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29 GIOVEDÌ 16 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C 'è un motivo se l ' o p e r a l i r i c a nasce in Italia, c ' è q u a l c o s a d i m a g i c o n e l modo in cui la lingua italia- na abbraccia la musica: dal "recitar cantando" dei primi melodrammi fino alle grandi arie di Verdi e Puccini, l'ita- liano si fonde con le note, t r a s f o r m a n d o i l c a n t o i n poesia. È in questo spirito c h e n a s c e " I t a l i a n O p e r a LAb", il programma ideato dal soprano Elisabetta Russo a Los Angeles e che offre una formazione gratuita per gio- vani cantanti emergenti. Un progetto che si inserisce in un contesto storico significa- t i v o : n e l d i c e m b r e 2 0 2 3 , l'arte del canto lirico italiano è stata riconosciuta patrimo- nio culturale immateriale dell'umanità dall'UNESCO. Q u e s t o r i c o n o s c i m e n t o riguarda una pratica viva, tramandata di generazione in generazione, e richiede programmi educativi che ne garantiscano la continuità. Per Elisabetta Russo, cre- s c i u t a i n C a l a b r i a e i n California dal 2013, preser- vare questa tradizione signi- fica mantenere viva non solo l'arte del canto, ma l'anima stessa della tradizione lirica italiana. "Negli Stati Uniti ho imparato a vedere l'opera con occhi diversi: c'è più apertura verso sperimenta- zioni, verso stili ibridi". Ci racconta Russo. "Allo stesso tempo però ho avvertito la necessità di trasmettere il senso autentico dell'opera italiana, la sua lingua e la sua tecnica, perché lontano dall'Italia rischia di perdersi. Il LAb vuole essere un ponte tra cultura italiana e forma- zione internazionale". La prima edizione dell'i- niziativa si è tenuta dal 10 al 13 marzo ed è stata sviluppa- ta in stretta collaborazione con il College of Humanities e il Department of Modern and Classical Languages and Literatures della California State University, Northridge ( C S U N ) , c o n i l s o s t e g n o della Prof.ssa Patricia Miller, direttrice dei Progetti Spe- ciali MCLL Studi Italiani, e dell'Opera Festival di Chica- go, rappresentato dal diret- tore d'orchestra Emanuele Andrizzi e dalla direttrice generale Sasha Gerritson. Tra i momenti principali dell'iniziativa, una tavola rotonda presso The Soraya (CSUN), moderata dal diret- tore artistico Thor Steingra- ber, dal titolo "L'arte del canto lirico italiano e l'UNE- SCO". La conversazione ha esplorato il significato cultu- rale, storico e artistico del- l'opera italiana, riunendo i membri dell'Opera Festival di Chicago, la Prof.ssa Patri- cia Miller, il soprano Elisa- betta Russo e James Tum- minia, produttore esecutivo d e l d o c u m e n t a r i o V i v a Verdi!. In occasione del 125° anniversario della morte di Giuseppe Verdi, si è tenuta un'esibizione dal vivo di due giovani artisti, Caleb Alexan- der e Veronica Robinson, su brani tratti da Rigoletto e La T r a v i a t a , s e g u i t a d a l l a p r o i e z i o n e d e l t r a i l e r d e l documentario Viva Verdi!. L'Italian Opera LAb si è concluso con una master- c l a s s p r e s s o i l W e s t s i d e Music Conservatory di Los Angeles per i nove giovani cantanti selezionati. "Il pro- gramma ha coperto cinque opere principali: Rigoletto, La Traviata, Falstaff, L'Elisir d'Amore e Le Nozze di Figa- r o , c o n f o c u s s u d i z i o n e , interpretazione e costruzio- ne scenica." Ci spiega Russo. "Il percorso si è concluso con un concerto finale in cui o g n i a l l i e v o s i è e s i b i t o , accompagnato al pianoforte da Chris Maldonado, com- pletando la propria espe- rienza formativa". Partiamo dall'impor- t a n t e r i c o n o s c i m e n t o d e l l ' U N E S C O : h a influenzato il suo pro- getto? S ì , a s s o l u t a m e n t e . È importante chiarire: non è stata riconosciuta l'opera italiana in sé, ma l'arte del canto lirico italiano. Questo perché l'iscrizione nella lista d e l P a t r i m o n i o C u l t u r a l e Immateriale dell'UNESCO richiede che l'elemento sia immateriale, trasmesso oral- mente e in modo sostenibile, e sia rappresentativo di una comunità ampia e diversifi- cata. L'opera, includendo a n c h e e l e m e n t i m a t e r i a l i come teatri e strumenti, non soddisfa pienamente questi criteri. Il riconoscimento UNESCO non è solo simboli- co: indica la responsabilità di far vivere questa tradizio- ne, trasmettendola attiva- mente alle nuove generazio- ni. Italian Opera LAb nasce proprio con questa missio- ne: preservare e promuovere l a l i n g u a e l a c u l t u r a d e l canto lirico italiano, creando o p p o r t u n i t à c o n c r e t e p e r giovani talenti. Può raccontarci il suo percorso professionale tra Italia e Stati Uniti? H o s t u d i a t o a R o m a a l Conservatorio e all'Accade- mia di Santa Cecilia, perfe- zionandomi in diversi corsi internazionali. Ho lavorato p e r o l t r e d i e c i a n n i i n tournée con Ennio Morrico- ne, collaborando anche con Nicola Piovani, il Teatro San Carlo di Napoli e l'Audito- r i u m R A I . N e l 2 0 1 1 s o n o arrivata negli Stati Uniti: ho partecipato a concerti a Los Angeles, Las Vegas e New Y o r k , h o v i n t o a g l i H o l - lywood Music Awards e ho avuto l'opportunità di esibir- m i c o n A n d r e a B o c e l l i e David Foster. Qui ho trovato libertà artistica: ho potuto spaziare tra opera, musical, crossover e musica da came- ra, esibendomi in contesti m o l t o d i v e r s i , d a l l a W a l t Disney Concert Hall allo Sta- ples Center. Torniamo al progetto Italian Opera LAb. Come è nato? D u r a n t e l a p a n d e m i a , molti giovani cantanti hanno perso opportunità di forma- zione e lavoro. Volevo creare un programma gratuito per t r a s m e t t e r e l a t r a d i z i o n e dell'opera italiana e valoriz- zare la lingua italiana, ren- dendo questa formazione accessibile ad artisti emer- genti, senza i costi proibitivi d i t r a s f e r t e i n E u r o p a . I l progetto ha richiesto anni di p r e p a r a z i o n e . H o d o v u t o raccogliere fondi, trovare filantropi, costruire collabo- razioni con università e tea- tri. L'obiettivo era chiaro: offrire un'esperienza com- pleta, dalla tecnica vocale alla costruzione scenica, con artisti internazionali. C o s a v o r r e b b e t r a - smettere agli studenti? Che la lingua italiana è f o n d a m e n t a l e . L e v o c a l i chiare e pure permettono il legato, e la struttura fonetica facilita la produzione del suono e l'espressività del canto. Questo aspetto tecni- co è spesso trascurato all'e- stero, ma è ciò che permette di rispettare l'opera nella s u a i n t e g r i t à . D u r a n t e i l panel ho raccontato un epi- sodio che mi è capitato da spettatrice durante un'ope- ra: in alcuni momenti tragi- ci, il pubblico rideva a causa di sovratitoli tradotti male. Questo dimostra quanto sia centrale rispettare la lingua per una corretta compren- sione. L'obiettivo del LAb è quindi non solo insegnare la tecnica, ma anche educare all'attenzione verso il testo, verso il senso e l'interpreta- zione autentica. C o s a p e n s a d e l l e opere italiane interpre- tate in inglese? All'inizio ero contraria: c o m e d i c e v o l ' i t a l i a n o è parte della cultura e dell'i- dentità dell'opera. Poi ho c a p i t o c h e p u ò e s s e r e u n primo passo per avvicinare il pubblico giovane, ma resta fondamentale apprezzare l'opera nella sua lingua ori- ginale. L'esperienza ameri- cana mi ha insegnato che un pubblico incuriosito oggi può diventare domani un a s c o l t a t o r e c o n s a p e v o l e , pronto ad apprezzare la ric- chezza della lingua e della tradizione. Guardando al futuro, cosa immagina per Ita- lian Opera LAb? S t o g i à l a v o r a n d o a l l a s e c o n d a e d i z i o n e . V o r r e i ampliare la collaborazione con università e dipartimen- ti di musica e creare corsi e panel durante l'anno, legati ad autori o ricorrenze parti- colari, e allargare il progetto ad altre città. Al tempo stes- s o , v o g l i o c o n s o l i d a r e l a struttura del progetto per renderlo sostenibile. La col- l a b o r a z i o n e c o n l ' O p e r a Festival di Chicago conti- nuerà, così come il lavoro con artisti internazionali. L'idea è che il LAb diventi un punto di riferimento per la trasmissione della tradi- zione lirica italiana, unendo tecnica, lingua e cultura, in modo accessibile a chiunque abbia talento e passione. Italian Opera LAb: tradizione e futuro della lirica a Los Angeles Catherine Samartin durante il concerto finale dell'Italian Opera LAb (Photo: Matteo Ghidoni) LA COMUNITÀ DI LOS ANGELES
