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29 GIOVEDÌ 2 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L a Pasqua, espri- mendo in sé la m o r t e d i G e s ù Cristo, ci ricor- d a i l m i s t e r o della sua resurrezione. Non c'è angolo della Sicilia e, s i a m o c e r t i , d i t u t t o i l mondo cristiano, che non celebri questo che è, senza d u b b i o , i l m o m e n t o p i ù importante della Chiesa di Pietro. Una delle rappresenta- zioni più suggestive della n o s t r a i s o l a s i s v o l g e a Trapani. Diciotto gruppi scultorei e due simulacri, tutti rea- lizzati in legno, tela e colla tra il XVII e il XVIII secolo r i p r o d u c o n o , a p p u n t o a T r a p a n i , l e f a s i d e l l a Passione di Cristo. I due simulacri raffigurano uno, Gesù morto nel sepolcro e l'altro, Maria Addolorata. La Processione dei Misteri, rito intenso e antico della tradizione religiosa sicilia- na che coinvolge la comu- n i t à t u t t a , è u n o d e i m o m e n t i , f o r s e i l p i ù importante, delle celebra- zioni pasquali. Ognuno di questi gruppi scultorei è affidato a una maestranza cittadina per essere portato a spalla attraverso le vie d e l l a c i t t à . S o n o i "Massari" che ne sopporte- ranno il peso e ad accom- pagnarli sarà la solennità d e l l e m a r c e f u n e b r i e i l b a t t i t o c a d e n z a t o d e l l e "ciaccole". Ha quattrocento anni di storia questa pro- cessione, conosciuta peral- tro oltre i confini dell'isola; ha origini spagnole e ana- l o g i e c o n l e c e l e b r a z i o n i p a s q u a l i d e l l ' A n d a l u s i a . Inizia alle ore 14 pomeri- diane del Venerdì e si con- clude dopo oltre ventiquat- tro ore e dopo una pausa notturna. Partendo dalla C h i e s a d e l l e A n i m e d e l P u r g a t o r i o , a t t r a v e r s a l e p r i n c i p a l i v i e d e l l a c i t t à come a voler ricostruire, durante il suo percorso, la Via Crucis. Durante la dominazione s p a g n o l a i n S i c i l i a , l a C o n f r a t e r n i t a d e l P r e z i o s i s s i m o S a n g u e d i Cristo – oggi Confraternita di San Michele Arcangelo – si occupò della costruzione dei gruppi statuari e l'inca- rico fu dato agli artisti tra- panesi. Con un atto di con- cessione (20 aprile 1612) ai lavoratori a giornata, "jur- naleri", fu affidato il grup- po dell'Ascesa al Calvario. Gli ultimi gruppi affidati a maestranze trapanesi risal- gono al 1772. Nella fusione tra le due confraternite, avvenuta nel 1 6 4 6 , f u i n t r o d o t t a u n a nuova divisa da adottare nelle cerimonie ufficiali; essa consisteva in un sacco di tela di colore rosso con mantello e visiera bianca. I M a s s a r i , c h e a n c o r a oggi trasportano a spalla i gruppi scultorei, si muovo- no nel modo caratteristico detto "annacata"(da naca: c u l l a ) o v v e r o o s c i l l a n o a destra e a sinistra e questo non soltanto per alleggeri- re il peso ma per seguire il ritmo dato dalle note delle marce funebri e in questo modo sembra che le scultu- re si muovano quasi auto- nomamente. "Vara": è questo il nome d e l l a s t r u t t u r a c h e c o m - prende pure il complesso statuario. Intanto il gruppo procede avanti lentamen- t e ( t r e p a s s i a v a n t i e d u e indietro). Al rientro della processione in chiesa, l'an- n a c a t a d i o g n i g r u p p o s i allunga e, in un crescendo c o n t i n u o , s i e n f a t i z z a aumentando così il pathos e lo strazio. La ciaccola, strumento m u s i c a l e a p e r c u s s i o n e , scandisce i tempi della pro- c e s s i o n e e d è s i m i l e a l l a c a s t a ñ u e l a c h e s p a n d e i l suo suono nelle processioni s p a g n o l e e d e n t r a m b e – c i a c c o l a e c a s t a ñ u e l a – ricordano molto il suono delle nacchere e, ai trapa- n e s i , l ' i n f l u e n z a d e l l a dominazione spagnola. E' il "caporale", ovvero il capo dei massari che hanno il compito di portare a spalla i g r u p p i , c h e u t i l i z z a l a ciaccola per dare i comandi utili ad abbassare e alzare il gruppo scultoreo, a posi- zionarsi sotto le aste e per dare il via al movimento. U n ' a l t r a u s a n z a è q u e l l a d e l l a " v u t a t a " ( g i r a t a ) ovvero il giro che i massari c o m p i o n o c o l g r u p p o i n direzione di una persona nota, come fosse un saluto o u n r i n g r a z i a m e n t o p e r una qualche offerta ricevu- ta (picaccia). Dunque, una simile rap- presentazione che fa l'oc- chiolino alle recite teatrali, non era sufficiente svolger- l a i n u n s o l o g i o r n o m a , con il dovuto riposo not- turno, le maestranze e il pubblico tutto sono impe- g n a t e p e r d u e g i o r n i : i l venerdì e il sabato. E quan- do il corteo, con il ritorno d e i S a c r i G r u p p i a l l a C h i e s a d e l P u r g a t o r i o s i a r r e s t a , l ' i n g r e s s o d e l l a M a d o n n a A d d o l o r a t a è accolto da applausi, musica e lacrime che segnano così la conclusione della pro- cessione del Venerdì della Settimana Santa. N e i g i o r n i p r e c e d e n t i , intanto, si sono svolte le P r o c e s s i o n i d e l l e P i e t à , accolte come un corale rac- c o n t o d i f e d e , i d e n t i t à p o p o l a r e e a r t e . T u t t e l e rappresentazioni pasquali nella città di Trapani pos- sono, insomma, essere con- s i d e r a t e i l s e g n o d e l l a memoria collettiva, dell'a- nima della città la cui sto- ria è davvero interessante e l a f a i n i z i a r e a d d i r i t t u r a alla mitologia. Si narra che una falce cadde dalle mani di Cerere – o di Saturno, peraltro tradizionale dio patrono del capoluogo – e si trasformò in una lingua di terra ricurva sulla quale poi sorse la città. Da qui il n o m e , i n g r e c o a n t i c o , D r e p a n o n ( f a l c e ) . N e l l ' Eneide di Virgilio si rac- conta che Anchise, padre di Enea, morì a Drepanum e c h e l ' e r o e t r o i a n o v i ritornò – una volta fuggito d a D i d o n e , r e g i n a d i Cartagine – per celebrarvi i ludi (giochi) novendiali (rituale funebre della dura- ta di 9 giorni). Al di là della mitologia, si ritiene che i primi fondatori di un pic- colo nucleo abitativo furo- no gli Elimi, popolo che in epoca protostorica si era stanziato nella Sicilia occi- dentale e il cui sito princi- pale era Eryx (Erice). La data presunta della fonda- zione risale a prima della caduta della città di Troia, avvenuta nel 1184 a.C. e, grazie alla sua posizione g e o g r a f i c a , n o n s o l t a n t o fungeva da porto commer- ciale per la città ericina ma d i v e n n e p r e s t o u n a c i t t à emporio. Quando tra il IX e l'VIII secolo a.C. i Fenici si trovarono in guerra contro Siracusa e i Greci, Trapani rimase saldamente alleata di Cartagine. L a S a n t a P a s q u a è d a sempre la ricorrenza reli- giosa più sentita dal popolo siciliano e la rievocazione del dolore della Madre di G e s ù , l a s o f f e r e n z a d e l F i g l i o G e s ù C r i s t o , o g n i anno, durante la sua cele- b r a z i o n e e s o p r a t t u t t o durante la Processione dl V e n e r d ì S a n t o , s o n o momenti di grande com- mozione per chi partecipa con spirito cristiano, con l'immedesimazione nel cal- vario, nell'immenso dolore di Maria e della morte del figlio e nella grande e inim- m a g i n a t a g i o i a d e l l a s u a resurrezione. Ma il simbolismo della P a s q u a v u o l r i v o l g e r s i anche alla natura, alla sua rinascita, alla fioritura e all'uscita dall'inverno. Con l a r e s u r r e z i o n e d i C r i s t o anche la natura risorge, la v i t a s i r i s v e g l i a d o p o i l letargo invernale e i simbo- l i c h e l a c a r a t t e r i z z a n o sono appunto il grano, il pane, i fiori. E non è per caso che si festeggia in pri- mavera. Come ogni festa religiosa c h e s i r i s p e t t i , i n S i c i l i a non può venir meno il pia- cere del palato e, quindi, non mancheranno le peco- relle di pasta reale, le uova d i c i o c c o l a t o d e c o r a t e e o g n i c i t t à , p a e s e , b o r g o avrà la sua specialità culi- naria che la distinguerà per tradizione e bontà perché la gioia della resurrezione, i l f a r f e s t a n o n p u ò c h e manifestarsi con il piacere di assaporare la vita anche a t t r a v e r s o l e s u e d o l c i bontà gastronomiche in cui l'isola è maestra. Pasqua: simbolo di resurrezione e di mistero LA VITA ITALIANA TRADIZIONI STORIA CULTURA La Processione dei Misteri di Erice. Anche qui, come a Trapani, tradizione e fede danno vita ad un rito amato e sostenuto dalla comunità (Photo: Donatella Loi/Dreamstime)
