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23 GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | C hiedete a chiun- que di nominare un dolce siciliano e l e r i s p o s t e saranno sempre le stesse: cannoli, cassata, forse una granita. Eppure, n e l l e s e t t i m a n e p i ù c a l d e dell'anno, molte famiglie sici- liane si rivolgono a qualcosa d i d i v e r s o e , f o r s e , m e n o conosciuto al di fuori della regione: il gelo. Il nome stesso è un piccolo enigma, perché gelo significa "brina" o "ghiaccio", ma il dolce non è né congelato né ghiacciato; si colloca a metà strada tra un budino, una gelatina e una crema pastic- cera, preparato cuocendo delicatamente il succo di frut- ta con zucchero e un po' di amido fino a farlo addensare, per poi lasciarlo rassodare al freddo. Leggero, profumato, appena dolce, è quanto di più vicino si possa trovare a un'e- state siciliana, sia nell'aspetto che nel sapore. Tra i tanti geli che si prepa- rano sull'isola, due spiccano sugli altri, e il primo di questi cela una sorpresa nel suo stesso nome, perché il famoso gelo di melone non contie- ne affatto melone! A Palermo e in gran parte della Sicilia occidentale, mellone (muluni in dialetto) ha sempre signifi- cato anguria, ed è per questo che il dolce è spesso chiamato anche gelo d'anguria; chi si aspetta un melone cantalupo o melone retato si trova inve- ce di fronte a un dessert di un rosso intenso, quasi scarlatto. E quel rosso ci racconta qualcosa della storia del gelo; infatti, la maggior parte degli storici dell'alimentazione fa risalire il gelo di mellone ai secoli arabi in Sicilia, dal IX all'XI secolo, quando i nuovi dominatori dell'isola rivolu- zionarono la cucina siciliana, introducendo l'irrigazione e la canna da zucchero, gli agrumi e i p i s t a c c h i , l e s p e z i e e , soprattutto, il gusto per la frutta e i profumi floreali a fine pasto. L'anguria arrivò con loro, così come l'abitudi- ne di profumare i dolci con gelsomino e cannella, i due aromi che ancora oggi carat- terizzano il gelo, anche se in alcune ricette più antiche si trova anche l'acqua di rose. Individuare con precisione la sua origine non è facile, poi- ché alcune tradizioni attribui- scono il dolce agli Arbëreshë, le comunità albanesi che si stabilirono nell'entroterra palermitano tra il XV e il XVIII secolo. Qualunque sia la sua origine precisa, è Paler- mo ad aver fatto proprio que- sto dolce. E a Palermo, questo des- sert significa molto più di un semplice ristoro, perché il gelo di melone è il dolce di Santa Rosalia, la patrona della città, e raggiunge il suo apice durante la sua festa di luglio. Quel rosso acceso rap- presenta il sangue della santa e il gelsomino il suo profumo, così che una semplice ciotola di anguria fredda si trasfor- ma, per alcuni giorni ogni estate, in qualcosa di molto simile alla devozione. Il gelo ritorna anche intorno a Fer- ragosto, quando il caldo è più intenso, ed è facile capirne il perché: l'anguria è già di per sé la cosa più rinfrescante che si possa immaginare, quindi profumarla, farla rapprende- re e servirla fredda, è la solu- z i o n e q u a s i p e r f e t t a p e r affrontare il caldo di agosto in Sicilia. Ma anche i tocchi finali sono molto importanti, per- ché conferiscono al gelo una sorta di bellezza fotorealisti- ca, con le gocce di cioccolato fondente che rappresentano i semi neri dell'anguria. Sulla superficie si trovano spesso anche pistacchi tritati o frutta candita. Il cugino stretto del gelo di anguria è il gelo di limone, che ha una storia leggermen- te diversa, una storia che rac- conta il lungo legame della Sicilia con la frutta. I limoni crescono qui da quasi mille anni e, nel XIX secolo, erano diventati una delle grandi ric- chezze dell'isola, spediti dai porti siciliani verso l'Inghil- terra e persino la Russia. Sono gli stessi limoni che la marina britannica apprezzò come rimedio contro lo scor- buto. Tornando al nostro gelo di limone, la sua preparazione non è molto diversa da quella palermitana: succo di limone fresco diluito con acqua, dol- cificato, addensato con un po' di amido e trasformato in un budino liscio, pallido e molto profumato, più leggero al palato di quasi qualsiasi torta o crema che il resto d'Europa p o t r e b b e p r o p o r r e a l s u o confronto. Credo che ci sia qualcosa di significativo in tutta questa semplicità: siamo abituati a immaginare i dolci siciliani come creazioni barocche – strati di pasta sfoglia e ricot- ta, marzapane modellato e dipinto a forma di frutta, scorze candite, pan di Spagna imbevuto e sovrapposto – e i geli insistono delicatamente sull'altro lato della tradizione, quello costruito sulla frutta, sul profumo e sul ritmo delle stagioni, piuttosto che sul l a v o r o e s u l l a r i c c h e z z a . Appartengono, inoltre, a tutta la cultura siciliana del rinfre- scarsi, la stessa che ha dato al mondo la granita, con i suoi sorbetti, sciroppi aromatizza- ti e budini freddi, tutti ricon- ducibili, in definitiva, a quei secoli di incroci e scambi. E n t r a m b e l e v a r i e t à d i gelato vengono ancora pro- dotte in tutta l'isola e riman- gono molto meno conosciute all'estero rispetto ai cannoli o alla cassata, il che forse è pro- prio la loro fortuna. Sono rimaste confinate in territo- rio, legate alle ricette di fami- glia, alle settimane in cui l'an- guria è più dolce e i limoni sono maturi e succosi. Per le famiglie siciliane che hanno portato gran parte della tra- dizione siciliana oltreoceano, una ciotola di gelato può tal- volta rievocare i ricordi della cucina della nonna a luglio; per tutti gli altri, è un prome- moria del fatto che alcuni dei piatti più deliziosi della Sici- lia sono anche i più semplici. Le due ricette che seguono sono un ottimo punto di par- tenza. Gelo di Mellone (Gelo di Anguria alla Palermi- tana) Per 6 persone Ingredienti N é c o n g e l a t o n é g h i a c c i a t o : l ' a r t e rinfrescante del gelo siciliano LA BUONA TAVOLA RICETTE PIATTI TIPICI STORIE DI CUCINA • 1 litro di succo di anguria • 90 g di amido di mais (o, tradizionalmente, amido di frumento) • 110-130 g di zucchero • 1 cucchiaio di acqua di gelsomino (o qualche goccia di essenza di gelsomino) • Cannella in polvere • Pistacchi tritati • Gocce di cioccolato fon- dente • Frutta candita (facoltati- va) Preparazione • F i l t r a r e l ' a n g u r i a p e r ottenere un succo liscio. • In un pentolino, unire lo zucchero e l'amido di mais, quindi incorporare gradual- mente il succo di anguria mescolando con una frusta fino a ottenere un composto omogeneo. • Aggiungere l'acqua di gelsomino e cuocere a fuoco medio, mescolando continua- mente, finché il composto non si addensa. Versare in stampini individuali o in una ciotola da portata e lasciare raffreddare, quindi riporre in frigorifero per almeno due ore. Prima di servire, decora- re con cannella, pistacchi, gocce di cioccolato e frutta candita. Gelato al limone Per 6 persone Ingredienti • 500 ml di succo di limo- ne fresco • 500 ml di acqua • 180 g di zucchero • 70 g di amido di mais (o, tradizionalmente, amido di frumento) • Scorza grattugiata di 1 limone Preparazione • Mescolare lo zucchero e l'amido di mais in un pentoli- no. • Aggiungere lentamente l'acqua e il succo di limone, mescolando continuamente con una frusta. • Aggiungere la scorza di l i m o n e e c u o c e r e a f u o c o medio fino a quando il com- posto non si addensa. • Versare in stampini o coppette da portata e lasciare raffreddare completamente, quindi riporre in frigorifero per diverse ore prima di ser- vire. • Guarnire con altra scorza di limone o con un po' di menta fresca, se lo si deside- ra. Il gelo di mellone è uno dei dolci estivi più rappresentativi della tradizione siciliana. Preparato con polpa di anguria, zuc- chero e amido, viene tradizionalmente decorato con gocce di cioccolato e pistacchi, che richiamano simbolicamente i semi del frutto (Photo: Olga Mazyarkina/Dreamstime)
