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A ppena a est di P a l e r m o , a c i r c a s e d i c i c h i l o m e t r i lungo la costa siciliana, sorge Bagheria, Baarìa nel dialetto locale, un nome che alcuni fanno risalire ai Fenici e altri a un'espressione araba che s i g n i f i c a " l a p o r t a d e l vento". Se seguite le notizie di cronaca rosa, potreste aver- ne sentito parlare, per un motivo che avrebbe stupito i suoi fondatori settecente- s c h i : l o s c o r s o g i u g n o , l a pop star Dua Lipa ha sposa- to l'attore Callum Turner in una delle sue antiche ville aristocratiche. Il matrimonio siciliano di Dua Lipa si è svolto a Villa V a l g u a r n e r a , una vasta dimora barocca dei primi del Seicento, alla presenza di circa duecento invitati, tra cui personaggi del cali- bro di Elton John, che ha allietato la coppia al pia- noforte, Donatella Versace e Charli XCX. La sposa indos- sava il primo abito da sposa della nuova linea haute cou- ture di Chanel, pochi giorni dopo una più intima ceri- monia civile a Londra. Si è trattato di un evento di tre g i o r n i , c o s t a t o , a q u a n t o pare, 1,7 milioni di dollari, u n o s p e t t a c o l o a t u t t i g l i effetti, eppure quella villa è ricordata, almeno in Italia, per qualcosa di molto meno stravagante di un matrimo- nio di celebrità: la bambina che vi crebbe molti anni fa. Torneremo a parlare di lei più avanti. Le telecamere sono arri- vate per le celebrità e poi se ne sono andate, come fanno sempre le telecamere, ma Bagheria attira gli sguardi dei personaggi famosi da quasi trecento anni, e per ragioni ben più strane di un matrimonio. Tutto ebbe ini- z i o t r a i l X V I I e i l X V I I I s e c o l o . Q u a n d o l ' e s t a t e a Palermo diventava insop- portabile, l'aristocrazia sici- liana si trasferiva qualche chilometro più a est, in que- sta zona di agrumeti e aria di mare, e si costruiva ville di campagna, una più gran- diosa dell'altra: Villa Bute- ra fu la prima, nel 1658, e le altre seguirono nel corso del Settecento, finché una tran- quilla zona agricola si tra- s f o r m ò i n u n i n s i e m e d i p a l a z z i b a r o c c h i t r a i limoneti, più di una dozzina in tutto, così maestosi da d i v e n t a r e u n a t a p p a d e l Grand Tour. Molte sono ancora in piedi, un po' dete- riorate dal tempo, ora cir- condate dai comuni palazzi residenziali di una vivace città moderna, il che contri- buisce a rendere così strano imbattersi in esse. La villa più peculiare è senza dubbio Villa Palago- nia, iniziata nel 1715 e cono- sciuta da tutti semplicemen- t e c o m e l a v i l l a d e i mostri, così chiamata per la moltitudine di grottesche figure di pietra, da nani e draghi a musicisti deformi e g e n t i l u o m i n i c o n v o l t i d i bestie, che un principe suc- cessivo, Francesco Ferdi - nando Gravina, fece colloca- r e l u n g o l e s u e m u r a e i pilastri del cancello a partire dal 1749, suscitando il pia- cere e il disagio di ogni viag- giatore di passaggio. Uno di q u e s t i v i a g g i a t o r i f u Goethe, che vi si recò nel 1787 e ne rimase profonda- mente turbato, riempiendo le pagine del suo Viaggio in Italia con queste creature deformi; si dice infatti che la p r o c e s s i o n e d i f i g u r e c h e v i d e q u i a b b i a i s p i r a t o i l sabba delle streghe, la Notte di Valpurga, del suo Faust. Pochi piccoli borghi siciliani possono dire di essere stati citati nel più grande poema d e l l a l i n g u a t e d e s c a , m a Bagheria sì. Un'altra delle ville, Villa Cattolica , custodisce un tesoro di tutt'altro genere, perché Bagheria è anche la città natale di Renato Gut- tuso, nato qui nel 1911, un realista convinto i cui dipin- ti sono pervasi dalla luce e dalla vita siciliana: a lui si deve, tra gli altri, La Vuc- ciria, il brulicante mercato palermitano reso con colori che si possono quasi senti- re. Guttuso ha lasciato in eredità alla sua città natale molte delle sue opere e ora riposa nel suo giardino, in u n a s o r p r e n d e n t e t o m b a scolpita di un blu intenso che si affaccia sul mare. La casa è oggi il suo museo e conserva, tra le altre cose, opere di un altro figlio di Bagheria, colui che avrebbe portato il nome della città n e i c i n e m a d i t u t t o i l mondo. Quel figlio è Giuseppe Tornatore, nato qui nel 1956, vincitore di un Oscar per Nuovo Cinema Paradi- so, il suo tenero inno a un borgo siciliano e al suo pic- colo cinema. Nel 2009, si s p i n s e o l t r e e r e a l i z z ò Baarìa, un'opera epica che abbraccia gran parte del XX secolo e che prende il nome dalla sua città natale in dia- letto. Curiosamente, in una di quelle ironie in cui l'Ita- lia sembra essere specializ- zata, dovette ricostruire la Bagheria della sua infanzia su un set in Tunisia, poiché quella reale era cambiata al punto da essere irriconosci- bile, inghiottita dalla stessa espansione urbana moder- n a c h e o r a a f f o l l a l e s u e ville. La città che amava al punto da volerla immorta- lare era, a quel punto, già in parte un ricordo. Ed ecco, infine, il ritorno a Villa Valguarnera, per- ché molto prima che ospi- tasse il matrimonio di una pop star, era la casa d'in- fanzia della scrittrice Dacia Maraini, che vi arrivò da bambina dopo la guerra – dopo gli anni strazianti tra- scorsi dalla sua famiglia in un campo di internamento giapponese – e che, decenni dopo, diede a uno dei suoi libri più personali il sempli- c e t i t o l o B a g h e r i a , u n o sguardo lucido sul luogo, sulla sua bellezza e il suo degrado, sulla sua luce e le sue vecchie ferite. Quel talento potrebbe, in fin dei conti, essere la cosa p i ù a u t e n t i c a d i q u e s t a città, perché, nonostante i recenti titoli dei giornali, Bagheria non è una località turistica patinata, ma un luogo siciliano autentico e affollato, dove meraviglie b a r o c c h e s i a f f i a n c a n o a palazzi residenziali e il pas- sato continua a scontrarsi c o n i l p r e s e n t e . E p p u r e , conserva ancora i suoi pro- fumi di limone e sale mari- no, i suoi colori vivaci. B a g h e r i a : v i l l e n o b i l i a r i , m o s t r i b a r o c c h i e i l matrimonio di una pop star 17 GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | Costruita agli inizi del Settecento, Villa Palagonia è il simbolo più celebre di Bagheria, famosa per le centinaia di statue fantastiche che le hanno valso il soprannome di "Villa dei Mostri" (Photo: Maurizio Distefano/Dreamstime) GRAND TOUR VIAGGI ITINERARI TERRITORIO
