Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1544966
13 GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | L 'azienda italiana I n v i c t a è c o s ì strettamente asso- c i a t a a g l i z a i n i s c o l a s t i c i c h e molti pensano che sia sempre stata la sua attività principale. In realtà, l'azienda ha trascor- so decenni a produrre attrez- zature tecniche per atti- v i t à a l l ' a p e r t o prima di diventare uno dei nomi più riconoscibili nella cultura sco- lastica italiana. L e o r i g i n i d e l m a r c h i o risalgono al 1906, con la sede iniziale in Inghilterra, ma la produzione e lo sviluppo si trasferirono presto a Torino, dove Invicta divenne parte i n t e g r a n t e d e l p a n o r a m a industriale del Nord Italia nel corso del XX secolo. Torino fu scelta perché vantava già una solida tradizione manifattu- riera legata alla meccanica, al tessile e alla produzione tecni- c a , m e n t r e i l c i r c o s t a n t e a m b i e n t e a l p i n o f a v o r i v a naturalmente la domanda di attrezzature per attività all'a- perto e alpinismo. Per gran parte della sua storia iniziale, Invicta si è con- centrata su prodotti pratici legati all'escursionismo e allo sport, come si può facilmente notare sfogliando i cataloghi della metà del XX secolo: zaini, borsoni, accessori da alpinismo e attrezzature tec- niche progettate per un uso intensivo erano i prodotti di punta dell'azienda. Erano gli anni immediatamente succes- sivi alla fine della Seconda Guerra Mondiale, quando il turismo di montagna e gli sport alpini si stavano espan- dendo notevolmente in Italia, e l'attrezzatura outdoor resi- stente stava diventando sem- pre più importante per un paese che riscopreva i viaggi, il tempo libero e le attività all'aria aperta dopo le diffi- coltà degli anni di guerra. L'azienda si è costruita una reputazione basata su mate- riali resistenti e design fun- zionale, e ben prima che gli zaini diventassero accessori di lifestyle, i prodotti Invicta venivano commercializzati puntando su concetti di dura- ta e prestazioni, un'identità tecnica che è rimasta centrale per il marchio. Uno dei punti di svolta più importanti si è verificato negli anni '70, quando gli studenti dovevano portare con sé ogni giorno più libri di testo e quaderni, e le tradizionali cartelle in pelle stavano gradualmente diven- tando meno pratiche per la vita ur bana moder na. Gl i zaini tecnici morbidi di Invic- ta offrivano materiali più leg- geri, maggiore capacità di carico, spallacci regolabili e un design derivato dall'attrez- zatura da trekking, che li ren- deva resistenti e comodi. L'a- zienda, quindi, ha iniziato ad adattare i prodotti outdoor alle esigenze degli studenti. All'inizio degli anni '80, gli zaini Invicta erano diventa- ti una presenza fissa nelle scuole di tutta Italia, soprat- tutto il modello Jolly, ancora o g g i r i c o r d a t o p e r l a s u a forma arrotondata e le vivaci combinazioni di colori. Segui- rono altri modelli popolari, spesso caratterizzati da blu, rossi e verdi brillanti e detta- gli fluorescenti in linea con l'estetica del periodo. Invicta trovò spazio anche nella più ampia cultura giovanile italia- na, che stava cambiando rapi- damente e iniziava ad abbrac- c i a r e m o d e l l i p i ù internazionali. Gli anni '80 videro l'ascesa dei paninari, u n a s o t t o c u l t u r a u r b a n a incentrata su abbigliamento casual di ispirazione america- na, loghi ben visibili, scarpe da ginnastica e marchi di abbigliamento sportivo. Gli zaini Invicta si inserivano naturalmente in questo con- testo. Gli zaini divennero rapida- mente parte integrante della vita scolastica italiana quoti- diana e si potevano vedere ovunque, da Milano a Bolo- gna, da Torino a Roma. Su autobus, treni e fuori dalle scuole, erano l'accessorio più comune degli adolescenti ita- liani negli anni '80 e '90. Il marchio ha attraversato diverse trasformazioni nei decenni successivi, con l'in- tensificarsi della concorrenza globale: aziende internazio- nali come Eastpak e Jansport s o n o e n t r a t e n e i m e r c a t i europei in modo più aggressi- vo, mentre le trasformazioni nelle tendenze della moda e nella produzione hanno cam- biato l'intero settore degli zaini. Invicta è infine entrata a f a r p a r t e d e l G r u p p o Seven di Torino, che ancora oggi gestisce il marchio insie- me ad altri marchi legati al mondo della scuola. Nonostante questi cambia- menti, il marchio ha mante- nuto un forte legame con la sua identità originale e le col- lezioni moderne fanno ancora riferimento al patrimonio outdoor dell'azienda, spesso reintroducendo forme classi- che e design d'archivio dei decenni passati; Infatti, l'a- spetto tecnico che un tempo distingueva gli zaini Invicta dai tradizionali zaini scolasti- ci rimane una delle caratteri- stiche distintive del marchio. B eh... l'Italia non h a i n v e n t a t o i l i b r i d i r i c e t t e dal nulla: sap- piamo bene che raccolte di ricette esistevano già nel mondo antico, tra cui quella di Apicio, uno dei più antichi testi culinari giunti fino a noi nella storia occi- d e n t a l e . C o m p i l a t o t r a l a tarda antichità e l'inizio del Medioevo, il testo raccoglieva ricette, tecniche di cottura e note sugli ingredienti utiliz- zati nella cucina d'élite roma- na. Seguirono poi manoscritti culinari arabi medievali e altre raccolte europee. T u t t a v i a , m o l t i s t o r i c i dell'alimentazione sostengo- no che l'Italia rinascimentale abbia giocato un ruolo decisi- vo nella creazione di qualcosa di molto più simile al moder- no libro di cucina come lo conosciamo oggi. E hanno ragione. La figura chiave in questo caso è il Maestro Martino da Como, un cuoco del XV secolo spesso descritto come i l p r i m o c h e f c e l e b r e d e l mondo occidentale. Intorno al 1460, Martino scrisse il Libro de Arte Coquinaria ("Libro dell'arte di cucina- re"), un testo che si differen- ziava significativamente da molte precedenti raccolte di ricette. Invece di limitarsi a elencare gli ingredienti o a descrivere banchetti elabora- ti, Martino organizzò le ricet- te in modo chiaro, spiegò le tecniche di cottura, incluse i dettagli di preparazione e tal- volta persino i tempi di cottu- ra. Il risultato fu una guida pratica e di facile lettura per chi lavorava effettivamente in cucina. Inoltre, Martino scrisse in volgare anziché solo in lati- n o , r e n d e n d o i l l i b r o p i ù accessibile. Le sue ricette includevano piatti come ver- micelli, maccheroni siciliani, arrosti, preparazioni a base di verdure e salse, riflettendo u n a c u c i n a c h e a l l ' e p o c a risultava già molto riconosci- bile. Molti storici lo conside- r a n o m o d e r n o p e r c h é s i allontanò dall'uso eccessivo di spezie tipico della cucina medievale, ponendo maggio- re enfasi sugli ingredienti stessi. La storia assume un'im- portanza ancora maggiore grazie a Bartolomeo Plati- na, umanista rinascimentale che incorporò molte delle ricette di Martino nel suo "De Honesta Voluptate et Valetudine", stampato per la prima volta negli anni Settanta del Quattrocento. Grazie alla stampa, da poco inventata, l'opera circolò ampiamente in tutta Europa e divenne uno dei primi libri di cucina stampati della sto- ria. Quindi, sebbene l'Italia non abbia inventato le ricette o la scrittura culinaria, l'Italia rinascimentale ha contribuito a dare al libro di cucina una forma strutturata, pratica e ampiamente diffusa: qualco- sa di molto simile ai libri di cucina che ancora oggi tro- viamo nelle nostre cucine. L'Italia rinascimentale contribuì a dare forma al moderno libro di cucina, introducen- do ricette scritte, tecniche e consigli pratici per la preparazione dei cibi (Photo: Ginasanders/ Dreamstime) Dalle Alpi alle aule scolastiche italiane: la storia di Invicta L'Italia ha inventato il moderno libro di cucina? I mitici zaini Jolly: nel centro la versione fluo, che era particolarmente popolare IMPRESA ITALIA ECONOMIA MADE IN ITALY AZIENDE
