L'Italo-Americano

italoamericano-digital-6-11-2026

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www.italoamericano.org 9 L'Italo-Americano IN ITALIANO | GIOVEDÌ 11 GIUGNO 2026 N on poteva che essere il centro vitale dell'anti- ca Tonnara di F a v i g n a n a o dei Florio - come è ancor più conosciuta - la camparìa: quasi una cattedrale laica che guarda il mare e dedicata alla pesca del tonno con l'an- tichissima tecnica della cru- e n t a m a t t a n z a . S a n g u e e tradizione si fondevano – ora non è più consentita – al grido del rais, termine di origine araba che si traduce in "comandante", figura di grande rispetto e autorev- o l e z z a , c h e d e c i d e v a l e strategie di pesca e come e d o v e p o s i z i o n a r e l e r e t i , guidare i pescatori e scandire i l r i t m o a t t r a v e r s o c a n t i tradizionali – i cialoma – durante la mattanza e, ancor p r i m a , s a p e r e d e c i f r a r e i messaggi muti che il vento e il mare lanciavano. Indicava i vari passaggi fino alla "cam- e r a d e l l a m o r t e " i n c u i i tonni, ed erano sempre quelli più grossi, venivano spinti e non avevano più scampo. Per gli abitanti dell'isola, in gran p a r t e p e s c a t o r i , e r a u n a benedizione, la sicurezza di potere "campare", vivere cioè senza problemi almeno per un anno fino alla prossima mattanza. Ed erano davvero molte le famiglie isolane che f a c e v a n o a f f i d a m e n t o s u questa tecnica di pesca per g o d e r e d i u n d i s c r e t o benessere e prosperità che, tra l'altro, assicurava contin- uo lavoro di manutenzione e riparazione delle attrezzature che necessitavano di aggius- tature, data la difficoltà che il metodo della mattanza com- portava. Oggi che questa cruenta prassi di pesca è stata proibi- ta, mi piace ricordare il nome dell'ultimo, storico rais di F a v i g n a n a , G i o a c c h i n o Cataldo, uomo dal grande carisma, comandante indis- cusso e molto stimato, per undici anni – dal 1996 al 2007 – in cui è stato possi- bile ancora pescare il tonno nell'isola. Ma chi furono i Florio, proprietari della tonnara, almeno per il loro legame con l'isola di Favignana? Nel 1799, provenendo dalla Cal- abria, si trasferirono a Paler- m o . Q u i f e c e r o f o r t u n a e divennero una delle famiglie imprenditoriali e industriali più importanti d'Italia. Nel 1874, allargando i confini dei loro commerci e delle loro i m p r e s e , a c q u i s t a r o n o l e isole di Favignana e Formica dove impiantarono la loro industria dell'inscatolamento del tonno. Non più conserva- to sotto sale bensì sott'olio. Si servirono di metodi all'a- vanguardia tra cui la steriliz- zazione delle latte e l'uso della banda stagnata. Il loro tonno varcò tutti i confini e giunse sulle tavole di tutto il mondo. Lo stabilimento Flo- r i o , l a t o n n a r a c i o è , f u trasformata nel complesso industriale che dava lavoro a c e n t i n a i a d i p e r s o n e e migliorava così il tenore di vita di tutti gli abitanti del- l'isola. Fecero costruire il Palazzo che portava e porta a n c o r a i l l o r o n o m e c h e divenne la loro residenza estiva dove ricevevano i rap- presentanti dell'alta società e gli intellettuali loro contem- poranei. Nel 2010, quello che fu lo S t a b i l i m e n t o F l o r i o , f u trasformato in uno spazio di ben trentaduemila mq dedi- cato all'arte; oggi ospita il Museo della Mattanza. La Camparìa, superato un a b b a n d o n o d i c i r c a cinquant'anni, oggi è tornata a vivere grazie a un'opera di restauro conservativo e di recupero architettonico. Ma è anche e soprattutto il con- trasto tra la semplicità della pietra arenaria e la visione del contemporaneo che sem- bra possa restituire la mag- n i f i c e n z a c h e f u p r o p r i o d e l l ' e p o c a d e l l a f a m i g l i a divenuta poi a tutti gli effetti palermitana. Ed è qui che la memoria chiude il cerchio i n i z i a t o c o n i f a s t i e l e lungimiranze del casato per terminare con il connubio con gli isolani e i visitatori che vengono da ogni parte del mondo, restituendo quel b e n e s s e r e c h e f u p r o p r i o degli anni in cui la tonnara era funzionante. 2.500 mq coperti e 3.500 m q e s t e r n i , i l g i g a n t e d i pietra, esempio di architet- tura industriale di fine Otto- c e n t o , o f f r e a l l a v i s t a u n grande salone a tre navate in c u i d o m i n a n o l e a n t i c h e " T r i z z a n e " , s t r u t t u r e u n tempo destinate al rimessag- gio delle imbarcazioni. Sono gli archi a sesto acuto che donano un aspetto simile a quello delle cattedrali, lussu- osa cornice architettonica p e r u n l u o g o a d i b i t o u n tempo ad attività di natura carnale piuttosto che spiri- tuale. La sua maestosa strut- t u r a è a d a t t a a o s p i t a r e importanti eventi culturali, m o s t r e d ' a r t e , e s i b i z i o n i teatrali durante tutto il corso d e l l ' a n n o , a c c o g l i e n d o i l pubblico tra le gigantesche ancore, le antiche barche "muciare" e i vari reperti ritornati all'antico splendore tra cui si può ammirare il p e z z o p i ù i m p o r t a n t e : l a Lancia di Donna Franca Flo- rio. Gioiello di architettura navale costruito da mastri d'ascia inglesi verso la fine del XIX secolo, ricorda nella forma le antiche baleniere, quindi pensato per essere massimamente efficiente. Lunga sei metri e larga un metro e mezzo; spinta da sei rematori era veloce e agile ed era giunta a Favignana come scialuppa di appoggio di uno dei loro yacht. Fu il simbolo fascinoso di Donna Franca che la usava spesso e anche gli ospiti illustri se ne ser- vivano per le loro escursioni nel mare trasparente intorno all'isola. Ma le meraviglie non finiscono qui: instal- lazioni immersive ricostruis- cono fedelmente ogni attività legata al mondo della pesca del tonno e un'altra stupe- facente ricostruzione è quella d e l v e c c h i o u f f i c i o p a g h e dove si possono ammirare documenti conservati grazie al fatto di essere stati sepolti d a c u m u l i d i c a l c a r e n i t e , consentendoci di compren- d e r e l e d i n a m i c h e e c o - nomiche che hanno determi- nato il benessere delle isole Egadi tra l' Ottocento e il Novecento. C'è pure un'in- stallazione dedicata alla lavo- razione delle reti da pesca e la riproduzione minuziosa di un modellino di tonnara, curato proprio dall'ultimo r a i s d i F a v i g n a n a . L a collezione permanente ben si s p o s a c o n i l p a t r i m o n i o s t o r i c o c h e g l i i n t e r v e n t i artistici d'avanguardia pro- pongono, tra questi il film documentario "La Camperìa" che interseca immagini d'e- poca con voci autentiche. Sull'origine del nome delle Isole Egadi, una leggenda racconta che il dio del sole, Elios, mandasse il suo gregge a pascolare in Sicilia e ad accompagnarlo, come custo- di, fossero le figlie Fauetusa e Lampatia, nate dalla ninfa Neerea. Da loro, l'origine dei nomi: Auegusa-Favignana - da Fauetusa; Pharbantia – Levanzo da Lampatia e Hiera – Marettimo da Neerea. Un' altra leggenda è legata al mito fondativo, ovvero a una narrazione sacra che s p i e g a l ' i d e n t i t à d i u n a comunità o di un popolo, di O s s o , M a s t r o s s o e Carcagnosso. Questi, secon- do la leggenda, erano tre cav- alieri spagnoli appartenenti a una società segreta che, per aver vendicato l'onore della l o r o s o r e l l a , e r a n o s t a t i costretti a fuggire in Italia. Per vent'anni si rifugiarono nelle segrete del Castello di Santa Caterina, nell'isola e lì avrebbero elaborato il codice d'onore e di omertà. Trascor- si i vent'anni, si divisero e fondarono tre fra le princi- pali organizzazioni criminali italiane. A noi, invece, piace che l'isola di Favignana sia chia- mata "la farfalla del Mediter- raneo" o "la grande farfalla sul mare" per la sua partico- lare conformazione: divisa in d u e a l i d a l M o n t e S a n t a Caterina e unita al centro d a l l ' i s t m o s u c u i s o r g e i l paese. L a c a m p a r ì a d i F a v i g n a n a : d a a r c h e o l o g i a industriale a polo di storia e arte SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Nella tonnara si riparavano anche gli strumenti necessari per la pesca, comprese le reti (Image generated using Adobe Illustrator AI); in basso a destra, l'ex Stabilimento Florio di Favignana testimonia il profondo legame dell'isola con la pesca del tonno (Photo: Małgorzata Paulina Pakuła/Dreamstime)

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