a un gruppo che c o m p r e n d e s a r d i n e , acciughe, sgombri e pesci simili, riconoscibili per la loro colorazione blu-argen- t o . S t o r i c a m e n t e , q u e s t i erano i pesci delle famiglie comuni: economici, facil- mente reperibili e ricchi di n u t r i e n t i . L u n g o l a c o s t a adriatica, questi prodotti costituivano la spina dorsale di una cucina basata sulla semplicità, dove le tecniche di conservazione e i metodi d i c o t t u r a r a p i d i e r a n o essenziali. Durante la festa, questo p a t r i m o n i o v i e n e n u o v a - m e n t e r e s o v i s i b i l e e apprezzato da residenti e turisti: bancarelle di cibo si susseguono lungo il canale, molte delle quali gestite da p e s c a t o r i o a s s o c i a z i o n i l o c a l i , o f f r e n d o d e l i z i o s i piatti a base di pesce, come sardine alla griglia, acciughe marinate, paranza fritta e semplici primi piatti, spesso preparati con pochi ingre- dienti ma ricchi di sapore. L'accento non è posto sulla reinvenzione, ma sulla con- tinuità e sul mostrare come questi cibi siano stati cuci- n a t i e g u s t a t i i n q u e s t o angolo di mondo da tempo immemorabile. C'è anche una dimensio- ne culturale più ampia, per- ché l'evento serve anche a ricordare il ruolo economico e sociale che la pesca arti- gianale ha sempre svolto in città come Cesenatico. Negli ultimi decenni, i cambia- menti nei consumi e la pres- sione della pesca industriale hanno modificato il ruolo del pesce azzurro sul merca- t o , s p e s s o r e l e g a n d o l o a i margini a favore di specie più costose o di moda. In questo senso, il festival fun- z i o n a c o m e u n a f o r m a d i riequilibrio, riportando l'at- tenzione su ciò che è sempre stato locale e, francamente, assolutamente delizioso! Il porto canale di Cesenatico, studiato e disegnato da Leonardo da Vinci nel 1502, resta il cuore storico della città e simbolo della sua tradizione marinara (Photo: Ermess/Dreamstime) Cisternino: tra ulivi e strade lastricate A Cesenatico, un festival riporta il pesce azzurro in tavola Uno scorcio del centro storico imbiancato di Cisternino, dove vicoli stretti e case in pietra restituiscono il ritmo lento e continuo della vita nei borghi della Valle d'Itria (Photo: Milla74/Dreamstime) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI
