Since 1908 the n.1 source of all things Italian featuring Italian news, culture, business and travel
Issue link: https://italoamericanodigital.uberflip.com/i/1545723
GIOVEDÌ 9 LUGLIO 2026 www.italoamericano.org 7 L'Italo-Americano IN ITALIANO | C scientifico e la cultura italiana della tutela del p a t r i m o n i o h a n n o influenzato il suo lavoro negli Stati Uniti? Moltissimo. Nel sistema formativo italiano non esi- ste una separazione netta tra discipline scientifiche e u m a n i s t i c h e . Q u a n d o h o conseguito il dottorato era naturale essere una chimica e applicare la scienza ai beni c u l t u r a l i . A l l ' i n i z i o d e g l i anni Duemila c'erano anche molti finanziamenti legati a l l ' e r e d i t à d i L e o n a r d o e alla figura dello scienziato- umanista, che è un riferi- mento a cui mi sento vicina. Negli Stati Uniti questa con- taminazione è meno comu- ne. Ancora oggi mi capita di tenere lectio a ingegneri, c h i m i c i e s c i e n z i a t i d e i materiali che restano sor- presi dall'idea che una for- mazione scientifica possa applicarsi al mondo della cultura. Inoltre, negli Stati Uniti non esiste un dottora- to in scienza dei beni cultu- rali. Cosa possono impa- rare gli Stati Uniti dal- l'Italia nella conserva- zione? L'Italia può offrire molto nella formazione e nella col- l a b o r a z i o n e a c c a d e m i c a . N e i p e r c o r s i s c i e n t i f i c i e tecnici applicati ai beni cul- t u r a l i e s i s t e u n l i v e l l o d i s p e c i a l i z z a z i o n e m o l t o avanzato. Inoltre, in Europa e in Italia c'è una forte tra- dizione di collaborazione tra centri di ricerca, univer- sità, musei e siti culturali. N e g l i S t a t i U n i t i q u e s t e sinergie sono ancora meno frequenti. Non è un caso che molti ricercatori scienti- fici attivi nei grandi musei, dall'Art Institute of Chicago al Metropolitan Museum di New York fino allo stesso Getty, abbiano una forma- zione italiana. Direi almeno i l 7 0 % . V a l e p e r l a m i a g e n e r a z i o n e e p e r q u e l l e successive. Viviamo, in Ita- l i a , i n u n v e r o e p r o p r i o m u s e o a c i e l o a p e r t o . È naturale che competenze diverse si intreccino nella tutela del patrimonio. E cosa può imparare l'Italia dagli Stati Uniti? Negli Stati Uniti esistono istituzioni come il Getty o il L A C M A c h e r i u n i s c o n o sotto lo stesso tetto curato- ri, restauratori, scienziati ed esperti umanistici. In Italia q u e s t o m o d e l l o è a n c o r a raro. Brera è uno dei pochi e s e m p i , m a n o n i n c l u d e figure scientifiche interne. La presenza di competenze diverse nella stessa istitu- zione favorisce la costruzio- ne di un linguaggio comune e una ricerca davvero inter- disciplinare, quasi leonar- desca. Un altro elemento chiave è il finanziamento. La filantropia privata negli S t a t i U n i t i è u n m o t o r e s t r a o r d i n a r i o , q u a s i u n razzo interstellare, che in Italia non esiste ancora allo s t e s s o l i v e l l o . A c c a n t o a questo, però, resta fonda- mentale il finanziamento pubblico. Lei ha dichiarato che la conservazione è ciò che rende possibile l'in- c o n t r o t r a p u b b l i c o e opera d'arte. Può farci un esempio? Per me è stata una rivela- zione vedere, da studentes- s a , r e s t a u r a t o r i a l l a v o r o davanti al pubblico in un museo. L'idea che un'opera non sia immutabile, ma viva e sia bisognosa di cura, è stata fondamentale. La con- servazione è ciò che permet- t e d a v v e r o l ' a c c e s s o a l l e opere. Pensiamo agli Iris di Van Gogh: se restano in col- lezioni private possono esse- re esposti a rischi maggiori. La tutela e il restauro pre- servano la loro materialità e la loro accessibilità. Lo stes- so vale per i siti archeologi- ci. Senza il lavoro di archeo- l o g i e r e s t a u r a t o r i n o n potreste visitare un tempio maya o un sito della Magna Grecia nel Sud Italia, perché si degraderebbero inevita- bilmente. La conservazione pre- ventiva è oggi più cen- trale del restauro? Sì, è un punto fondamen- tale. Con il cambiamento climatico e l'aumento dei costi energetici, la conserva- zione preventiva è diventata ancora più rilevante. Attra- verso la gestione dei para- metri ambientali e la pre- v e n z i o n e d e i r i s c h i c o m e incendi, inondazioni o ter- remoti, ambiti in cui il Getty i n v e s t e m o l t o s i p o s s o n o proteggere molte più opere. Questo rende il restauro più selettivo e mirato. Si inter- viene su opere specifiche, spesso in vista di mostre, senza creare gerarchie di valore. Il restauro estetico viene affrontato con mag- giore cautela, perché oggi conosciamo meglio gli effet- t i a l u n g o t e r m i n e d e g l i interventi e valutiamo con più attenzione se siano dav- vero necessari. Quali saranno le sue priorità al Getty Conser- vation Institute? La priorità iniziale sarà l'ascolto. Il Getty è compo- sto da quattro pilastri: il Conservation Institute, il Research Institute, la Foun- dation e i musei. La CEO Katherine Fleming sta inol- tre lavorando al concetto di One Getty, per rafforzare le sinergie tra tutte le compo- nenti dell'istituzione. È un a p p r o c c i o c h e c o n d i v i d o pienamente, perché ho sem- pre lavorato bene in conte- sti multidisciplinari, dove la c o l l a b o r a z i o n e p r o d u c e r i s u l t a t i p i ù g r a n d i d e l l a somma delle singole parti. Quali sfide vede oggi più urgenti? Due temi sono centrali. Il primo è ancora la conserva- zione preventiva, che conti- nueremo a rafforzare attra- verso ricerca e formazione in molte parti del mondo. Il secondo riguarda l'intelli- genza artificiale e il machi- ne learning applicati all'o- pen knowledge. Il Getty può a v e r e u n r u o l o g u i d a n e l mettere in rete e rendere accessibili non solo i propri dati, ma anche quelli pro- dotti da musei e istituzioni culturali a livello globale. È u n a m b i t o c h e r i c h i e d e grande attenzione etica e al fair use dei dati, e proprio per questo le istituzioni cul- t u r a l i p o s s o n o o f f r i r e u n contributo decisivo. NEWS & FEATURES PERSONAGGI OPINIONI ATTUALITÀ Dal prossimo settembre, Casadio tornerà a Los Angeles con un ruolo di leadership e con una convinzione che accompagna tutta la sua carriera: la conservazione non serve soltanto a preservare le opere d'arte, ma a renderle accessibili alle generazioni presenti e future CONTINUA DA PAGINA 5 Dalla pittura impressionista ai capolavori del Novecento, Francesca Casadio ha dedicato la sua carriera allo studio scientifico delle opere d'arte. Nella foto, durante l'analisi di Workmen at Carrara (1911) di John Singer Sargent (Foto: Imaging Department, Art Institute of Chicago)
