L'Italo-Americano

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GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org 5 L'Italo-Americano IN ITALIANO | NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Q uel giorno, il 2 g i u g n o 1 9 4 6 , l ' I t a l i a v o l t ò pagina. Scelse con 12.717.923 voti di diventare una Repub- b l i c a e d i s c r i v e r e l a s u a Carta costituzionale. "L'Italia – recita il primo dei 139 arti- c o l i f r u t t o d i 1 7 0 s e d u t e dell'Assemblea Costituente i cui rappresentanti furono eletti in quella stessa tornata elettorale - è una Repubblica d e m o c r a t i c a , f o n d a t a s u l lavoro. La sovranità appartie- ne al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione". Martedì 2 giu- g n o l ' I t a l i a c e l e b r a i s u o i primi 80 anni, un traguardo c h e i n v i t a a r i f l e t t e r e s u i valori della democrazia, della libertà e della partecipazione civile. Non solo la percentua- le di affluenza toccò l'89% degli aventi diritto ma alle donne si riconobbe, final- mente, il diritto di contare quanto gli uomini nel segreto dell'urna. Penso ai miei nonni che si misero in fila e votarono sen- t e n d o l a r e s p o n s a b i l i t à e l'orgoglio di cambiare la sto- ria del Paese per il quale ave- vano combattuto, sofferto prigionie e delazioni, marce forzate e colpi di cannone. Penso alle mie nonne che, dopo razionamenti e tessere per il pane, l'attesa infinita del ritorno a casa dei loro uomini e quelle cartoline ricevute dal fronte piene di parole non scritte, furono tra quelle prime donne a poter a n d a r e a v o t a r e c o m e g l i uomini, che indossarono il vestito della festa e che nel pancione portavano i miei g e n i t o r i . S a r e b b e r o n a t i pochi mesi dopo. Per qual- che istante, mamma e papà dovettero certamente sentire un fremito in quell'attimo storico, l'emozione di quelle d o n n e c h e t r a c c i a v a n o i l segno sulla scheda per deci- dere il futuro del loro Paese, per la prima volta. Questo, per dimostrare quanto questi 80 anni siano profondamente parte inte- grante della nostra storia personale, familiare, sociale e quanto lo Stato sia dentro le nostre vite. Non un'istitu- zione lontana e anonima ma intimamente legata alle vite dei cittadini italiani. Questi 80 anni siamo noi e quello che abbiamo potuto essere dopo quel giorno storico, grazie a quel giorno. Proprio con questo scopo il Quirinale ha chiesto a tutti di postare un breve video sul sito della Presidenza della Repubblica per celebrare insieme l'anni- versario: "Per me la Repub- blica è…" vuole essere esatta- m e n t e q u e s t o : partecipazione, condivisione, costruzione collettiva. Ieri come oggi. Attraverso il referendum che chiuse l'esperienza risor- gimentale, non si decise solo che Umberto II di Savoia, incoronato solo pochi giorni prima, il 9 maggio, sarebbe s t a t o l ' u l t i m o r e d ' I t a l i a (abdicò il 13 giugno esilian- dosi in Portogallo), né che Enrico De Nicola sarebbe diventato il Capo provvisorio dello Stato il 28 giugno 1946 e p o i , d u e a n n i d o p o , i l p r i m o p r e s i d e n t e d e l l a Repubblica italiana. Si scris- se una tappa fondamentale nella storia del nostro Paese: il popolo italiano diventava padrone del proprio destino. Il diritto di voto femmini- le poi, segnò una svolta cul- turale. Non solo poterono finalmente esprimere la pro- pria voce e contribuire alle decisioni sul futuro della nazione ma quel gesto rivo- l u z i o n a r i o t r a s f o r m ò l a società italiana, riconoscen- do alle donne pari dignità civile e politica. Non è un caso che il fran- cobollo celebrativo di questi primi 80 anni di Repubblica ritragga il volto gioioso di una giovane donna, ripropo- nendo una fotografia che è d i v e n t a t a i c o n i c a d i q u e l momento di profondo e dif- fuso entusiasmo oltre che una delle foto più famose del nostro '900. La scattò Fede- rico Patellani, uno dei mae- stri del fotogiornalismo ita- l i a n o , i m m o r t a l a n d o u n a ragazza sorridente che strin- ge tra le mani la prima pagi- na del Corriere della Sera che, al termine di scrutini e conteggi, il 15 giugno annun- ciava la nascita della Repub- blica. La partecipazione femmi- nile al voto non fu solo un simbolo di uguaglianza, ma fu anche un passo decisivo verso una democrazia più giusta e rappresentativa. Le donne dimostrarono grande senso civico e partecipazio- ne, contribuendo alla costru- z i o n e d e l l a n u o v a I t a l i a democratica e alla nascita della Costituzione, fonda- mento della convivenza civi- le. Ma è veramente curioso pensare che per andare a votare furono "preparate". Sì perché il momento del voto fu preceduto da una fase di "educazione civica". Le cro- nache dell'epoca, come quel- l e r a c c o l t e n e i t e s t i d e l l a giornalista Anna Garofalo, che tanto lavorò per dare voce alle donne "prigioniere di un'autoritaria mentalità patriarcale e maritale, diffu- 2 g i u g n o 1 9 4 6 : i l v o t o c h e d i e d e f o r m a a l l a Repubblica e fece nascere una nuova nazione CONTINUA A PAGINA 7 Gli uomini e le donne che votarono nel referendum, sono la radice stessa della democrazia di cui, oggi, l'Italia gode: questo non va dimenticato (Image generated using Adobe Illustrator AI)

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