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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 16 APRILE 2026 Q uando le clas- sifiche interna- zionali misura- no la felicità, il più delle volte misurano qualcosa di con- creto: quanto bene funziona una città, quanto facilmente le persone si muovono al suo interno, quanto sono affida- bili i servizi o quanto è gesti- bile la vita quotidiana. Questi sono esattamente i fattori utilizzati dall'Happy City Index, che ogni anno valuta le città attraverso indicatori legati a governance, ambien- te, mobilità, economia, salu- te e qualità della vita. Que- st'anno l'Italia non è entrata nella top 50, ma i risultati, se analizzati più attentamente, offrono un quadro più inco- raggiante di quanto il titolo possa suggerire. Invece di dipendere da un'unica metropoli domi- nante, l'Italia si presenta con un gruppo di città distribuite su tutto il territorio naziona- le: Bologna è la città italia- na meglio classificata, al 73° p o s t o a l i v e l l o m o n d i a l e , seguita da Parma al 77° e Milano all'80°, con Roma, Verona, Messina, Bari, Napoli e Salerno che com- paiono più in basso nella classifica. Nel loro insieme, questi piazzamenti suggeri- scono non una nazione con una sola, brillante eccezione – un gioiello della qualità della vita, per così dire – ma una nazione in cui diverse tipologie di città riescono c o m u n q u e a c o m p e t e r e a livello internazionale. Parte della spiegazione risiede nelle modalità stesse della competizione: natural- mente, città come Copena- ghen, Helsinki o Ginevra, che regolarmente primeggia- no nelle classifiche sulla qua- lità della vita, beneficiano s p e s s o d i i n f r a s t r u t t u r e moderne, minore pressione demografica, solidi sistemi di welfare e una pianificazione e uno sviluppo urbano più recenti e moderni, ma le città italiane operano general- mente in condizioni molto diverse. Si trovano a operare all'interno di impianti urbani m e d i e v a l i , c e n t r i s t o r i c i densi, vincoli di tutela, un patrimonio edilizio antico e sistemi di trasporto creati nel tempo – e forse, in alcune città, un po' obsoleti: rima- nere competitive pur portan- do con sé questa complessità ereditata è di per sé un risul- tato notevole. Il fatto che Bologna sia in testa alla classifica nazio- nale, anziché Roma o Mila- no, è forse il dettaglio più rivelatore, come chiunque conosca la città può facil- mente comprendere. A Bolo- gna, infatti, scala ed equili- b r i o s i f o n d o n o a l l a perfezione, in una struttura u r b a n a s u f f i c i e n t e m e n t e ampia da ospitare università, cultura, attività economiche e trasporti pubblici, ma al contempo abbastanza com- patta da rimanere percorribi- le a piedi e piacevole. I suoi splendidi portici sono al con- tempo simbolo della sua sto- r i a e d i u n ' i n f r a s t r u t t u r a urbana funzionale attorno alla quale si sviluppa natu- ralmente la vita quotidiana. Il centro rimane vivo, attivo, socialmente eterogeneo e culturalmente ricco, con stu- denti, famiglie, professionisti e residenti anziani che condi- vidono gli stessi spazi. Parma si è classificata subito dopo Bologna, e la ragione della sua posizione relativamente alta, almeno rispetto ad altre città italia- ne, suggerisce una logica simile: per molti, la città è spesso ridotta alla sua repu- tazione culinaria, un aspetto che può oscurare il motivo per cui ottiene buoni risultati negli indicatori di benessere u r b a n o . P a r m a , p r o p r i o come Bologna, è gestibile e piacevole, attraente ma con spazi pubblici molto fruibili, il tutto accompagnato da una forte identità civica e da una scala che permette alla vita quotidiana di rimanere rela- tivamente accessibile. Tutti questi fattori sono importan- ti per la qualità della vita, se è vero che gli studi interna- zionali dimostrano come le città di medie dimensioni ottengano spesso punteggi elevati perché evitano alcune delle pressioni che gravano sulle capitali e sulle megalo- poli. La terza città italiana in classifica, Milano, rappre- senta un modello completa- mente diverso, grazie alla sua dinamica, densità, aper- tura internazionale e forte vocazione commerciale. Per l'Indice, tuttavia, è forse il suo moderno mix di risorse a contare di più: opportunità di lavoro, collegamenti di trasporto, servizi sanitari, istituzioni culturali e, non da ultimo, una reputazione di efficienza, contribuiscono a mantenerla competitiva. Se Bologna e Parma sono alta- mente vivibili grazie al loro equilibrio, Milano lo è per il suo dinamismo. I l f a t t o c h e c i t t à c o m e Roma e Napoli si trovino p i ù i n b a s s o i n c l a s s i f i c a richiede una discussione più complessa, basata principal- m e n t e s u l l a m a n c a n z a d i equilibrio tra fascino, atmo- sfera e vivibilità effettiva. Sappiamo tutti che Roma possiede una bellezza straor- dinaria, una centralità politi- ca e un grande appeal turisti- c o . T u t t a v i a , è a n c h e appesantita dalla pressione e dai fardelli quotidiani deri- vanti dall'essere al contempo capitale e monumento stori- co. Napoli, d'altro canto, è energica, socialmente vitale e culturalmente intensa in un modo che pochi luoghi al mondo possono eguagliare, ma deve anche affrontare p r o b l e m i s t r u t t u r a l i c h e , forse, questo tipo di classifica può registrare più facilmente rispetto all'atmosfera o al calore umano. In definitiva, i numeri possono registrare la congestione, le disparità di reddito o la pressione sulle i n f r a s t r u t t u r e , m a s o n o meno abili nel registrare la vitalità. È proprio in questo conte- sto che la posizione dell'Ita- lia nel suo complesso diventa particolarmente interessan- te, perché l'Happy City Index può quantificare sistemi di mobilità, obiettivi ambientali o accesso all'assistenza sani- taria, ma fatica a misurare la vita di strada, la familiarità c o n i q u a r t i e r i , i m e r c a t i locali, la presenza intergene- razionale nello spazio pub- blico o l'abitudine di incon- trarsi all'aperto come parte del l a r outine quotidiana: tutti elementi che creano il tessuto dell'esistenza quoti- diana e che spesso determi- nano se una città viene per- c e p i t a c o m e i s o l a n t e o vibrante. Anche la distribu- zione delle città italiane nella classifica può essere signifi- cativa, con Bologna e Parma per il centro-nord; Milano, il polo economico; Roma, capi- tale globale; Verona, centro storico regionale; e infine M e s s i n a , B a r i , N a p o l i e Salerno a rappresentare il sud. I punti di forza urbani dell'Italia, in altre parole, non sono concentrati in un unico corridoio privilegiato, ma si manifestano in forme diverse in tutta la penisola. Q u e s t a è u n a l e z i o n e i m p o r t a n t e d a t e n e r e a mente; forse la più impor- tante, perché troppo spesso il dibattito pubblico sulle città oscilla tra capitali glamour celebrate dalle riviste di viag- gi e narrazioni di crisi incen- trate su carenza di alloggi, traffico, criminalità e decli- no. Eppure, molti dei luoghi i n c u i l e p e r s o n e v i v o n o m e g l i o n o n s o n o n é i p i ù famosi né i più spettacolari; sono città in cui la quotidia- nità è ben radicata e solida, le distanze sono gestibili, i servizi sono presenti, lo spa- zio pubblico viene utilizzato e la città si percepisce ancora come fatta per la vita e l'inte- razione umana. L'Italia ha sempre com- preso questo principio, se si p e n s a a c o m e g r a n p a r t e della tradizione urbana del paese si sia sviluppata attor- no a piazze, centri pedonali, quartieri misti, commercio di strada e socialità pubblica. Questo significa che, quando Bologna o Parma ottengono buoni risultati a livello inter- n a z i o n a l e , n o n s t a n n o improvvisamente inventan- do la vivibilità, ma stanno semplicemente aggiornando una logica civica più antica. Quindi, mentre una lettu- ra superficiale della classifica potrebbe concentrarsi sul- l'assenza di una città italiana tra le prime 50, un'interpre- tazione più utile indica altro- ve: l'Italia continua a inserire un gruppo ampio e variegato di città in un indice globale esigente, e i suoi centri urba- ni con le migliori prestazioni non sono solo efficienti, ma anche vivibili. E se la felicità sfugge a una misurazione precisa, come spesso accade, ci sono indicatori peggiori di una città in cui la vita quoti- diana si percepisce ancora come possibile. Le città più felici d'Italia mostrano un modello diverso di vita urbana Bologna, città da sempre legata alla sua tradizione gastronomica, dove il panorama urbano convive con simboli popo- lari come la mortadella, emblema di una cultura del cibo radicata nella vita quotidiana e nella memoria locale (Photos: Alexander Tolstykh/Dreamstime; Fedecandoniphoto/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO
