Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1544966
23 GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C 'era una volta, in Abruzzo, il più i m p o r t a n t e oggetto per pre- p a r a r e i d o l c i . Era un pesante attrezzo di ferro che assomigliava più all'opera di un fabbro che a qualsiasi utensile da cucina: si apriva e si chiudeva come u n a p i n z a , a v e v a l u n g h i manici per tenere le mani lontane dal fuoco e all'inter- n o , d i s o l i t o , p r e s e n t a v a motivi incisi che sarebbero poi apparsi sulla superficie dell'impasto. Alcuni ferri avevano fiori, altri rombi o griglie, altri ancora persino i n i z i a l i e d a t e , e s p e s s o diventavano cimeli di fami- g l i a . Q u e s t i f e r r i e r a n o essenziali per preparare le ferratelle, uno dei dolci più antichi e riconoscibili dell'Abruzzo e di alcune zone del vicino Molise. A seconda della regione, potreste sentirle chiamare in modo diverso: da qualche parte ferratelle, altrove piz- zelle, neole, cancellate o fer- r a t e l l e a b r u z z e s i . N o n è affatto insolito, anzi, è abba- stanza comune nella cucina regionale italiana, dove la stessa ricetta può cambiare nome – e a volte anche alcu- ni ingredienti! – ogni pochi chilometri, se non addirittu- r a d a u n a c a s a a l l ' a l t r a . Fuori dall'Italia, soprattutto negli Stati Uniti, il termine più conosciuto è probabil- mente pizzelle, poiché da tempo fanno parte delle tra- dizioni natalizie italoameri- c a n e , i n p a r t i c o l a r e n e l l e famiglie con radici nell'Italia centro-meridionale. Ma se si torna in Abruzzo, l a s t o r i a s i f a m o l t o p i ù ampia di quella di un sem- p l i c e b i s c o t t o n a t a l i z i o , entrando nel mondo della vita domestica e dell'identità familiare, con un legame che i n i z i a c o n i l f e r r o s t e s s o ; infatti, "ferratelle" deriva proprio da esso. E non fatevi ingannare: il ferro è sempre stato importante quanto la ricetta stessa. Storicamente, venivano prodotte da arti- giani e fabbri locali, a volte s u c o m m i s s i o n e p e r u n a f a m i g l i a , e , i n c e r t i c a s i , facevano persino parte della dote della sposa. Ogni casa aveva il suo ferro, r i c o n o s c i b i l e d a l d i s e g n o impresso sull'impasto, un dettaglio importante soprat- tutto nelle comunità rurali p i ù a n t i c h e , d o v e m o l t i oggetti in casa erano funzio- nali e intercambiabili, e le persone volevano tenerne traccia. L'impasto, nel frattempo, è r i m a s t o e s t r e m a m e n t e semplice in tutta la regione: uova, farina, zucchero, olio o burro a seconda della zona, poi scorza di limone, vani- glia, anice, a volte cannella. Come potete vedere, non c'è niente di elaborato nelle fer- ratelle, una prelibatezza la cui bontà deriva da ingre- dienti tradizionali che si tro- v a n o c o m u n e m e n t e i n dispensa. S i p o t r e b b e p e n s a r e , basandosi sugli ingredienti di base e, in effetti, sul loro aspetto, che non siano molto diverse dai waffle... ma lo s o n o , e l a d i f f e r e n z a s t a tutta nella consistenza: sono più sottili, più leggere, soli- tamente più delicate; alcune versioni sono abbastanza croccanti da spezzarsi netta- m e n t e c o n u n o s c h i o c c o , mentre altre rimangono più m o r b i d e e l e g g e r m e n t e gommose. In alcune zone dell'Abruzzo, vengono arro- tolate ancora calde e farcite c o n m a r m e l l a t a o c r e m a pasticcera; altrove, se ne uniscono due con confettura d'uva, cioccolato o miele al centro. Naturalmente, ogni famiglia sembra convinta che la propria versione sia quella corretta. Il loro metodo di cottura tradizionale è altrettanto interessante, e decisamente l o n t a n o d a q u e l l o a c u i siamo abituati nelle nostre cucine odierne: prima che g l i e l e t t r o d o m e s t i c i s i diffondessero, il ferro dove- va essere riscaldato diretta- mente sulla fiamma o nel camino, ma bisognava fare m o l t a a t t e n z i o n e , p e r c h é calcolare il tempo giusto per ottenere la ferratella perfet- t a e r a u n v e r o e p r o p r i o g i o c o d i e q u i l i b r i o : n o n troppo da bruciarla subito, non troppo poco da ottenere un pasticcio liquido. Tutto ruotava intorno al giusto tempismo e, naturalmente, all'apertura e alla chiusura del ferro, e al profumo di pasta calda e scorza di limo- ne che si diffondeva in cuci- na. Poiché il lavoro era ripeti- tivo e relativamente lento, diverse persone si riunivano in cucina contemporanea- mente, soprattutto prima delle festività, chiacchieran- do mentre i vassoi si riempi- vano gradualmente accanto a loro. In questo senso, le ferratelle appartengono alla stessa categoria dei ravioli, dei tortellini o della passata di pomodoro: prepararle era una vera e propria impresa collettiva, un prezioso ritua- le sociale. Un'altra questione inte- r e s s a n t e r i g u a r d a l a l o r o effettiva antichità, poiché le f e r r a t e l l e s o n o s p e s s o descritte come discendenti degli antichi dolci roma- ni noti come crustulum, di cui i nostri antenati erano molto ghiotti. Le tradizioni l o c a l i i n A b r u z z o s p e s s o ripetono con orgoglio questa affermazione, ma la verità è L'originale biscotto waffle italiano: la storia delle ferratelle abruzzesi LA BUONA TAVOLA RICETTE PIATTI TIPICI STORIE DI CUCINA che ci sono poche prove sto- riche a sostegno. Potrebbero essere lontanamente colle- gate a tradizioni culinarie più antiche, ma le prove sto- riche più chiare di ferratelle decorate risalgono a un'epo- ca ben successiva a quella romana, in particolare tra il XVII e il XIX secolo. Tuttavia, che il collega- m e n t o d i r e t t o c o n R o m a p o s s a e s s e r e p i e n a m e n t e dimostrato non è poi così importante; ciò che sembra più rilevante è quanto poco siano cambiate nel tempo, s o p r a t t u t t o p e r q u a n t o r i g u a r d a l a l o r o n a t u r a intrinsecamente casalinga: non le troverete nei risto- ranti di lusso; se le desidera- te, potreste dover entrare nella cucina di qualcuno – e nei panifici! Le producono nei panifici! Q u e s t o l e g a m e c o n l a " c u c i n a c a s a l i n g a " e l a "famiglia" potrebbe anche spiegare il successo riscosso dalle ferratelle tra gli emi- granti italiani: le ricette s t r e t t a m e n t e l e g a t e a l l a memoria tendono a soprav- vivere meglio alla migrazio- ne perché la loro semplicità fa sì che tutti gli ingredienti siano facilmente reperibili o v u n q u e e p e r c h é , f o r s e ancora più semplicemente, hanno il sapore, il profumo e l a s e n s a z i o n e d i c a s a . M o l t i a b r u z z e s i e m i g r a t i negli Stati Uniti tra la fine d e l X I X e l ' i n i z i o d e l X X secolo portarono spesso con sé i loro ferri, insieme a pen- tole, biancheria, oggetti reli- giosi e fotografie, così le fer- ratelle (o meglio, pizzelle, come le conoscono la mag- gior parte degli italoameri- cani) sono diventate parte integrante delle tradizioni natalizie italoamericane. In Abruzzo, le ferratelle non sono mai scomparse del tutto nell'oblio. I panifici le p r o d u c o n o a n c o r a e g l i stampi in ferro antichi ven- gono ancora collezionati e utilizzati: non sorprende che i vecchi ferri siano spesso più affidabili delle macchine moderne. E forse è per que- sto che amiamo così tanto le ferratelle: perché sono sem- plici, sono locali, hanno il sapore di casa e, in qualche modo, anche di felicità. Le ferratelle, dolci tradizionali abruzzesi, vengono ancora preparate in molte zone dell'Italia centrale e meridionale, soprattutto durante le festività e le occasioni di famiglia (Photo: Giakita/Dreamstime)
