L'Italo-Americano

italoamericano-digital-6-11-2026

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13 GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | E ntrando in un bar q u a s i o v u n q u e n e l m o n d o , è probabile trovare un discendente di una macchina sviluppata a Milano più di un secolo fa, La P a v o n i . Considerata una delle aziende più legate alla n a s c i t a d e l l ' e s p r e s s o , L a Pavoni gioca un ruolo impor- tante nella cultura italiana del caffè fin dal 1905. La sua storia inizia con due uomini nel 1901 a Milano, dove l'inventore Luigi Bez- zera brevettò una macchina progettata per preparare il caffè più rapidamente forzan- do il passaggio di acqua calda e vapore attraverso il caffè macinato finemente. L'inven- zione si dimostrò prometten- t e , m a f u l ' i n g e g n e r e e i m p r e n d i t o r e D e s i d e r i o Pavoni a intuirne il poten- ziale commerciale. Nel 1903 Pavoni acquisì i diritti sul brevetto di Bezzera e, due anni dopo, fondò la sua azien- da, La Pavoni. La produzione iniziò con l'Ideale, una delle prime mac- chine per caffè espresso pro- dotte su scala commerciale. La nuova tecnologia divenne subito famosa per la sua velo- cità e affidabilità, che consen- tivano di preparare il caffè direttamente davanti ai clien- ti, contribuendo a trasforma- re l'esperienza del bar nelle città italiane in crescita. Ecco perché La Pavoni è importan- te non solo per le sue macchi- ne ma anche per la cultura che ha contribuito a creare: all'inizio del XX secolo, i bar espressi divennero una parte familiare della vita urbana italiana, e le persone presero l'abitudine di fermarsi per un caffè veloce e proseguire con la loro giornata, una routine che rimane centrale nella cul- tura italiana del caffè oggi. Se non fosse stato per la velocità di preparazione del caffè di La Pavoni, tutto questo non sarebbe successo. Dopo la seconda guerra mondiale, nel 1948, l'azienda i n t r o d u s s e u n a d e l l e s u e innovazioni più importanti, il Modello 47, caratterizzato da una caldaia orizzontale invece del tradizionale design verticale. La macchina si gua- dagnò rapidamente il sopran- nome di La Cornuta per il suo aspetto caratteristico. Infatti, l'iconico Modello 47 è considerato anche un buon esempio di un altro aspetto c h i a v e d e l l ' i d e n t i t à d i L a Pavoni: la combinazione di i n g e g n e r i a e d e s i g n , q u i riflessa nella partecipazione al progetto del famoso archi- tetto e designer Gio Ponti, insieme ad Antonio Fornaroli e Alberto Rosselli. Un'altra svolta importante si ebbe nel 1961 con l'intro- duzione dell'Europiccola, che portò l'espresso nelle case. Compatto e alimentato elettricamente, permetteva ai consumatori di preparare espresso e cappuccino senza recarsi al bar. Più di ses- sant'anni dopo, Europiccola rimane uno dei prodotti più riconoscibili dell'azienda, e il suo corpo in metallo lucido e il meccanismo a leva sono diventati icone del design ita- liano. Nel 1974 La Pavoni intro- d u s s e u n a l t r o m o d e l l o influente, il Professional, che si basava sul successo dell'Europiccola ma offriva maggiore capacità pur man- tenendo il classico sistema a leva. Proprio come i suoi pre- decessori, la Professional divenne un classico del desi- gn e alla fine entrò nella col- l e z i o n e d e l M u s e u m o f Modern Art di New York, proprio come un'altra icona della preparazione del caffè, la moka di Bialetti. Senza dubbio, la tecnolo- gia dell'espresso si è evoluta notevolmente negli ultimi decenni, e quasi tutti ormai hanno una macchina per l'e- spresso in casa, ma La Pavoni continua ad essere distintiva e davvero speciale, sia per il suo design che per le sue caratteristiche tecniche. Le macchine automatiche domi- nano gran parte del mercato odierno, ma l'azienda rimane strettamente associata alla tradizionale preparazione dell'espresso a leva, che molti amanti del caffè considerano essenziale per preparare la tazza perfetta. E poiché gli appassionati di caffè sono ovunque nel mondo, non sor- prende apprendere che le macchine La Pavoni sono v e n d u t e i n t u t t a E u r o p a , Nord America e Asia, dove rimangono popolari soprat- tutto tra i baristi casalinghi. Nel 2019 l'azienda è entrata in un nuovo capitolo quando è stata acquisita dal produt- tore italiano di elettrodome- stici Smeg. A più di 120 anni dalla sua f o n d a z i o n e , L a P a v o n i è ancora un simbolo dell'inno- vazione e della storia italiana allo stesso tempo: le sue mac- chine hanno contribuito a creare la cultura dell'espresso come la conosciamo oggi e hanno portato il caffè di qua- lità bar nelle nostre case, il tutto dimostrando il forte legame tra design e tecnolo- gia. S e vostra nonna ha m a i u s a t o u n a c a l c o l a t r i c e a l lavoro negli anni '60, stava utiliz- zando un dispositivo le cui origini risalgono a un'offici- na di Firenze e a un brillan- te, ma spesso dimenticato, inventore italiano di nome Tito Filippo Gonnella. Nato a Livorno nel 1794, Gonnella conseguì il dotto- rato all'Università di Pisa e in seguito insegnò matema- tica e meccanica alla presti- g i o s a A c c a d e m i a d i B e l l e Arti di Firenze. Era il tipo di uomo che non poteva guar- d a r e u n p r o b l e m a s e n z a volerlo risolvere: e nell'Italia del XIX secolo, uno dei pro- blemi più grandi era l'arit- metica. A quei tempi, tutti i calcoli erano lenti, eseguiti interamente a mano e sog- getti a errori, a meno che non si fosse estremamente precisi o dei professionisti della matematica. Come insegnante e inge- gnere, Gonnella era ben con- sapevole del problema, ed è p e r q u e s t o c h e i n i z i ò a s o g n a r e u n a m a c c h i n a i n grado di sommare in modo affidabile e semplice, ridu- cendo gli errori e semplifi- cando l'aritmetica. Così, tra il 1857 e il 1859, Gonnella costruì due macchine calco- latrici, interamente a mano: la prima, una sommatrice a quadrante azionata da uno stilo, era un dispositivo i n o t t o n e e f e r r o d e l l e dimensioni di una scatola da scarpe, in cui i numeri veni- vano inseriti guidando una p e n n a l u n g o u n a s e r i e d i quadranti. La seconda, una sommatrice a tastiera, era ancora più innovativa: nove tasti, premuti uno alla volta, azionavano un tambu- ro rotante che teneva il tota- l e p r o g r e s s i v o . N e s s u n a delle due macchine era per- fetta; la sommatrice a qua- drante, ad esempio, tendeva a bloccarsi nei momenti cri- tici, esattamente il genere di problema che avrebbe fatto impazzire qualsiasi ingegne- re italiano che si rispetti. E la sommatrice a tastiera, pur e s s e n d o i n g e g n o s a , e r a lenta. Eppure erano abba- stanza innovative da per- mettere a Gonnella di pre- sentarle in tutta Europa e, nel 1862, la sua sommatrice a q u a d r a n t e o t t e n n e u n a menzione d'onore alla Gran- de Esposizione di Londra, elogiata per la sua ingegno- sità e semplicità. Un anno prima, a Firenze, le macchi- ne avevano vinto una meda- glia alla prima Esposizione Nazionale Italiana nel 1861. Oggi, una delle macchine si trova al Museo Galileo di Firenze; l'altra è conservata a l l ' A r i t m e u m M u s e u m d i Bonn, in Germania. Tito Gonnella e una delle sue "sommatrici" (Image generated using Adobe Illustrator AI) La Pavoni: un'icona del caffè Made in Italy T i t o G o n n e l l a e l ' i n v e n z i o n e della calcolatrice IMPRESA ITALIA ECONOMIA MADE IN ITALY AZIENDE Nel 1961, La Pavoni lanciò Europiccola, la loro prima (e ancora iconica) macchina per caffè espresso casalinga (Image generated using Adobe Illustrator AI)

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