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15 GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C i sono composi- t o r i l a c u i v i t a diventa insepa- rabile dalla loro musica, e poi c'è Gioachino Rossini, diven- tato famoso non solo per i teatri d'opera e le sale da concerto, ma anche per il suo amore per il cibo. Tartu- fi, foie gras, salse, elaborati piatti di pasta: il nome di Rossini è stato associato ad alcune delle ricette più stra- vaganti dell'Europa ottocen- tesca. Molto prima degli chef stellati e degli influencer gastronomici, Rossini era già noto per la sua passione per la buona cucina, tanto per il suo appetito quanto per il suo genio artistico. Nato a Pesaro nel 1792, Rossini fu una delle grandi stelle dell'opera italiana; a trent'anni aveva già compo- s t o o p e r e c h e s a r e b b e r o entrate a far parte del cano- ne operistico, tra cui Il bar- b i e r e d i S i v i g l i a , L a Cenerentola e Guglielmo Tell. Poi, inaspettatamente, si fermò: dopo la prima del G u g l i e l m o T e l l n e l 1 8 2 9 , Rossini si ritirò in gran parte dalla composizione di opere a soli trentasette anni. Per molti compositori, quell'età avrebbe segnato l'inizio della maturità e della popolarità, ma per Rossini segnò l'inizio di una vita completamente diversa, una seconda vita che ruotava sempre più attorno al cibo. Si stabilì per lunghi perio- d i a P a r i g i , c h e a l l ' e p o c a stava diventando il centro dell'alta gastronomia euro- pea. I ristoranti, i salotti e la cultura dei banchetti privati della città stavano trasfor- m a n d o l a c u c i n a i n u n a forma d'arte associata a raf- finatezza, lusso e vita intel- l e t t u a l e . R o s s i n i s i s e n t ì s u b i t o a s u o a g i o i n q u e l mondo: ricco, famoso, socie- vole e intensamente curioso, iniziò a circondarsi di chef, buongustai e artisti di ogni genere. E le sue cene diven- nero leggendarie. Non commettete l'errore di pensare che Rossini si limitasse a mangiare bene; i n r e a l t à c o m p r e n d e v a a fondo la cultura gastronomi- ca. Per questo non era insoli- to sentirlo discutere di ricet- te e ingredienti con la stessa serietà che altri riservavano alla letteratura o persino alla politica. Infatti, le cronache d e l l ' e p o c a l o d e s c r i v o n o mentre scambia idee con alcuni degli chef più celebri d e l s u o t e m p o , t r a c u i Marie-Antoine Carême, una delle figure fondatrici dell'alta cucina moderna. Ben presto, i piatti inizia- rono a portare il suo nome, il più famoso dei quali rimane i l T o u r n e d o s R o s s i n i , ancora oggi servito nei risto- ranti. Il piatto è molto lus- suoso: filetto di manzo ada- g i a t o s u p a n e t o s t a t o , guarnito con foie gras e tar- tufo nero, e rifinito con una ricca salsa al Madeira. Anche p e r g l i s t a n d a r d d e l X I X secolo, era un piatto molto sontuoso. Ma soprattutto, rifletteva perfettamente i gusti personali di Rossini, che adorava i sapori intensi, l e c o n s i s t e n z e r i c c h e e , soprattutto, il tartufo. I tartufi, infatti, ricorrono costantemente nei racconti che lo riguardano, quasi fino all'ossessione. Si dice che Rossini considerasse la cuci- na una delle massime con- quiste della civiltà: un aned- d o t o , p r o b a b i l m e n t e esagerato ma continuamente ripetuto perché ben descrive la sua personalità, narra che pianse solo tre volte in vita sua: una volta quando la sua prima opera non ebbe suc- cesso, una volta ascoltando Niccolò Paganini e una volta quando un tacchino ripieno di tartufi cadde accidental- mente in un lago durante un picnic. La storia probabil- mente sopravvive ancora oggi perché dipinge Rossini come lo si immagina: dram- matico e teatrale, anche al di fuori della musica. Ma forse, nell'amore di Rossini per il cibo c'era qual- cosa di più della semplice passione per gli eccessi culi- nari; in fondo, egli apparte- neva a un periodo in cui il cibo stava diventando parte integrante dell'identità cul- t u r a l e i n u n s e n s o m o l t o moderno. L'Italia, ancora politicamente frammentata per gran parte della sua vita, possedeva già forti tradizioni culinarie regionali, e Rossini si muoveva costantemente tra di esse. Trascorrendo così tanto tempo in Francia, portò all'estero i gusti italia- ni, assorbendo al contempo la raffinatezza della gastro- nomia parigina. Per molti versi, divenne uno dei primi ambasciatori della cultu- ra gastronomica italiana a l l ' e s t e r o , s e b b e n e n o n nella forma rustica e sempli- c e c h e s p e s s o a s s o c i a m o all'Italia odierna. Rossini rappresentava l'é- lite della cucina italiana: Parmigiano Reggiano, pasta, salse al burro, vini pregiati, funghi e tartufi. Alcune ricette a lui attri- buite sono di una comples- sità quasi sorprendente. Una ricetta di Maccheroni alla Rossini giunta fino a noi combina la pasta con tartufi, funghi, salsa al burro, pro- sciutto e formaggio: sicura- mente gustosa, ma forse un p o ' e c c e s s i v a p e r i g u s t i odierni. Allo stesso tempo, Rossini non perse mai l'ironia gioco- sa che lo rese famoso, un aspetto facilmente riscontra- bile leggendo alcune delle sue citazioni sorprendente- m e n t e m o d e r n e s u l c i b o : "Mangiare, amare, cantare e digerire sono i quattro atti dell'opera comica conosciuta come vita", avrebbe detto, condensando piacere, arte e umorismo in un'unica frase. Un'altra celebre affermazio- n e d e s c r i v e v a l o s t o m a c o come "il direttore d'orchestra che dirige la grande orche- stra delle nostre emozioni". Davvero azzeccato, non cre- dete? Per Rossini, il cibo non è mai stato secondario rispetto alla cultura. Era la cultura stessa, e questo potrebbe spiegare perché la sua ere- dità culinaria sia sopravvis- suta così forte, persino tra chi conosce poco l'opera. Nell'Italia di oggi, il legame di Rossini con il cibo rimane particolarmente evidente nella sua città natale, Pesaro, dove la Pizza Rossini con- tinua ad essere una specia- lità locale. Agli occhi degli stranieri, l'abbinamento può sembrare strano: pizza al pomodoro condita con fette di uovo sodo e maionese. A Pesaro, tuttavia, è diventata parte integrante dell'identità locale, un'ulteriore conferma che la reputazione di Rossini come buongustaio è ancora viva e vegeta. SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Gioachino Rossini e l'arte di mangiare bene
