L'Italo-Americano

italoamericano-digital-5-28-2026

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GIOVEDÌ 28 MAGGIO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C sa in tutto il Paese", descri- vono riunioni in cui veniva- no distribuiti facsimili delle s c h e d e . S i i n s e g n a v a a l l e donne come maneggiare la carta senza stropicciarla e come piegarla correttamen- te, per evitare imbarazzi e garantire la segretezza dietro la cabina elettorale. Il film in bianco e nero che segna l'esordio alla regia di Paola Cortellesi, che ne è stata anche sceneggiatrice e interprete e che è stato un fenomeno cinematografico internazionale, "C'è ancora domani" (2023), ritrae per- fettamente quel momento nella solennità e nell'emo- zione di quel voto. Fu un atto di profonda emancipazione, vissuto con un filo di rosset- to e l'abito buono tirato fuori dall'armadio, con la fierezza di stringere la storia tra le mani. Molte si recarono ai seggi con passo deciso, pro- prio a segnare un riscatto, a l t r e u s c i r o n o d i c a s a d i nascosto (come la protagoni- s t a d e l f i l m ) s f i d a n d o l e r e g o l e n o n s c r i t t e d i u n a società chiusa, altre si mise- ro in fila in gruppo: madri, figlie e nonne, tutte accomu- nate dallo stesso senso di responsabilità, di consape- v o l e p a r t e c i p a z i o n e a u n grande evento. E in effetti quello storico suffragio non fu solo un voto referendario: per la prima volta, le donne poterono candidarsi e 21 di loro vennero elette all'As- semblea Costituente. Furono loro a battersi per introdurre principi fondamentali nella Costituzione, come l'ugua- glianza di tutti i cittadini senza distinzione di sesso (Articolo 3), ponendo le basi per future conquiste sociali, come il diritto di famiglia e il sì al divorzio. "Il 2 giugno 1946 andai a votare: c'erano tantissime donne". A 103 anni Lisa Ger- v a s o n i r i c o r d a b e n e q u e l momento. All'epoca aveva 24 anni e da cinque era già s p o s a t a . L a s u a s t o r i a l a riporta L'eco di Bergamo. "Mi sono sempre interessata alla vita politica: all'epoca c'erano le tribune politiche per strada. E io le seguivo sempre". Indossando ancora quel filo di perle con cui si presentò alle urne, non capi- sce l'astensionismo di oggi: "Sono sempre andata a vota- re, non mi perdo una vota- zione". Sapeva che quella conquista era stata tutt'altro che scontata. "All'epoca la politica si viveva veramente. Non come oggi". A Sarnico nel suo paese, ricorda anco- ra L'eco di Bergamo, si reca- rono alle urne 2.082 elettori, il 94,21% degli aventi diritto. Furono 1.177 i voti per la Repubblica e 799 quelli per la monarchia. La Repubblica italiana è nata anche grazie a quella conquista: il voto alle donne ha reso il nostro Paese più moderno, più libero e più democratico. Ricordare gli 80 anni della Repubblica significa ricordare il coraggio e la determinazione di quelle donne che conquistarono il diritto di voto, che per prime si candidarono nei consigli c o m u n a l i e f u r o n o e l e t t e prima all'Assemblea Costi- tuente e poi al Parlamento. È un'occasione per sottolineare l'importanza della partecipa- zione alla vita civile e politica di un paese e per riflettere su q u a n t o s i a f o n d a m e n t a l e difendere ogni giorno i dirit- ti, la libertà e l'uguaglianza. Perché se ancora oggi ci sono tetti di cristallo, il cammino per incrinarli è stato fatico- sissimo e lungo. "Il regno della donna è la casa, la sua missione è la maternità, le donne non appaiono mature all'esercizio della giustizia, sono troppo emotive, passio- nali, non imparziali…" scri- veva Anna Garofalo descri- v e n d o l e b a t t a g l i e p e r accedere alla magistratura, alle cariche elettive e agli uffici pubblici in condizione di uguaglianza. Celebrare questi 80 anni significa, anche più sempli- cemente, ricordare da dove veniamo. Quando sì votò, m i l i o n i d i p e r s o n e e r a n o senza lavoro, facevano fatica a d a r r i v a r e a l l a f i n e d e l mese, molti emigravano e tutti stavano ancora cercan- do di scrollarsi di dosso la polvere delle macerie fisiche e psicologiche lasciate dalla Seconda Guerra Mondiale. Appena un anno prima era terminato un conflitto spa- ventoso, preceduto da un v e n t e n n i o p e s a n t e m e n t e funestato dal Fascismo e da u n a f a l l i m e n t a r e p o l i t i c a colonialista. C'era un Paese d a r i c o s t r u i r e e g l i S t a t i Uniti, che erano usciti dalla g u e r r a c o m e u n a g r a n d e potenza industriale, diedero una grossa mano varando il Piano Marshall che con 1,5 miliardi di dollari dell'epoca finanziò la nostra rinascita economica e infrastrutturale. Ma cosa ancora più impor- t a n t e , q u e s t i 8 0 a n n i c i ricordano dove andiamo: "La pace – scriveva sempre Anna Garofalo - è una lunga costruzione e necessita di una continua vigilanza. Essa è formata dalla fatica e dal- l'impegno di tutti, è una con- quista giornaliera senza inni né fanfare. Non basta rima- nere nel cerchio della pro- pria lampada, nell'egoismo dei propri interessi familiari, per dire di aver compiuto il proprio dovere. La guerra è f i n i t a , m a n o n b i s o g n a d i m e n t i c a r e l a l e z i o n e d i quest'ora, occorre contare i morti, gli invalidi, le rovine, i drammi, e fare che il sacrifi- cio non si ripeta". NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Penso ai miei nonni in fila per votare, orgogliosi e consapevoli della responsabilità di contribuire al futuro del Paese per cui avevano combattuto. Penso alle mie nonne chefurono tra le prime donne finalmente chiamate al voto CONTINUA DA PAGINA 5 Il 2 giugno 1946 circa 13 milioni di donne italiane (l'82% delle aventi diritto) votarono per la prima volta nella storia del paese (Image generated using Adobe Illustrator AI) Come ogni anno, le Frecce Tricolori celebreranno la Festa della Repubblica nei cieli di Roma (Image generated using Adobe Illustrator AI)

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