L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-30-2026

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15 GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | P e r o l t r e s e i decenni, M i n a ha occupato un posto raro nella cultura italiana: è al contempo cantante, sim- bolo, voce riconosciuta prati- camente da tutti e personag- gio pubblico che ha scelto, molto tempo fa, di ritirarsi dalla vita pubblica senza mai perdere rilevanza. Pochi arti- sti al mondo sono riusciti in questa combinazione. In Ita- l i a , d a t e m p o b a s t a d i r e "Mina": non serve il cogno- me. Nata Mina Anna Mazzi- ni nel 1940 a Busto Arsizio, in Lombardia, è cresciuta in parte a Cremona e ha rag- giunto la maggiore età in un Paese che stava cambiando rapidamente dopo la Secon- da Guerra Mondiale: l'Italia degli anni Cinquanta si stava urbanizzando, modernizzan- do, aprendosi alle tendenze internazionali, e la musica popolare si stava evolvendo di conseguenza. Il rock and roll americano, il jazz, lo swing e i nuovi stili di esecu- z i o n e c o m i n c i a v a n o a influenzare le giovani gene- razioni: è in questa atmosfe- ra particolare che si è inseri- ta, con la sua straordinaria presenza scenica e la sua voce inconfondibile. I l s u o p r i m o s u c c e s s o arrivò alla fine degli anni '50, quando incise per la prima volta con il nome di Baby Gate, riflettendo la fascina- zione dell'epoca per i suoni americani. Fin dall'inizio, ciò che la rese speciale non fu solo la potenza vocale, ma anche la sua versatilità inter- pretativa: poteva suonare giocosa, drammatica, intima, ironica, moderna o profon- damente emotiva, spesso all'interno dello stesso reper- torio, con una gamma che le permetteva di muoversi con disinvoltura tra mondi musi- cali, in un'epoca in cui molti artisti erano più limitati. All'inizio degli anni '60, Mina era diventata una delle stelle di punta della televisio- ne italiana, allora il mezzo di comunicazione più influente del Paese, ma anche la sua vita privata la pose al centro del dibattito nazionale. All'i- nizio degli anni '60, la sua relazione con l'attore Corra- do Pani, che era ancora spo- sato quando iniziarono a fre- quentarsi, suscitò polemiche in un'Italia allora molto più conservatrice. Le emittenti televisive presero le distanze da lei per un certo periodo, e f u e s c l u s a d a a l c u n i p r o - grammi; tuttavia, l'episodio rivelò anche qualcosa sulla p o s i z i o n e d i M i n a n e l l a società italiana: era troppo importante e troppo amata dal pubblico per scomparire a lungo. Tornò più forte di prima, e l'affetto del pubblico nei suoi confronti si intensi- ficò ulteriormente. Dal punto di vista musica- le, gli anni '60 e '70 furono decenni straordinari, duran- te i quali registrò moltissimo e collaborò con molti dei migliori compositori, arran- giatori e parolieri italiani, interpretando brani pop, chanson, pezzi con influenze jazz, soul e canzoni orche- strali sofisticate. Aveva il dono di prendere materiale che sarebbe potuto sembrare ordinario in un'altra voce e trasformarlo in qualcosa di incredibile grazie al fraseggio e all'intelligenza emotiva. T r a l e s u e c a n z o n i p i ù famose ci sono Il Cielo in una Stanza, scritta da Gino Paoli, Se Telefonando, una pietra miliare della composi- zione pop italiana, con musi- che di Ennio Morricone, Parole Parole, un duetto spi- ritoso con l'attore Alberto L u p o , e G r a n d e G r a n d e Grande, una canzone che in seguito ha fatto il giro del mondo in diverse versioni. Inutile dire che parte dell'im- portanza duratura di Mina nella musica risiede nell'a- spetto tecnico del suo canto: m u s i c i s t i e c r i t i c i h a n n o spesso sottolineato il con- trollo del suo fraseggio, la precisione della sua intona- zione, il calore e la potenza del suo registro grave e la libertà espressiva con cui interpretava ogni verso. Poi, accadde qualcosa di incredibile: nel 1978, dopo un'ultima serie di apparizio- ni dal vivo, Mina si ritirò dalle esibizioni pubbli- che e in gran parte dalla visi- bilità pubblica per stabilirsi in Svizzera, scegliendo una vita lontana dalle telecamere e dalle sale da concerto. Per m o l t i a r t i s t i , s c o m p a r i r e avrebbe significato il declino, m a p e r M i n a è d i v e n t a t o parte integrante della sua leggenda: ha continuato a registrare album, a pubblica- re regolarmente nuovo mate- riale, a collaborare con musi- cisti di spicco – tra cui un altro artista iconico come Adriano Celentano – e a mantenere un grande succes- so commerciale pur apparen- do raramente in pubblico. Questa decisione ha cam- biato il rapporto tra artista e pubblico perché Mina, per certi versi, è diventata ancora più presente attraverso la s u a a s s e n z a . G l i i t a l i a n i hanno continuato ad ascol- tarla alla radio, a comprare dischi, a vedere il suo nome nei negozi e a sentire la sua voce nelle sigle televisive e nelle pubblicità, ma senza la consueta macchina mediatica della celebrità; magicamente, l'attenzione è tornata alle r e g i s t r a z i o n i s t e s s e , a l l a musica. Al di fuori dell'Italia, Mina è talvolta meno conosciuta di altre star europee della sua epoca, il che è sorprendente vista la portata dei suoi suc- cessi: ha venduto milioni di dischi, ha plasmato il suono della musica popolare italia- na e ha mantenuto la sua autorità culturale attraverso i decenni. E non c'è da stupirsi s e , p e r m o l t i n e l s e t t o r e musicale, rappresenta anco- ra il punto di riferimento con cui tutte le voci femminili dovrebbero essere confronta- te. Certamente, questo è uno dei motivi principali per cui Mina rimane così importante oggi, ma c'è di più: non è d i p e s o d a u n a v i s i b i l i t à costante e non ha annacqua- to la sua identità per rimane- re al passo con i tempi. Non aveva bisogno di spiegarsi all'infinito in pubblico, ma ha lasciato che il suo lavoro continuasse a parlare per lei. È diventata la diva per eccel- l e n z a r i f i u t a n d o t u t t i g l i orpelli. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Mina: la cantante che si è allontanata dalle scene senza mai scomparire

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