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GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 www.italoamericano.org 32 L'Italo-Americano ITALIAN SECTION | SOCIETÀ & ATTUALITÀ CRONACHE NOVITÀ EVENTI Formaggi con il marchio Dop e Igp: export record per oltre 3,3 miliardi di euro ma pesano le tariffe Usa Il Taleggio è un pregiato formaggio originario delle valli bergamasche (Ph HelgaQ | Dreamstime.com) U n comparto in salute, capace di spingere l'ac- celeratore sull'export, ma costretto a navigare nella tempesta delle tensioni geopoliti- che e delle barriere tariffarie. È la fotografia scattata dall'Associazione Formaggi Italiani Dop e Igp che raggruppa 21 Consorzi di tutela e rappre- senta oltre il 99% della produ- zione casearia certificata nazio- nale. Ha messo a fuoco i dati economici del 2025 e le princi- pali linee strategiche per difen- dere i gioielli agroalimentari ita- liani sui mercati globali. Nel 2025, i formaggi italiani a Indicazione Geografica hanno registrato una crescita della pro- duzione del 4% rispetto all'anno precedente, superando le 625 mila tonnellate. A fare la parte del leone è stato il commercio estero, rivelatosi vitale a fronte di un mercato interno che non offriva più le medesime soddi- sfazioni. Le esportazioni hanno rag- giunto quota 260 mila tonnellate, generando un valore economico superiore ai 3,3 miliardi di euro, con una crescita vicina al 10% in valore e del 2,2% in volume. I formaggi Dop e Igp hanno così rappresentato il 40% dei volumi e il 55% del valore del- l'intero export caseario italiano. Obiettivo è fare aggregazio- ne, fare fronte unito e dare forza anche ai Consorzi più piccoli, rafforzando la capacità del com- parto di affrontare le sfide dei mercati internazionali. Nonostante i numeri da record, a preoccupare seriamente i produttori resta lo scenario oltreoceano. Gli Stati Uniti si sono confermati il primo merca- to extra-Ue con circa 40.900 ton- nellate importate, per un valore di 485 milioni di euro, di cui il 95% rappresentato dalla triade dei grandi formaggi duri: Parmigiano Reggiano, Grana Padano e Pecorino Romano. Tuttavia, le politiche tariffarie dell'Amministrazione Trump e l'iniziale caotica applicazione dei "doppi dazi" nei porti di New York e New Jersey, che hanno fatto lievitare i costi reali vicino al 30% del valore del pro- dotto, hanno frenato la crescita. Se l'effetto scorte degli importatori ha parzialmente mascherato le perdite a fine 2025, i dati del primo trimestre 2026 hanno già mostrato flessio- ni. Il pericolo maggiore, denun- cia l'Associazione, non è solo economico ma identitario: l'im- pennata dei prezzi al consumo spinge inevitabilmente il consu- matore americano verso le imita- zioni locali, come il parmesan o il finto romano, alimentando il fenomeno dell'Italian Sounding. Aceto balsamico (© Francesco Marzovillo | Dreamstime.com) I Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop rilancia la can- didatura Unescp dal titolo "La tradizione dell'aceto balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare nelle comunità emblematiche di Modena e Reggio Emilia". E' una candida- tura che punta a ottenere il rico- noscimento di Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità per un patrimonio fatto non solo di eccellenza pro- duttiva, ma anche di tradizioni familiari, relazioni sociali, cono- scenze tramandate di generazio- ne in generazione e profondo legame con il territorio. "Accogliamo con favore il rilancio di questo percorso – dichiara il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop, Enrico Corsini – perché rappresenta un'opportu- nità straordinaria per valorizzare la dimensione culturale del bal- samico e il patrimonio di cono- scenze, pratiche e tradizioni che lo rendono unico. Si tratta di un progetto che supera le singole realtà e che riguarda l'identità Aceto Balsamico Tradizionale di Modena Dop: il Consorzio sostiene la candidatura Unesco stessa delle nostre comunità, delle nostre famiglie e del nostro territorio". Per il Consorzio dell'Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, il percorso verso il riconoscimento Unesco (che si era interrotto nel 2019) rappre- senta un'occasione importante per raccontare al mondo una tra- dizione che affonda le proprie radici nella storia delle famiglie modenesi e reggiane, custodita nelle acetaie domestiche e tra- mandata attraverso gesti, cono- scenze e valori che costituiscono un patrimonio collettivo unico. L'auspicio è che il lavoro con- giunto delle realtà che rappresen- tano il mondo del balsamico possa portare a un risultato stori- co, capace di riconoscere e tute- lare non soltanto un prodotto simbolo del territorio, ma soprat- tutto la cultura e il sapere che ne hanno reso possibile la nascita e la conservazione nel corso dei secoli, un patrimonio di cono- scenze, pratiche e tradizioni che lo rendono unico e che sono pro- prio le qualità che si vorrebbe che fossero riconosciute dall'Unesco. "I formaggi Dop e Igp italiani hanno dimostrato una straordina- ria capacità di crescita anche in uno scenario internazionale com- plesso e instabile", ha dichiarato il presidente di Afidop, Antonio Auricchio. "Oggi più che mai è fondamentale fare sistema per difendere le nostre denominazio- ni, contrastare l'Italian Sounding e rafforzare la presenza delle eccellenze casearie nei mercati strategici. La risposta di lungo periodo resta quella di puntare sulla qualità, muoverci compatti e diversificare le destinazioni". Nel corso dell'Assemblea è stata espressa una valutazione positiva dell'applicazione del- l'accordo di libero scambio Ue- Mercosur, entrata in vigore il 1° maggio cheappresenta uno stru- mento importante per contrastare i tentativi portati avanti da orga- nizzazioni statunitensi, come il Consortium for Common Food Names di liberalizzare l'utilizzo generico di nomi storici quali Fontina, Gorgonzola e Grana nei mercati sudamericani quando invece, ha ribadito l'assemblea, occorre garantire un sistema di tutela efficace e adeguato alle esigenze del comparto lattiero- caseario.
