L'Italo-Americano

italoamericano-digital-7-9-2026

Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel

Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1545723

Contents of this Issue

Navigation

Page 16 of 35

U n n u o v o s t u - dio dal titolo q u a n t o m a i a t t u a l e , " M a d e i n Italy nell'era dei social media", sta facendo il giro d e l w e b i n I t a l i a q u e s t o mese, riportato tra gli altri da La Repubblica, e il suo risultato principale ralle- g r e r à c h i u n q u e a b b i a a cuore il Paese: nei principali mercati mondiali, circa tre persone su quattro afferma- no di essere disposte a paga- re di più per un prodotto Made in Italy. Ciò che rende questo dato interessante, e che distingue l'indagine, è la p r o v e n i e n z a d i q u e s t a disponibilità, dato che sem- pre più spesso si tratta di un feed o di un video condiviso da uno sconosciuto, piutto- sto che di una vetrina o di una pagina patinata di una rivista. La ricerca, condotta dal- l ' a g e n z i a p u b b l i c i t a r i a Pulse Advertising in col- laborazione con la società di sondaggi Eumetra su oltre 2 . 5 0 0 c o n s u m a t o r i n e g l i Stati Uniti, in Gran Breta- gna, Germania, Francia e C i n a , h a r i l e v a t o c h e l a disponibilità a pagare di più per i prodotti italiani si atte- s t a t r a i l 6 5 e i l 7 4 % n e i Paesi occidentali – il 70% dei tedeschi, ad esempio – e r a g g i u n g e u n i n c r e d i b i l e 93% in Cina. Persino il cibo italiano, a lungo considerato i l " p a r e n t e p o v e r o " d e l l a moda italiana in termini di prestigio, ha quasi raggiunto la stessa percentuale, con circa un terzo dei consuma- t o r i a l i v e l l o m o n d i a l e d i s p o s t i a p a g a r e d i p i ù , contro poco più di quattro su dieci per l'abbigliamento: un risultato notevole per un alimento quotidiano come la cena. La vera novità, però, è lo schermo, perché è lì, scor- rendo i feed, che la maggior parte del mondo entra per la prima volta in contatto con l'idea di Italia: il 91% dei consumatori cinesi, il 64% d e g l i a m e r i c a n i e b e n oltre la metà di tedeschi, britannici e francesi hanno dichiarato ai sondaggisti che è sui social media che sco- p r o n o i m a r c h i i t a l i a n i e decidono cosa acquistare. Tra l'altro, il cibo italiano è diventato la seconda catego- ria più fotografata in questi feed, subito dopo la moda: un piatto di pasta, come ha detto in modo piuttosto effi- cace Paola Nannelli, CEO di Pulse, è diventato un conte- nuto, e nel momento in cui viene filmato e condiviso, passa dalla tradizione all'a- spirazione. Ancora più strano è l'a- scesa del creator, dell'in- f l u e n c e r c h e i n q u a l c h e modo è diventato il garante dell'autenticità italiana, la figura di cui un acquirente si f i d a q u a n d o v a l u t a s e u n prodotto è quello vero. La tendenza è più radicata in Cina, dove le persone ora scoprono più facilmente i prodotti italiani tramite un influencer che attraverso i canali ufficiali del marchio, e dove la loro fiducia nelle star online raggiunge livelli sor- p r e n d e n t i : p i ù d i o t t o s u dieci affermano di affidarsi a l l a p a r o l a d i u n c r e a t o r ( u n a p e r c e n t u a l e d i g r a n l u n g a s u p e r i o r e a q u e l l a o c c i d e n t a l e ) e q u a s i t u t t i ammettono che i contenuti online influenzano le loro decisioni d'acquisto. I ricer- catori di Eumetra definisco- n o q u e s t o f e n o m e n o u n nuovo "livello di fiducia", un cast di narratori della vita italiana autentica che, sem- p l i c e m e n t e m o s t r a n d o l a provenienza di un oggetto e il suo utilizzo, ne giustifica- no il prezzo più elevato. Ciò a cui il mondo sta rea- gendo, suggerisce lo studio, si rivela coerente in modo rassicurante: prima di tutto stile ed eleganza, poi un senso di artigianalità tra- dizionale, infine la sempli- ce promessa di qualità, il tutto evocato da una man- ciata di immagini familiari: u n a s t a n z a e l e g a n t e , u n a tavola imbandita con cibo prelibato, le venature dei materiali naturali e i segni d e l l a m a n o . A l c u n i n o m i s o n o a r r i v a t i a i n c a r n a r e l'intera idea, con Barilla che figura tra i marchi italiani più citati in ogni mercato a n a l i z z a t o , i n s i e m e a Lavazza e Ferrero. È una curiosa inversione di tendenza, se ci pensiamo, rispetto a come si costruiva- no le reputazioni un tempo, perché per gran parte del secolo scorso il prestigio del M a d e i n I t a l y s i f o n d a v a sulle vetrine dei negozi e sulle passerelle, con la lenta acquisizione di clienti soddi- sfatti e il passaparola. Oggi, un video di quindici secondi può fare in un pomeriggio ciò che un tempo richiedeva a un marchio un decennio: portare l'immagine e l'atmo- sfera dell'Italia a milioni di persone che forse non met- t e r a n n o m a i p i e d e n e l Paese. La portata è straordina- ria, ma altrettanto fragile, perché ciò che si diffonde così rapidamente può esse- re imitato altrettanto velo- cemente. E l'imitazione, senza dubbio, è l'ombra che i n c o m b e s u t u t t e q u e s t e buone notizie, perché un'e- stetica è molto più facile da copiare di una tradizione, e gli stessi canali che diffon- dono la vera Italia all'estero diffondono altrettanto rapi- damente prodotti che suo- nano italiani ma ne trala- s c i a n o l a s o s t a n z a . U n prezzo così alto è, in fin dei conti, una misura di fiducia, e l a f i d u c i a s i c o s t r u i s c e m o l t o p i ù l e n t a m e n t e d i quanto si perda. C'è qualcosa di incorag- giante e un po' comico in tutto questo, almeno per chi è cresciuto con l'Italia vera, perché la provenienza e la maestria artigianale che un algoritmo ora offre, dicia- m o , a u n a d o l e s c e n t e d i Shanghai o a una giovane coppia dell'Ohio, sono pro- prio le cose che le famiglie italiane – e le famiglie ita- loamericane che le hanno portate oltreoceano – cono- scono da generazioni, molto prima che qualcuno pensas- se di filmarle. I l m o n d o , i n u n c e r t o senso, sta pagando un prez- zo più alto per godere di qualcosa con cui molti di n o i s o n o s e m p l i c e m e n t e cresciuti. Grazie nonni! Scherzi a parte, il titolo merita di essere apprezzato per quello che è: un voto di fiducia in un Paese, in un momento in cui la fiducia scarseggia. Qualunque cosa ci riservino i prossimi mesi, tre persone su quattro nei m e r c a t i p i ù r i c c h i d e l mondo affermano, secondo i sondaggisti, che l'Italia, sia come idea che come realtà c o n c r e t a , v a l e l a p e n a d i essere pagata di più, e lo d i m o s t r a n o c o n i p r o p r i soldi e i propri acquisti. G l i s c h e r m i s a r a n n o anche nuovi, ma la convin- zione che li anima affonda le sue radici nella nostra tradizione. D a l l a t r a d i z i o n e a l l ' a s p i r a z i o n e : p e r c h é t r e s u quattro pagano ancora di più per l'Italia 17 GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026 www.italoamericano.org L'Italo-Americano IN ITALIANO | SOCIETÀ & CULTURA PERSONAGGI TERRITORIO TRADIZIONI Dai prodotti alimentari alla moda, fino ai contenuti digitali e ai social media, il Made in Italy continua a rappresentare un simbolo globale di qualità, autenticità e stile (Image generated using Adobe Illustrator AI)

Articles in this issue

Links on this page

Archives of this issue

view archives of L'Italo-Americano - italoamericano-digital-7-9-2026