L'Italo-Americano

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www.italoamericano.org 11 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 14 MAGGIO 2026 S e grandi capitali d ' E u r o p a s o n o famose e rappre- sentate da un par- t i c o l a r e m o n u - m e n t o q u a l e , a d e s e m p i o Parigi la Tour Eiffel, Londra Buckingham Palace, Roma il Colosseo o Piazza San Pietro, anche in Sicilia ci sono delle particolari icone che rappre- sentano diverse città, anche se non sono capitali. Tra que- ste possiamo citare Palermo con la sua Cattedrale o il san- tuario di Santa Rosalia sul Monte Pellegrino; Catania con il simbolo del capoluogo: l'Elefante; Siracusa con la Fontana Aretusa , il Teatro e l'Anfiteatro; Agrigento con il T e m p i o d e l l a C o n c o r d i a ; T a o r m i n a c o n i l T e a t r o Greco. Insomma, ogni città ha sempre un segno distinti- vo personale e non sempre questo è un monumento par- ticolare, una statua, un tem- pio ma può essere qualcos'al- tro. Non meno identificativo ma di diverso genere. E' il c a s o d e l l a c i t t à d i P i a z z a Armerina, in provincia di Enna, al centro della Sicilia. Sorge a 697 metri su un'altu- ra dei monti Erei e, fino al 1927, era capoluogo di un esteso circondario e sede di sottoprefettura(amministra- zione locale inferiore alla prefettura o provincia) fin quando non fu istituita la provincia di Enna e ne fu inglobata. Incastonata tra boschi di eucalipti, il suo originario impianto medievale gode di un centro storico ricco di ele- menti barocchi e normanni. Definita Urbs Opulentissima, città d'arte per l'importante patrimonio archeologico, artistico e storico, è nota anche per il Palio dei Nor- manni che vi si svolge nei giorni 12, 13 e 14 agosto fin dalla fine del XVII secolo. Furono le dodici confraterni- te che organizzarono per la prima volta un corteo storico per celebrare "Maria Santissi- ma delle Vittorie", conosciuto col nome di "Cavalcata" ed è così che usano chiamarla gli abitanti di Piazza Armerina ed è così che venne realizzata, a partire dal 1952. Con i suoi oltre seicento figuranti, è il più importante spettacolo folkloristico in costume del Sud Italia ed è iscritto nel Registro delle Eredità Imma- teriali della Regione Siciliana. Il primo giorno, il 12 ago- sto, si ricorda l'ingresso delle t r u p p e n o r m a n n e c o n u n carosello storico e con la " c o n s e g n a d e l l e a r m i " ; i l secondo giorno ovvero il 13, avviene la "consegna delle chiavi" della città al Conte R u g g e r o m e n t r e l ' u l t i m o giorno, il 14 agosto, si svolge il Palio detto anche Quintana che consiste in una giostra fra quattro squadre composte da cinque cavalieri ciascuna e che indossano costumi d'epo- ca. Questi rappresentano i Quattro Quartieri della vec- chia Plutia (antico nome della cittadina che, fondata dai Normanni intorno all'anno 1130, indicava la "piazza del mercato)fino a quando nel 1862, assunse – e definitiva- m e n t e - l ' a t t u a l e n o m e , appunto, di Piazza Armeri- na. Monte, Canali, Castellina, Casalotto sono i nomi dei quartieri in cui era divisa la vecchia città. I cavalieri si affrontavano davanti al Conte Ruggero e agli altri notabili d e l l a c i t t à . L a t r a d i z i o n e vuole, come vessillo, un'icona bizantina che rappresenta la Madonna delle Vittorie, vene- rata come patrona della città e della diocesi, oggi custodita nella Cattedrale. Ma non è soltanto il Palio dei Normanni identificativo della città della provincia di Enna. Sul suo territorio si trova la "Villa Romana del Casale" che è inserita come P a t r i m o n i o d e l l ' U m a n i t à UNESCO dal 1997. Famosa nel mondo perché vi si trova- n o - e s t e s i p e r p i ù d i 3.500mq – mosaici pavimen- tali romani risalenti al IV secolo d.C. in situ, ovvero nel suo luogo originale. Vi sono rappresentate scene di vita quotidiana, di caccia e uno dei "quadri" più famosi è quello detto delle "ragazze in bikini", ovvero le "Palestrite". Massimo esempio di villa di lusso dell'età tardo-impe- riale romana, è il simbolo del- l'economia rurale dell'Impero d'Occidente. Rappresenta e testimonia, inoltre, come vivessero, quale fosse il teno- re di vita, le abitudini della classe dominante romana e le influenze e gli scambi anche culturali tra il mondo romano e quello nordafricano nel Mediterraneo. I mosaici, in perfetto stato di conservazione che ricopro- no i più di 3.500 mq della pavimentazione dell'edificio, opera molto probabilmente di maestri africani, possono essere considerati un libro di storia a cielo aperto di quello che fu il più grande impero di tutti i tempi, attraverso lo svolgersi della quotidianità. Vi sono rappresentati eroi, divinità, i giochi e le scene di caccia cui i ricchi romani non rinunciavano. Sino al V-VII secolo, ovve- ro all'epoca bizantina era abi- tata mentre in quella altome- dievale, ovvero tra il X e il XII s e c o l o , c i o è n e l p e r i o d o arabo-normanno, era fre- quentata come emporio e vil- laggio contadino. Tra il XIV e il XV secolo, quando vi si insediò un nuovo centro agri- colo, riparando ai danni dei secoli precedenti, fu chiamato il Casale: Ecco perché la Villa Romana prese il nome con cui adesso è conosciuta la sua area archeologica. S u c c e s s i v e a l l u v i o n i e smottamenti e persino una valanga di fango proveniente dal vicino Monte Magone coprirono e resero invivibile il p a l a z z o m a a n c h e b u o n a parte della zona circostante così che rimase, alla fine, disabitato. Ma quello che poteva essere un disastro, alla fine e per la villa, costituì un'ottima copertura di prote- zione che l'ha preservata nel tempo e ne ha conservato intatto l'apparato musivo, fino ad oggi. Negli anni Cin- quanta del secolo scorso furo- no riportati alla luce, dopo avere eseguito parecchi scavi e i mosaici poterono mostrar- si in tutto il loro splendore. La villa comprende una parte residenziale intorno al peristilio centrale – quadrato - su cui si affaccia anche la basilica; una zona di rappre- sentanza con un peristilio ellittico(Xistus), la sala Tricli- nio con tre absidi; le terme; il cortile-porticato all'ingresso dalla pianta regolare. Ma ciò che desta enorme meraviglia è l ' i m m e n s o t a p p e t o d i mosaici unico al mondo. Tra le scene più appassionanti troviamo quella de "La Gran- de Caccia" in cui è rappresen- tata la cattura di animali fero- ci destinati ai giochi circensi e sono presenti fedeli riprodu- zioni anche di piante. Non mancano i richiami alla mito- logia. La Sala della Danza in cui si ammirano – nonostan- te il mosaico non sia comple- to - uomini e donne che dan- zano; la Sala, già citata, delle dieci ragazze in bikini che compiono esercizi ginnici e più in basso una fanciulla con indosso una toga, che incoro- na un'altra fanciulla. Infine, la stanza in cui è raffigurata una scena erotica. Quest'ulti- m a , s p a z i o s a c a m e r a c o n alcova rettangolare, era la camera da letto del proprieta- rio della villa. Il pavimento musivo rappresenta un dode- cagono con ghirlanda d'alloro al cui interno si ammira una scena erotica: una signora di bell'aspetto che indossa brac- cialetti e ha una pettinatura imperiale, bacia e abbraccia un efebo ed entrambi sono seminudi. Intorno al tondo in cui è rappresentata la scena si possono ammirare piccole figure geometriche che con- tengono allegorie delle sta- gioni che a loro volta svilup- p a n o s t e l l e n e i c u i t o n d i centrali si possono ammirare ghirlande e maschere. Piazza Armerina, il Palio dei Normanni e i mosaici della Villa del Casale GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO I celebri mosaici della Villa Romana del Casale di Piazza Armerina, in Sicilia (Photo: Diego Barucco/Dreamstime) Una veduta di Piazza Armerina e della Cattedrale di Maria Santissima delle Vittorie (Photo: Daliu80/Dreamstime)

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