L'Italo-Americano

italoamericano-digital-4-30-2026

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GIOVEDÌ 30 APRILE 2026 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Q uando la Desi- g n W e e k d i Milano giunge al termine, la c i t t à s e m b r a aver vissuto diverse settimane in pochi giorni: le strade che normalmente scorrono a un ritmo ordinato si affollano dalla mattina fino a tarda sera; i cortili storici si riem- piono di visitatori mentre le ex fabbriche riaprono come spazi culturali temporanei e gli showroom rimangono illu- minati a lungo dopo il tra- monto. Le conversazioni si susseguono in una dozzina di lingue diverse nei caffè, nelle hall degli hotel, nei taxi, alle fermate del tram e agli ingres- si dei musei. Per una settimana ogni pri- mavera, Milano non ospita semplicemente un evento, ma diventa l'evento. Al centro di tutto c'è, natu- r a l m e n t e , i l S a l o n e d e l Mobile, fondato nel 1961 e a n c o r a o g g i l ' e v e n t o p i ù influente al mondo per l'arre- damento e l'abitare contem- poraneo. Attorno al Salone si sviluppa il Fuorisalone, la costellazione cittadina di installazioni, mostre, lanci di prodotto, conferenze ed espe- rimenti che trasformano i quartieri di Milano in una mappa aperta della creatività globale. Eppure, descriverlo semplicemente come una fiera del mobile sarebbe del tutto incomprensibile, perché ciò che Milano presenta ogni anno è qualcosa di molto più grande: è una visione di come le persone potrebbero vivere in futuro. Ecco perché il Salone con- tinua ad essere importante in un mondo in cui quasi tutto può essere visto – e acquista- to – online; se ci pensate, i cataloghi sono digitali, i lanci possono avvenire su schermi e le riunioni possono essere tenute a distanza, eppure ogni aprile il mondo del desi- gn internazionale continua a imbarcarsi su voli per Mila- no. Il motivo è semplice: a l c u n e c o s e n o n p o s s o n o essere comprese virtualmen- te; non possono essere vissu- te se non di persona. Le proporzioni non posso- no essere apprezzate appieno attraverso una fotografia e, certamente, la sensazione al tatto del legno, della pietra, del lino, della pelle, del vetro o dell'acciaio non può essere scaricata. La luce non può essere percepita solo attra- verso i pixel, né l'atmosfera, che spesso è ciò che il design riesce a creare meglio. In un'epoca sempre più influenzata dall'intangibile, Milano rimane ostinatamente radicata nella fisicità: qui le persone vengono per toccare l e s u p e r f i c i , s e d e r s i s u l l e sedie, aprire le porte, attra- versare gli ambienti, provare la luce, ascoltare i suoni e percepire le proporzioni. In breve, vengono per scoprire se un oggetto ha semplice- mente un aspetto nuovo o se cambia realmente l'esperien- za della vita quotidiana. Ed è forse questa distinzione fon- damentale che contribuisce a spiegare perché il Salone del Design sia sopravvissuto a tendenze, recessioni, cambia- menti tecnologici e muta- menti di gusto, mentre molte altre fiere hanno perso rile- vanza. Ma l'edizione di quest'an- no ha anche suggerito un sottile cambiamento di tono. Per un certo periodo, le settimane del design in tutto il mondo sono state gui- date dallo spettacolo, con un'attenzione saldamente concentrata su installazioni scenografiche pensate per circolare sui social media, elementi di grandi dimensio- ni creati per essere fotografa- ti piuttosto che utilizzati; sia chiaro, Milano non è mai stata immune a questa tenta- zione, ma i segnali più forti q u e s t ' a n n o s e m b r a v a n o andare in un'altra direzione. C'era maggiore attenzione ai m a t e r i a l i , a l l a l o n g e v i t à , all'artigianalità, alla riparabi- lità e, sì, alla durabilità emo- tiva. Si tratta di un cambia- m e n t o c h e r i f l e t t e u n sentimento più ampio, basa- to sulla crescente stanchezza dei consumatori di diversi settori nei confronti dei beni usa e getta, spesso creati per stupire per un breve periodo prima di essere sostituiti. Il design risponde a questa ten- denza ritornando a valori che l'Italia ha sempre compreso: materiali di qualità, cura arti- gianale, equilibrio tra bellezza e funzionalità, e l'idea che un oggetto ben fatto possa dura- re una vita. Il vantaggio dell'Italia in q u e s t o c a m p o n o n è m a i dipeso solo dallo stile, ma risiede in un'abitudine cultu- rale che coniuga estetica e funzionalità quotidiana. In molti luoghi il design è asso- ciato al lusso o all'esclusività, ma in Italia, nella sua espres- sione migliore, il design è sempre stato pratico e demo- cratico. Riguarda il tavolo da cucina, la lampada da usare ogni sera, una sedia che dura decenni, la panchina pubbli- ca, la macchina per il caffè espresso, il sistema di scaffa- lature, il pavimento piastrel- lato, la luce che entra in una stanza con la giusta angola- zione. La bellezza non è sepa- Dove il futuro prende forma: Milano oltre la Design Week CONTINUA A PAGINA 7 L'Italia del design prende esempio dalla tradizione e dalla creatività per produrre bellezza e funzionalità (Image generated using Adobe Illustrator AI)

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