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www.italoamericano.org 31 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI PATRIMONIO TERRITORIO L'esperienza newyorkese, le radici toscane e le riflessioni sulla fotografia di Giovanni Savino in mostra a Pescia F ino al 6 settembre 2026 è aperta la mostra L'ultimo f o t o g r a f o – G i o v a n n i S a v i n o , a c u r a d i M a r t a Convalle, che raccoglie una sele- zione di scatti nati dall'incontro dell'artista con persone e oggetti che si sono trovati dall'altra parte delle lenti delle sue innu- merevoli macchine fotografiche. Particolare risalto sarà riservato ai suoi ritratti a occhi chiusi: immagini in cui ha catturato sogni, pensieri e dettagli del viso che spesso non guardiamo, rapiti dagli occhi e dalla loro profon- dità. Giovanni Savino è pistoiese di nascita e newyorkese di fatto, perché la vita lo ha portato all'e- s t e r o m o l t o p r e s t o , p r i m a i n Inghilterra e poi in America. Inizialmente avrebbe voluto fare il musicista, il trombettista per la precisione, poi l'ingegnere acu- stico, il documentarista e infine i l f o t o g r a f o , a t t i v i t à c h e h a accompagnato costantemente il suo percorso. Ha lavorato nel cinema e per la Tv; è stato tecni- co del suono, regista e produtto- re; è partito dalle reti televisive inglesi per poi collaborare per anni con la Cbs alla trasmissione 60 Minutes a New York e in giro per il mondo, che ha raccontato in lungo e in largo attraverso i suoi obiettivi. Ha incontrato e fotografato personalità di ogni tipo, da Gorbaciov a Clinton, e documentato alcuni dei fatti più drammatici degli ultimi qua- rant'anni, dal crollo delle Torri Gemelle al terremoto di Haiti. Da pochi anni è tornato in Italia, vive a Pitigliano (in pro- vincia di Grosseto) e ha rispolve- rato l'antico amore per la ritratti- stica, scoperta negli anni passati in un altro dei luoghi più signifi- cativi del suo viaggio, la zona caraibica, in particolare Haiti e la Repubblica Dominicana, da lui raccontata in quattro documenta- ri. L'ultimo fotografo lavora ancora alla vecchia maniera, con strumenti anagraficamente anti- chi, ma capaci di regalare pezzi unici, come gli otturatori pneu- matici, la pellicola, la vecchia carta, la camera oscura. La fotografia per lui è incon- tro. Una foto non la fa il foto- grafo e non la fa la persona di fronte a lui, ma si fa insieme, determinata dall'alchimia che si instaura tra i due in un istante irripetibile. Da qualche anno ama definirsi L'ultimo fotografo, e c i s p i e g a l u i i l p e r c h é : "Laddove tutti vogliono essere i primi, a me piace essere l'ulti- mo. Chi mi conosce o mi vede lavorare, potrebbe pensare che io FABRIZIO DEL BIMBO mi definisca "l'ultimo" essendo certamente uno degli ultimi a utilizzare antiche tecniche e vetuste macchine fotografiche. Tra l'altro il mio "modus ope- randi" nel creare immagini non è molto ortodosso e quasi mai scientifico: semmai è guidato dalla poesia intrinseca che trovo in quel che osservo e dalla tattile semplicità delle mie macchine di legno. Sono stanco di quella ste- rile, controproducente e patetica competizione da sempre vigente nel mondo della fotografia e del- l'arte, sintetizzata dal celebre compositore Bela Bartok nella sua frase "la competizione è per i cavalli, non per gli artisti". Ho scelto ormai di non parte- cipare alla gara insulsa del più bravo, del più furbo, del più famoso, del più ricco, del nume- ro uno. L'autoproclamarmi ulti- mo mi dà carta bianca in tutti i miei successi e fallimenti, per- m e t t e n d o m i d i d i s t i l l a r e , i n silenzio, unici e preziosi inse- gnamenti da entrambi. Le fotografie davvero impor- tanti sono pochissime nell'arco della vita di un fotografo. Io credo che quelle poche immagini siano fenomeni non completa- mente umani, bensì largamente sovrannaturali: l'immagine che anelo veder rivelarsi alla luce rossa della camera oscura non dipende da un curriculum vitae illustre o dai premi prestigiosi ricevuti, sebbene da una pratica umile, coraggiosa e giornaliera. L'artista deve cercare sempre nuove possibilità alchemiche per interpretare energie indefinibili a t t r a v e r s o l a s u a o p e r a , p e r potersi stupire del risultato spes- so inaspettato di cui egli è solo in parte l'esecutore materiale". La mostra si apre con una miscellanea di trenta di fotogra- fie di grande formato - 70x100 - in bianco e nero lungo la parete di ingresso della Fondazione. Seguono 13 fotografie 70x100 in Ph Giovanni Savino, L'ultimo fotografo. La mostra sarà visitabile sino al 6 settembre a Pescia Ph Giovanni Savino, L'ultimo fotografo (Ph courtesy ufficio stampa Davis&Co) bianco e nero sulle pareti del Refettorio, dedicate al tema del cibo e della convivialità. Al primo piano, nella Sala Maurizio Del Ministro, il percorso si con- centra su una dimensione più intima e sospesa con 17 scatti, sempre in grande formato e in bianco e nero, della serie Eyes c l o s e d ; m e n t r e n e l l a s a l a Francesco il percorso si chiude con una selezione di miniature e con gli unici due ritratti a colori della mostra, che mostrano uno stesso volto prima a occhi aperti e poi di nuovo chiusi. Il catalogo, pubblicato da E d i z i o n i F o n d a z i o n e P o m a L i b e r a t u t t i n e l l a c o l l a n a P o m A r t e e c u r a t o d a M a r t a Convalle, raccoglie i contributi critici di Rosa Pierno e Paolo Tesi e frammenti biografici a cura di Alberto Demagistris. L a F o n d a z i o n e P o m a Liberatutti sorge sulle sponde del fiume Pescia, nell'omonima città. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l'incontro tra i n i z i a t i v e e f o r m e a r t i s t i c h e diverse. Realizzata in un ex opi- ficio ristrutturato, la Fondazione si presenta come una factory cul- turale. Lo spazio ospita mostre d'arte, spettacoli dal vivo, confe- renze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro, alle arti v i s i v e , c o i n v o l g e n d o a r t i s t i a f f e r m a t i e g i o v a n i t a l e n t i . Accanto agli eventi culturali, offre una gamma di attività for- mative: laboratori di scrittura, pittura, scultura; l'apprendimen- to di lingue straniere; yoga, tai- c h i , s c a c c h i e n o n m a n c a l a scuola di cucina. Guidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici, la Fondazione è un laboratorio di crescita per- sonale e condivisione, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.
