L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-2-2026

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 2 APRILE 2026 L o a b b i a m o g i à sentito: un picco- lo borgo italiano, s p e s s o u n p o ' f u o r i m a n o , annuncia la vendita di case a un euro. Di solito, le imma- gini fanno il resto: la luce del sole sui muri in pietra, le strade acciottolate, le persia- ne socchiuse e un piacevole senso di passato che accarez- za dolcemente il sogno di possederla. Sono sicura che tutti, a un certo punto, abbiamo sogna- to come sarebbe: immagi- niamo di arrivare, scegliere una casa, ricominciare tutto da capo con un gelato in una mano e uno spritz nell'altra, m a è p r o p r i o i n q u e l momento che la realtà inizia a bussare alla porta. Così, in un ultimo tentativo di realiz- z a r e i l n o s t r o p e r s o n a l e Sogno Toscano, proviamo a immaginare come potrem- mo farlo funzionare davvero, giorno dopo giorno: il lavo- ro, le tasse, le spese... tutto. Spesso, è allora che veniamo bruscamente riportati alla realtà e – ahimè – il sogno finisce. Ebbene, forse vi interes- s e r à s a p e r e c h e i l m o n d o delle case a un euro ha final- mente colto le nostre preoc- c u p a z i o n i , e c ' è u n m o d o c o m p l e t a m e n t e n u o v o d i "creare" il nostro sogno da expat nel Bel Paese. La con- versazione ha iniziato a spo- starsi, seppur leggermente, d a g l i i m m o b i l i e d a l l e ristrutturazioni verso qual- cosa di più concreto: non ciò che si può comprare, ma ciò c h e s i p u ò f a r e u n a v o l t a arrivati. Si può lavorare? Si può rimanere connessi? La propria settimana può pren- dere forma in un luogo come questo senza doverlo lasciare continuamente? È un tipo di attrazione forse meno imme- diata, ma anche più realisti- ca, da cui ha iniziato a pren- dere piede un'idea diversa: ripopolare i villaggi attraver- so il lavoro da remoto. Naturalmente, non si trat- ta di un concetto del tutto nuovo, né appartiene a un'u- nica iniziativa, ma sta ini- z i a n d o a p r e n d e r e p i e d e ; alcuni luoghi non si presen- tano più solo come destina- zioni o come progetti in atte- sa di essere completati, ma come ambienti in grado di sostenere una routine. Sulla carta la differenza è minima, ma in pratica cambia com- pletamente la prospettiva: pensateci, un luogo che visi- tate vi chiede ben poco, ma un luogo dove si svolge la vostra giornata lavorativa, dove la vostra connessione si mantiene, dove vi spostate tra la scrivania e la strada senza interruzioni, chiede qualcosa di diverso e offre qualcosa di diverso in cam- bio. Santa Fiora, sul Monte Amiata in Toscana, è spesso citata come una delle prime città ad aver dato forma con- creta a questa idea. Quando s i è p r e s e n t a t a c o m e i l "paese del lavoro da remo- to", l'espressione avrebbe potuto facilmente rimanere t a l e , u n a s e m p l i c e f r a s e . Invece, è il risultato di una serie di scelte concrete: l'am- ministrazione ha investito nella banda larga, ha adatta- to gli spazi esistenti in aree di coworking e ha iniziato a pensare, in modo molto pra- tico, a come chi lavora da remoto potesse integrarsi nel ritmo del luogo. Nulla appare eccessivo o promo- zionale; semmai, funziona proprio per la sua discrezio- ne e sobrietà. Non una tra- sformazione, ma una conti- nuità. Altrove, l'approccio assu- m e f o r m e l e g g e r m e n t e diverse, ma rimane comun- q u e m o l t o i n t e r e s s a n t e . Montepulciano, ad esem- pio, è stato coinvolto in pro- getti che organizzano quella che viene spesso definita "workation", un mix di lavo- ro e soggiorno prolungato. Qui, il borgo diventa parte di una rete più ampia, che col- lega lavoratori da remoto, aziende e residenze tempo- r a n e e , c o n l ' e n f a s i p o s t a meno sul trasferimento per- manente e più sulla possibi- lità di tornare, di soggiorna- re per periodi più lunghi, di sviluppare una familiarità c h e v a d a o l t r e u n a b r e v e visita. Si colloca sostanzial- mente a metà strada tra turi- smo e insediamento, ma si muove lungo la stessa linea, modificando gradualmente il ruolo del luogo stesso. P o i c i s o n o c a s i c o m e Castropignano, in Molise, dove il vecchio modello di casa da un euro non è scom- p a r s o , m a h a i n i z i a t o a sovrapporsi a queste nuove idee. Le case sono ancora lì, ancora offerte a prezzi sim- bolici, ma il dibattito intorno ad esse è leggermente cam- biato, perché ora non vengo- no più presentate solo come p r o g e t t i d i r e s t a u r o , m a come potenziali basi per un diverso tipo di vita, in cui il l a v o r o n o n d e v e e s s e r e n e c e s s a r i a m e n t e l a s c i a t o a l l e s p a l l e . È u n p i c c o l o aggiustamento, ma suggeri- sce che l'attenzione si sta s p o s t a n d o , l e n t a m e n t e , dall'edificio alla persona che potrebbe abitarlo. Dietro questi esperimenti l o c a l i , s i s t a d e l i n e a n d o anche un cambiamento più ampio, quello del "South working", ovvero di perso- ne che scelgono di vivere nelle regioni meridionali pur lavorando per datori di lavo- r o c o n s e d e a l t r o v e . P e r molti italiani del Sud che lavoravano per grandi multi- nazionali con sede nel Nord Italia, inizialmente si tratta- va di una necessità, ma oggi questo modello ha aperto una diversa prospettiva su dove il lavoro debba essere c o l l o c a t o e c o s a a c c a d a quando non è più legato a un luogo specifico. Mette in luce una questione presente in Italia da tempo, seppur in una forma diversa: come rie- quilibrare un Paese in cui opportunità e persone ten- dono a concentrarsi in un n u m e r o r e l a t i v a m e n t e ristretto di città. Anche il contesto istitu- zionale ha iniziato ad adat- tarsi, seppur con cautela. L'introduzione di un visto per i lavoratori da remoto e i nomadi digitali provenienti da paesi extra UE non cam- bia tutto, ma segnala il rico- n o s c i m e n t o c h e q u e s t a forma di mobilità non è più marginale; inoltre, rende l e g g e r m e n t e p i ù f a c i l e immaginare che chi lavora da un piccolo paese non sia solo di passaggio, non solo stia sperimentando un'idea, ma che forse si stia stabilen- do in qualcosa di più duratu- ro. T u t t o c i ò , o v v i a m e n t e , non elimina i limiti pratici, c h e r i m a n g o n o p r e s e n t i , dalla disomogeneità delle infrastrutture in alcune zone alla potenziale carenza di servizi, fino alle esigenze più banali della vita in un picco- lo paese, che non scompaio- no solo perché ora il lavoro può viaggiare. Anzi, il con- trasto può rendere questi limiti ancora più evidenti. Eppure, c'è qualcosa nel modo in cui queste iniziative stanno prendendo forma che appare diverso dai tentativi p r e c e d e n t i . P e r l u n g o tempo, la narrazione sui pic- c o l i b o r g h i i t a l i a n i s i è costruita attorno a ciò che e r a a n d a t o p e r d u t o , e l a risposta è stata spesso quella di enfatizzare ciò che rima- neva. Bellezza, autenticità, tradizione: questi elementi fanno ancora parte del qua- dro, naturalmente, ma non occupano più l'intera scena; oggi si assiste a un cambia- mento, a una trasformazione di prospettiva; oggi la que- s t i o n e n o n è p i ù s o l o c h i potrebbe essere attratto dal passato, ma chi potrebbe rimanere ancorato al pre- sente. Oltre la casa da un euro: i borghi italiani ripensano la loro offerta SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Castropignano, in Molise, dove case in pietra e strade silenziose entrano oggi in un ripensamento più ampio della vita nei borghi, oltre il modello delle case a un euro (Photo: Giambattista Lazazzera/Dreamstime)

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