L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-30-2026

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13 GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | T ra le colline della Basilicata meri- d i o n a l e , s o p r a l ' a m p i o c o r s o d e l l a v a l l e d e l Sinni, si trova Valsinni, uno di quei borghi italiani che possono facilmente trarre in inganno: piccolo, con meno di duemila abitanti, e così tran- q u i l l o d a s e m b r a r e q u a s i distaccato dal frastuono del t u r i s m o m o d e r n o , e p p u r e possiede un'identità straordi- naria, influenzata non solo dalla storia e dalla geografia, ma anche dalla letteratura. Il borgo si trova in provincia di Matera, a circa 90 km a sud di Matera stessa, a circa 150 km a sud-ovest di Bari, e a breve distanza dalla costa ionica. Il suo nome è generalmen- t e i n t e s o c o m e " v a l l e d e l Sinni", il fiume che da tempo segna la vita di questo angolo di Basilicata; come molti luo- ghi italiani, tuttavia, il borgo ha avuto altri nomi prima di assumere quello attuale: per secoli fu conosciuto come Favale, poi Favale di Malva- rosa, prima di assumere la denominazione odierna nel XIX secolo. La storia di Valsinni si può facilmente ricostruire parten- do dalla sua posizione, poiché s o r g e s u u n ' a l t u r a , c o m e molti insediamenti storici del Sud Italia. L'altitudine offriva sicurezza, una vista più chiara sul territorio circostante e una certa protezione dalle i n s a l u b r i p i a n u r e c h e u n t e m p o a f f l i g g e v a n o m o l t e valli. Come gran parte di que- sta regione, Valsinni ha subi- to l'influenza degli antichi p o p o l i i t a l i c i , d e l m o n d o g r e c o d e l l a v i c i n a M a g n a Grecia, di Roma, di Bisanzio, del dominio normanno e dei sistemi feudali che hanno caratterizzato gran parte del Sud per secoli. Non sorprende, quindi, che l'edificio che definisce lo s k y l i n e d e l p a e s e s i a u n castello, il Castello Morra. Sviluppato su fondamenta medievali e rimaneggiato nel tempo, è il luogo che la mag- gior parte dei visitatori ricor- da, almeno inizialmente. Le sue torri in pietra e le mura d i f e n s i v e c o n f e r i s c o n o a l paese il suo profilo caratteri- stico, ma questo edificio è i m p o r t a n t e a n c h e p e r u n altro motivo: è strettamente legato alla donna che ha reso Valsinni famosa ben oltre la Basilicata: Isabella Morra. È proprio questo legame a conferire al borgo una pecu- liarità unica: mentre molti piccoli centri italiani sono associati a santi, famiglie nobili o battaglie epiche, Val- sinni è ricordato soprattutto per una poetessa, Isabella. Nata qui all'inizio del XVI secolo nella nobile famiglia proprietaria del castello, la sua vita fu breve e tragica: nel 1545 fu uccisa dai fratelli, convinti che avesse disonora- to la famiglia con una corri- spondenza con un nobile vici- no. La sua opera, tuttavia, sopravvisse alla tragedia. La p o e s i a d i I s a b e l l a M o r r a , segnata da solitudine, reclu- sione, nostalgia e una profon- da consapevolezza dell'isola- mento, è oggi considerata una delle voci più rappresen- tative del Rinascimento ita- liano; ancora oggi, leggendo i suoi versi, si percepisce la tensione tra intelligenza e confinamento, talento e cir- costanze. Valsinni ha saggia- mente deciso di valorizzare la sua eredità, rendendola parte attiva della vita del borgo, con numerosi eventi cultura- li, letture e un apprezzato programma estivo, "L'Estate di Isabella", dedicato alla sua opera e alla sua figura. Ma Valsinni è anche, più prosaicamente, semplice- mente un luogo incantevo- le da visitare, con un centro storico ricco di vicoli stretti che si snodano inaspettata- mente, scalinate che collega- no i diversi livelli del paese e incredibili punti panoramici che si aprono sulla valle. Le sue case in pietra sembrano s o r g e r e n a t u r a l m e n t e d a l pendio, rendendo l'intero borgo un luogo quasi magico, fiabesco. La sua cucina appartiene inequivocabilmente all'en- troterra lucano: il pane rimane un elemento centrale, c o m e i n t u t t a l a r e g i o n e , affiancato da pasta fatta in casa, legumi, olio d'oliva, ver- dure di stagione, peperoni e formaggi legati all'allevamen- to di pecore e capre. Maiale e agnello sono presenti fre- quentemente, i salumi fanno parte della tradizione culina- ria e molti piatti si basano sulla semplicità, seguendo u n a t e n d e n z a t i p i c a d e l l e realtà agricole della penisola. Il borgo è anche un punto di partenza ideale per i viaggia- tori che desiderano esplorare un diverso tipo di Italia meri- dionale: Matera attira l'atten- zione internazionale, le loca- lità balneari i turisti estivi e i paesaggi del Pollino hanno il l o r o f a s c i n o , m a V a l s i n n i offre un'esperienza completa- mente diversa, più intima e m e n o o s t e n t a t a , d o v e i l tempo e la pace sono al cen- tro di tutto. O gni primavera, A s s i s i m e t t e da parte la sua ben nota iden- tità di meta di pellegrinaggio e ritorna a una delle sue tradizioni locali più vivaci: il Calendimaggio, una festa di sfarzo medievale e rivalità tra quartieri che si tiene nei primi giorni di maggio, quando, per diverse sere, le vie lastricate della città si riempiono di stendar- di, tamburi, fiaccole e proces- sioni in costume, trasfor- mandosi in un palcoscenico storico vivente. Il nome stesso deriva dal latino Kalendae Maii, i primi giorni di maggio. In tutta Italia, forme di Calendi- maggio un tempo segnavano l'arrivo della primavera con canti, fiori e celebrazioni comunitarie dopo l'inverno, ma ad Assisi, queste antiche usanze stagionali si sono gra- dualmente fuse con la storia civica della città, dando vita a un evento molto più elabora- to. Al centro della festa c'è la sana competizione tra le due parti storiche di Assisi: la N o b i l i s s i m a P a r t e d e Sopra, che rappresenta la parte alta della città, e la M a g n i f i c a P a r t e d e Sotto, che rappresenta la parte bassa. La fedeltà a que- s t e d u e s q u a d r e è s p e s s o radicata nelle famiglie e nei quartieri, e molti residenti si identificano fortemente con l'una o l'altra fin dall'infan- zia. L a f o r m a m o d e r n a d e l Calendimaggio è stata ripre- sa nel 1927 e ulteriormente sviluppata dopo la Seconda Guerra Mondiale, quando ha a s s u n t o l a s t r u t t u r a c h e segue ancora oggi. Si svolge solitamente il primo merco- ledì, giovedì, venerdì e sabato dopo il 1° maggio, con mesi di preparazione alle spalle, durante i quali si cuciono i costumi, si provano le musi- che, si progettano le sceno- grafie e si pianificano gli spettacoli. Tra i momenti più simbo- lici c'è la benedizione degli stendardi: la Parte de Sopra si raduna presso la Cattedra- le di San Rufino, mentre la P a r t e d e S o t t o s i r a d u n a p r e s s o l a B a s i l i c a d i S a n F r a n c e s c o , p r i m a c h e entrambi i gruppi si dirigano verso il centro della città. Nei giorni successivi, cia- scuna fazione presenta scene storiche, esibizioni musicali, brani corali e sfilate con fiac- cole ispirate all'Assisi medie- v a l e . I g i u d i c i a s s e g n a n o punti e la fazione vincitrice riceve il Palio , il premio della festa. Un'altra tradizio- ne molto amata è la scelta della Madonna Primave- ra, la simbolica Signora della Primavera. Ciò che rende speciale il Calendimaggio è che rimane una vera e pro- pria festa civica che unisce la città in una sana rivalità. Le rievocazioni storiche del Calendimaggio ad Assisi (Photo: Shutterstock) V a l s i n n i , i l b o r g o d i u n a p o e t e s s a d e l Rinascimento All'interno del Calendimaggio, la tradizione storica più colorata di Assisi La magica atmosfera di Valsinni (Photo: Shutterstock) SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI

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