L'Italo-Americano

italoamericano-digital-6-25-2026

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ne. In questo modo, il soste- gno all'export diventa una leva per consolidare la com- petitività delle filiere indu- striali italiane. La controprova che tutte le condizioni per investire ci sono, ce la danno i mercati. Le vendite all'estero accelera- no nonostante dazi, guerre e rincari, mentre l'avanzo com- merciale sale a 15,2 miliardi nei primi quattro mesi. Die- tro questo risultato emerge proprio questa fascia di tena- ci medie aziende, di cui par- lavamo all'inizio: sono capaci d i b a t t e r e l e c o n c o r r e n t i europee per produttività. Se le dimensioni non contano, il vero divario sta nella capacità d i n o n r i m a n d a r e p i ù a domani quel che deve essere fatto oggi per il futuro della crescita economica. Lettera dell'editore NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ GIOVEDÌ 25 GIUGNO 2026 www.italoamericano.org 3 L'Italo-Americano IN ITALIANO | I n Italia ci sono circa 1 2 0 . 0 0 0 i m p r e s e esportatrici. Di que- ste, oltre 118.000 sono Pmi, ovvero società di piccole e medie dimensione che rappresentano il 98% del totale. Significa che su un mercato estremamente com- petitivo come quello globale, il merito del successo della capacità italiana di vendere il made in Italy è merito non solo delle grandi compagnie, delle piattaforme multinazio- nali ma di coraggiosi impren- ditori che credono nel loro preziosissimo lavoro nono- stante contino su strutture piccole e capitali ridotti. Ed è assolutamente prezioso se le P m i g e n e r a n o c i r c a 2 8 0 miliardi di euro di export. Un altro dato. Le imprese del Mezzogiorno sono quasi un terzo di tutte le imprese italiane ma generano meno di un decimo dell'export mani- fatturiero nazionale. Un gap s t r u t t u r a l e c h e e s p r i m e benissimo la forbice di uno s v i l u p p o c h e c ' è d i p i ù a l Nord e che manca al Sud, che storicamente caratterizza, e frena, l'economia nazionale. Ma a ben guardare, questo significa che ci sono possibi- lità di crescita enormi. Se si investisse al Sud, quel poten- ziale ancora compresso e ine- spresso che sta solo comin- ciando a liberarsi, potrebbe crescere molto di più e diven- tare linfa vitale per l'intero Paese. Ci sono infatti tantissi- me aziende potenziali espor- tatrici che potrebbero essere accompagnate sui mercati internazionali. Come ha spie- gato il segretario generale di Unioncamere, Giuseppe Tri- poli, durante l'evento "Obiet- tivo Export" promosso dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Interna- zionale, è una questione di p r o s p e t t i v e : " P e r t r o p p o tempo il Sud è stato racconta- to come un territorio da recu- perare" quando invece, sug- g e r i s c e , " d e v e e s s e r e considerato una piattaforma per la crescita" posto che negli ultimi 5 anni il Pil meri- dionale è cresciuto più della m e d i a n a z i o n a l e ( 8 , 6 % rispetto a 6,5%), sono cre- sciuti gli investimenti, il turi- smo e la manifattura (dalla meccanica all'abbigliamento) hanno registrato performan- ce superiori al Centro-Nord mentre settori come agroali- mentare, farmaceutica, aero- spazio e automotive stanno consolidando una presenza sempre più rilevante sui mer- cati internazionali. Detto diversamente, l'internaziona- lizzazione del Sud potrebbe diventare, se adeguatamente sostenuta, una strategia vin- cente nella politica economi- ca nazionale. A patto di non rimandare a poi, come si è sempre fatto finora, questo investimento potenzialmente altamente redditizio. In questo senso, va sottoli- neato il ruolo a supporto della competitività del Sistema Paese per il prossimo triennio d i S a c e , l a e x p o r t c r e d i t agency italiana partecipata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze. Supporterà le imprese mettendo a disposi- zione circa 150 miliardi di euro di nuovi impegni per il periodo 2026-2028, articolati in circa 40 miliardi nel 2026, 51 miliardi nel 2027 e 58 miliardi nel 2028. Come ha sottolineato Guglielmo Pic- chi, presidente di Sace, "In un contesto in cui economia e geopolitica sono sempre più c o n n e s s e , r a f f o r z i a m o i l nostro impegno per sostenere il Made in Italy nel mondo e contribuire alla competitività dell'Italia, lavorando in siner- gia con le istituzioni, il siste- ma finanziario e tutti gli atto- ri del Sistema Paese". Se i capitali ci sono, è evidente che sono le politiche econo- miche quelle che devono cre- derci con maggiore convin- zione. Il Piano punta a sostenere le filiere ad alto potenziale di export e internazionalizzazio- ne. I settori "core" individuati sono: automazione e mecca- nica strumentale, infrastrut- ture e costruzioni, economia blu e cantieristica, difesa e aerospazio. A questi si affian- cano settori strategici del Made in Italy, tra cui digitale e microelettronica, automoti- ve, agroalimentare, chimica, energia, siderurgia e metal- lurgia, tessile. Qui però un appunto sulla dimensione aziendale va fatto. Se si resta piccoli, non si ha la forza per finanziare la ricerca, ingloba- re e acquistare tecnologie (se il 30% delle aziende ricorre ormai a strumenti di Ai, sol- t a n t o i l 5 % n e f a u n u s o intensivo. I dati europei con- fermano il ritardo: nel 2025 solo il 16% delle aziende ita- liane con 10 addetti utilizzava uno strumento di intelligenza artificiale, contro il 20% della media dell'Unione europea), proteggere brevetti, aprire filiali internazionali, attrarre dirigenti qualificati o resiste- re per anni prima di ottenere un ritorno da un investimen- to. L'obiettivo deve essere quello di rafforzare non solo l e i m p r e s e d i r e t t a m e n t e esportatrici, ma l'intero eco- sistema produttivo italiano, incluse le imprese inserite nelle catene del valore orien- tate all'internazionalizzazio- La grande economia italiana all'estero è nelle mani dei piccoli Selling Homes Throughout The Bay Area Adele Della Santina "The Right Realtor makes all the di昀erence." 650.400.4747 Adele.DellaSantina@compass.com www.AdeleDS.com DRE# 00911740 Expert in preparation, promotion, and negotiation!

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